Ai plessi scolastici “Tommaso Neri” e “Gianni Rodari” partono i lavori

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È partita la procedura di gara per l’affidamento dell’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di ampliamento e di adeguamento dei plessi scolastici “Tommaso Neri” e “Gianni Rodari” (istituto comprensivo Tivoli 5-Tivoli Terme) per un importo complessivo di 5,2 milioni di euro finanziati dal ministero dell’Istruzione e dell’università tramite adesione, nel giugno 2018, del Comune di Tivoli all’avviso pubblico della Regione Lazio “per la selezione di interventi per la formazione del piano regionale triennale 2018-2020 e dei piani annuali di edilizia scolastica di cui al decreto interministeriale n. 47/2018”.

Il procedimento – avviato dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte della Conferenza dei servizi – riguarda l’appalto integrato che vede insieme la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori; il criterio con cui verrà selezionato il contraente è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La procedura porterà all’aggiudicazione della gara nella prima settimana di novembre e vedrà l’avvio dei lavori presumibilmente nel primo trimestre del 2022. «Naturalmente tutto sarà concordato con la nuova dirigenza dell’istituto comprensivo», assicura l’assessora ai Lavori pubblici Laura Di Giuseppe, «ed è stato studiato e sarà programmato per fare in modo che i ragazzi non perdano nemmeno un giorno di lezione».

Il progetto ha lo scopo di adattare l’istituto comprensivo Tivoli 5-Tivoli Terme alle esigenze del territorio e alle normative, con interventi di messa in sicurezza, di adeguamento sismico, di riduzione del rischio incendi ed elettrici, di caduta dall’alto, di bonifica dell’amianto e di eliminazione delle barriere architettoniche. Altro aspetto importante è l’eliminazione dei fitti passivi a carico del Comune.

Per quanto riguarda l’iter che ha condotto al progetto, nei mesi scorsi la task force ministeriale per l’edilizia scolastica ha chiesto al Comune di Tivoli di aggiornare il progetto, che è stato, così, rimodulato di concerto con i tecnici del gruppo di lavoro della Regione. Inizialmente si era previsto “soltanto” l’adeguamento dei due plessi esistenti e la realizzazione di un ampliamento che avrebbe ospitato le classi dell’infanzia attualmente sistemate all’interno dell’immobile “Santa Margherita”. Con la revisione progettuale – e alla luce delle valutazioni dei tecnici – si è scelto di procedere con l’adeguamento sismico e funzionale del plesso “Gianni Rodari”, conformemente al progetto originale. Per quanto riguarda, invece, il “Tommaso Neri” si è deciso di attuare un intervento di demolizione, sostituzione edilizia e ampliamento che risponde meglio al rapporto costi-benefici tra le due differenti tipologie d’intervento. La preferenza per l’opzione della sostituzione edilizia per il Neri è stata determinata, dunque, dall’impossibilità, altrimenti, di raggiungere un’effettiva efficienza economica e qualitativa, di rispettare gli indici vigenti di edilizia scolastica per la distribuzione esistente (che risale agli anni Sessanta), di adeguare l’accessibilità del fabbricato al primo piano e di permettere la connessione orizzontale dei due blocchi sempre al primo piano. Inoltre, si è tenuto conto delle esigenze di gestione degli spazi scolastici differenti rispetto al passato, subentrate nel corso dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19: l’amministrazione ha deciso, così, di progettare aule di dimensioni superiori agli standard della normativa vigente proprio per garantire spazi più ampi e un maggiore distanziamento tra gli alunni.

Un altro elemento che ha avuto un ruolo cruciale nella scelta di non ristrutturare l’esistente è stata la necessità di raggiungere l’obiettivo della classificazione di “edificio nZEB”, un “edificio ad altissima prestazione energetica, in cui il fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta in situ”, che si riuscirà a ottenere mediante la realizzazione di un impianto totalmente ex novo.

«Il risultato è un complesso scolastico sicuro, un edificio ad altissima prestazione energetica, funzionale e bello e con spazi esterni vivibili dai ragazzi per le attività didattiche all’aperto», prosegue Di Giuseppe. «L’intervento, nel suo complesso, è stato finanziato al Comune di Tivoli nel 2018 ed è uno degli investimenti più grandi che vedrà il territorio comunale. Per quanto riguarda il “Tommaso Neri, nella fase di revisione del progetto, nei mesi scorsi abbiamo deciso di attuare una modifica sostanziale rispetto al prospetto originario, accantonando l’ampliamento (con l’aggiunta di un nuovo immobile all’interno del lotto), e scegliendo di abbattere e ricostruire l’edificio che verrà, in questo modo, sostituito con un altro completamente nuovo e più ampio, di ultima generazione, rispettoso della natura e del contesto urbano. Una grande sfida per il Comune e per il settore dei Lavori pubblici, che hanno lavorato con dedizione e con professionalità pensando al futuro degli alunni. Una “sfida” che, per la parte progettuale, possiamo dire sia stata vinta: il progetto ha raccolto, infatti, giudizi estremamente positivi da parte degli uffici regionali e della Soprintendenza. Ringrazio il dirigente Tullio Lucci, i tecnici Stefania De Grandis e Francesco Busca e tutti i tecnici dell’ufficio e anche coloro che hanno redatto il primo progetto: tutti insieme hanno raccolto questo impegno con grande competenza, impegno ed entusiasmo».

 

Soddisfazione anche da parte del consigliere del sindaco per le politiche di Tivoli Terme Simone Cavallo. «Si tratta di uno degli investimenti più grandi non soltanto a Tivoli Terme, ma anche nell’intero territorio comunale. Un intervento complessivo per quasi 5 milioni e mezzo di euro, che aspettavamo da tempo per la sistemazione dei plessi “Gianni Rodari” e “Tommaso Neri” e con il quale avremo finalmente una scuola primaria e dell’infanzia all’avanguardia sotto ogni punto di vista: del risparmio energetico, della vivibilità degli spazi interni ed esterni, della sicurezza sismica e della funzionalità degli spazi, ora ampliati e quindi più efficienti dal punto di vista della sicurezza sanitaria ma anche più adatti alla vita sociale di coloro che “abitano” gli edifici scolastici per frequentare o per lavorare. Saranno, inoltre, recuperate due aule del Santa Margherita che oggi generano fitti passivi che pesano sulle finanze del Comune. Ringrazio il Miur, la Regione Lazio, il sindaco Giuseppe Proietti, l’assessora Di Giuseppe, il dirigente dei Lavori pubblici Lucci e i dipendenti e i tecnici degli uffici comunali per i Lavori pubblici. Un lavoro di squadra da parte di tutti, che ha reso possibile l’avvio di un iter che vedrà realizzare un importante progetto».