“Città dello Sport”, torna tutto al Comune. L’opposizione: “Sembra il gioco dell’oca”

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Agosto ferie non ti conosco e a Tivoli, in particolar modo a Palazzo San Bernardino, gli uffici sono in piena attività, soprattutto per quanto riguarda l’annosa e complicata vicenda della “Città dello Sport”, il complesso da mille e una notte utilizzato per un terzo che ha creato problemi a due sindaci e allo stesso commissario prefettizio.

La delibera di giunta con cui si dà mandato a De Filippo di riprendersi tutto

A spiccare tra gli atti licenziati dal municipio cittadino c’è proprio una deliberazione di giunta comunale, la numero 167, con cui si prende atto della “mancata stipula del contratto per l’affidamento della concessione del servizio di gestione della “Città dello Sport in loc. Arci, composto da Campo Sportivo “Olindo Galli” – Palazzetto “Paolo Tosto” – Polo Natatorio”, del permanere del grave stato di abbandono e degrado in cui versano alcune delle strutture sportive oggetto della concessione in questione” e del fatto che tale situazione è lesiva dell’interesse pubblico. Conseguenze? Assolutamente sì. Nella fattispecie si dà mandato al Dirigente del VII settore, Emiliano De Filippo, di recuperare baracca e burattini, campo, palazzetto e polo natatorio. Insomma tornerebbe tutto in mano al comune.

 

La replica di Alleanza per Tivoli: “si è perso tempo e si riparte dall’inizio”

A quanto pare però anche la politica non è andata al mare. A replicare in una nota stampa è il gruppo di Alleanza per Tivoli: “Sul frontespizio della delibera c’è scritto “Atto di indirizzo”. Ma in realtà non è deliberato alcun indirizzo. Qual è la linea politica dell’amministrazione rispetto agli impianti sportivi? Prendiamo proprio l’Arci. Immobilismo per mesi. Poi due inutili, fumose e strombazzate ordinanze urgenti. Ora una delibera che le smentisce senza dire cosa l’Amministrazione vuole fare. Il tutto a pochi giorni dall’approvazione del bilancio previsionale che riguardo alla gestione degli impianti non ha programmato un bel niente. Come nella migliore tradizione del “gioco dell’oca” si è perso tempo e si riparte dall’inizio. Ma il caos regna su tutti gli impianti sportivi”. Impianti che vengono elencati di seguito, dalla Maramotti a Rocca Bruna. “La Maramotti, con la delibera 161, è riaffidata a un’associazione solo perché la richiede, senza alcuna evidenza pubblica – continuano dal gruppo guidato da Marino Capobianchi -. E Rocca Bruna. Il Sindaco convocò una conferenza stampa (ancora visibile sul web) per informare la città che i proprietari dell’area avevano interessi rispetto alla Nathan e proprio per questi interessi fu costruito il muro della vergogna di Ponte Lucano. Il Sindaco tranquillizzò tutti: non avrebbe ceduto a ricatti. Ora con la delibera di giunta 162 assume in comodato d’uso gratuito l’impianto sportivo. Delle due, l’una: o ha ceduto a ricatti o i ricatti non c’erano. Oppure? Lo spieghi il Sindaco. Il comportamento del Sindaco e della sua maggioranza, altalenante, inutile, cavilloso e comunque consapevole, sta provocando danni evidenti. Danni per le casse comunali e danni per gli sportivi che non possono godere, con trasparenza, degli impianti. Quella trasparenza necessaria per gli affidamenti della Maramotti, degli Arci, di Rocca Bruna, insomma di tutti gli impianti e non solo”. 

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