“Pantera bianca”, convalidati i fermi per la banda del “Pantera”3 min di lettura

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Guidonia Montecelio, a cinque mesi dal colpo da quasi 7 milioni di euro al caveau della Sicurtecna, chiusa l’operazione “Pantera bianca”, convalidati i fermi per i componenti della banda capeggiata da Gianfranco Urbani, 75 anni, meglio noto come “Er Pantera”, l’ispiratore del personaggio “Puma” di Romanzo Criminale. Recuperata una parte della refurtiva.

“Tiramo fori tutto e fateve le Ferrari”, queste le parole pronunciate da “Er Pantera” e ascoltate in un’intercettazione che hanno fatto capire agli investigatori della squadra mobile di Roma e del commissariato di Tivoli (diretto da Giancarlo Sant’Elia) che stava per avvenire l’ultima spartizione del bottino. A quel punto non poteva che scattare il blitz in un capannone ad Artena. I soldi erano stati sotterrati e nascosti in due taniche. “I sordi? Non è robba mia”, avrebbe detto Urbani alla polizia con un sorrisetto, complimentandosi poi con gli investigatori. Urbani, in quel momento, stava consegnando a Pianura e a La Penna la loro parte del bottino. Al’interno del locale era stata anche allestita una stanza per la conta e la distribuzione dei soldi con tanto di macchinetta conta soldi. L’intervento della polizia ha anche scongiurato l’ennesima rapina che stava per essere messa in campo dalla banda. Una conclusione degna del miglior film poliziesco. Dei quasi 7 milioni di euro rubati nella notte tra il 22 ed il 23 dicembre 2012 dal caveau sulla via Palombarese ne è stato recuperato uno e mezzo, gli altri hanno già preso il volo, parte del bottino è stato probabilmente già investito in attività turistiche in Tunisia e a Santo Domingo tra villaggi turistici e residence. Non si fermano, quindi le indagini.

I FERMI
I fermi sono stati emessi dal Sostituto Procuratore Dr. Mimmo della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Tivoli nei confronti di Urbani Gianfranco, di anni 75, detto “Er pantera”, pregiudicato per associazione a delinquere, armi, rapina e traffico di sostanze stupefacenti, già appartenente alla nota “banda della Magliana”; Pianura Cesare, di anni 62, ex guardia particolare giurata; De Conciliis Ernesto, di anni 69; Marconi Giampaolo, di anni 58, pregiudicato per rapina, ricettazione e violazione della legge sugli stupefacenti; Greco Santino, di anni 49 e La Penna Stefano, di anni 43, in quanto gravemente indiziati del furto commesso nei locali dell’Istituto di vigilanza denominato “Sicurtecna s.r.l.” nella notte tra il 22 ed il 23 Dicembre 2012 in località Guidonia (Roma).

LE INDAGINI
A condurre le indagini la squadra mobile di Roma e il commissariato di Tivoli, diretto da Giancarlo Sant’Elia. Il racconto della guardia giurata proprio non quadrava, troppo contraddittorio.
“Urbani, De Conciliis, Marconi e Greco, pianificando l’attività con il Pianura, si sono introdotti all’interno dei locali blindati della “Sicurtecna s.r.l.” totalmente travisati e, con la complicità della guardia particolare giurata La Penna, in servizio quella sera presso la sede della società, hanno inscenato una rapina ed asportato dal caveau ivi ubicato denaro contante per circa 6.400.000 Euro, fuggendo poi a bordo di un furgone dopo aver portato via gli Hard Disk contenenti la maggior parte delle immagini del sistema di videosorveglianza installato presso quella sede. Le indagini, immediatamente avviate dalla Sezione Rapine della Squadra Mobile e dal Commissariato distaccato di P.S. di Tivoli, hanno consentito di individuare i malviventi e di accertare che gli indagati hanno fino ad oggi utilizzato solo una parte della refurtiva, che è stata custodita da Urbani, Greco e De Conciliis. Essendo emerso che i responsabili erano determinati a spartirsi la restante somma e, poiché erano intenti a preparare ulteriori colpi allorquando Urbani stava consegnando a Pianura la parte del bottino spettante allo stesso e a La Penna, è stato eseguito il Fermo del P.M. nei confronti dei malviventi, nonché le relative perquisizioni, che hanno consentito di recuperare la somma contante di circa 1.500.000 Euro ed il furgone utilizzato per la fuga”.

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