Al via i test per i corsi di laurea ad accesso programmato4 min di lettura

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Si comincia oggi (3 settembre) con Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana. Domani (4 settembre) sarà la volta di Medicina Veterinaria. Si continua con Architettura il 5 settembre, Professioni Sanitarie l’11 settembre, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese il 12 settembre, Scienze della Formazione Primaria il 13 settembre e Professioni Sanitarie (laurea magistrale) il 25 ottobre.

Quest’anno, ha fatto sapere il Miur, sono 84.716 i candidati che si sono iscritti ai test per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, Architettura e Veterinaria.

Nello specifico, sono 68.694 gli iscritti per Medicina e Odontoiatria,l’anno scorso erano 67.005. Per Architettura, gli iscritti sono 8.242, rispetto ai 7.986 del 2018. Le iscrizioni pervenute per la prova di Veterinaria sono 7.780, un anno fa erano state 8.136. Per quanto riguarda, invece, Medicina e Odontoiatria in lingua inglese, i candidati sono 10.450, nel 2018 erano 7.660.

I posti a disposizione per l’anno accademico 2019/2020 sono 11.568 per Medicina e Chirurgia, 1.133 per Odontoiatria, 759 per Medicina Veterinaria, 6.802 per Architettura. Anche quest’anno sono previsti 60 quesiti a cui i candidati dovranno rispondere in 100 minuti. Ma con alcune novità: sarà ridotta la quantità delle domande di logica, che passano da 20 a 10. Mentre quelle di cultura generale saranno 12, fino allo scorso anno erano 2.Queste ultime faranno riferimento, in particolare, all’ambito storico, sociale e istituzionale, letterario. Ci saranno anche quesiti relativi all’area di Cittadinanza e Costituzione. Si partirà da testi di saggistica scientifica, autori classici o contemporanei, da testi di attualità comparsi su quotidiani, riviste anche specialistiche. In coerenza con il lavoro preparatorio fatto dagli studenti in vista dell’Esame conclusivo della Scuola secondaria di II grado.

LE PROTESTE

Studenti in protesta contro il numero chiuso, con manifestazioni e flash mob davanti ai principali atenei italiani in occasione dello svolgimento dei test di ingresso a Medicina.

“I casi degli ultimi mesi sono emblematici: in varie regioni d’Italia sono stati chiamati in servizio medici in pensione, medici militari oppure anche medici neolaureati senza un’adeguata formazione. Siamo contro ogni barriera di accesso dal test di oggi al test di specializzazione che limita ulteriormente il numero di medici- commenta Camilla Guarino di Link coordinamento universitario-, dichiariamo l’emergenza sanitaria e chiediamo che, per rispondere ai bisogni di salute del Paese, venga raddoppiato il numero di borse di specializzazione e ripensato il sistema di accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia”.

“E’ inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi- dichiara Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti- I test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. Il governo deve finanziare realmente l’istruzione pubblica per garantire a tutte e tutti di accedere ai gradi più alti degli studi. È da denunciare, inoltre, la speculazione che i privati fanno sulla preparazione ai test d’ingresso, generando il meccanismo per cui solo chi se lo potrà permettere avrà più possibilità di accedere”.

“Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità raddoppiando il numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese” dichiara Giacomo Cossu, coordinatore della Rete della conoscenza.

“Siamo davanti a tutte le università italiane per distribuire la nostra guida al test sicuro e per raccogliere eventuali irregolarità”, fanno sapere dall’Udu. “Nonostante il tema del superamento del numero chiuso per i corsi di Area medica sia stato molto presente nel dibattito pubblico e fosse presente anche tra i punti principali del Governo- dichiara Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari- ci troviamo ancora una volta ad assistere all’ennesima lotteria dei test d’accesso per i corsi a numero programmato nazionale. Un evidente segnale di quanto gli investimenti in istruzione e università e ricerca siano soltanto promesse elettorali e frasi spot, che poi nella realtà non trovano mai applicazione, neanche dopo l’evidente crisi in cui il nostro Servizio sanitario nazionale si è venuto a trovare a causa della carenza di medici, che manifesta ancor di più il fallimento del numero chiuso”.

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