Aniene: nuove minacce ma il Parco dice no!

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Il confronto è sui prelievi eccessivi di acqua dalle sorgenti che rendono il fiume a volte un rigagnolo e sulle perdite a causa delle quali l’acqua prelevata si disperde in mille rivoli. Nel 2020 le perdite lungo gli acquedotti e le linee di adduzione superavano, dati ufficiali, il 42%. Le soluzioni principali di Acea Ato2 per garantire un flusso idrico sufficiente ad un ambito territoriale che comprende 112 Comuni per circa 4 milioni di abitanti sono due: progetti di manutenzione straordinaria sulle opere di adduzione e distribuzione ed aumento delle captazioni.

Sorgente del Pertuso

Per quanto riguarda la distribuzione del territorio tiburtino sono stati avviati progetti e lavori di rifacimento delle reti distributive di Tivoli Terme e Villa Adriana. In relazione alle captazioni invece, lo straordinario sta diventando praticamente definitivo. Al prelievo di 360 l/sec consentiti dalla Sorgente del Pertuso durante le crisi da siccità ma praticamente perenni ormai, lo scorso anno la Regione Lazio ha autorizzato un prelievo di ulteriori 190 l/sec. adducendo il pretesto relativo alla pandemia da Covid19. Il lago del Pertuso rappresenta l’ultima grande sorgente che rilascia nell’Aniene acqua limpida di qualità, vitale per mantenerne l’equilibrio biologico ed il Minimo Deflusso Vitale, garanzia di sopravvivenza per la fauna ittica e le piante acquatiche che in alcuni tratti del fiume, in modo particolare dove sono localizzate le derivazioni che alimentano le centrali idroelettriche, non è garantito. Come se non fosse sufficiente, lungo uno dei tratti del fiume più interessanti, per qualità ambientale e paesaggistica, si addensano nuove e rilevanti minacce. Il tratto di strada sterrata che costeggia il fiume e funge da confine del parco dei Monti Simbruini vede un progetto di installazione di un nuovo acquedotto del Ceraso in sostituzione di quello ormai vetusto e pieno di falle le cui perdite si aggirano intorno al 51%. Almeno tre anni di lavoro con grandi mezzi meccanici, vasti scavi e grande mole di rifiuti inerti da smaltire che si unirebbero a quelli già depositati in loco anni fa, materiali inquinanti che andranno certamente a finire nel fiume nonostante le annunciate, ma difficilmente garantibili, cautele.

Il Cammino dell’Aniene

La strada resa impraticabile agli escursionisti che percorrono quel Cammino dell’Aniene utilizzato anche da coloro che, deviando dal Cammino di San Benedetto, si dirigono a piedi o in MTB, verso Subiaco e Tivoli.

Acqua limpida

Una vera e propria violenza nei confronti di un territorio che fin dai tempi dell’Antica Roma rifornisce di acqua limpida la Capitale, i Comuni della Città metropolitana, dei Castelli romani e fin a sud di Latina. Acqua praticamente gratuita dato che i Comuni della Val d’Aniene ricevono poco o nulla per le captazioni dalle loro sorgenti e addirittura pagano annualmente qualche migliaio di euro per ogni fontanella pubblica che, in alcuni casi, è alimentata da sorgenti dello stesso Comune. Nel processo attuativo del progetto Acea Ato2, è stata avviata una conferenza dei servizi degli Enti coinvolti tra i quali è presente il Parco dei Monti Simbruini la cui relazione si conclude in modo lapidario: “la strada sterrata oggetto di cantiere è annualmente meta di migliaia di turisti che l’attraversano percorrendo i seguenti sentieri: • Cammino di San Benedetto; • Cammino dell’Aniene; • Cammino San Pietro Eremita; • Cammino di San Tommaso in bike; • Cammino delle Abbazie; • Sentiero Coleman; • Sentiero Turistico del laghetto di San Benedetto; • Simbruini bike tour. La realizzazione delle opere e la relativa cantierizzazione comporterebbero l’impossibilità di utilizzo della strada e dei siti ad essa connessi per un periodo eccessivamente lungo (stimati dal progetto in almeno 3 anni), con danni all’immagine e all’economia del territorio; Alla luce di ciò, per quanto di stretta competenza dell’Ente Parco, salvo i diritti di terzi, no è stato rilasciato il Nulla Osta richiesto ai sensi dell’art. 28 della Legge Regionale 29/97 art 45 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Assetto del Parco, per il progetto in oggetto considerato che le modalità di realizzazione sono ritenute poco compatibili con le opportune esigenze di tutela e salvaguardia.”

Le emergenze ambientali

Nella relazione vengono inoltre citate le emergenze ambientali e paesaggistiche che potrebbero essere danneggiate in modo irreparabile dal grande cantiere le cui conseguenze vengono puntualmente elencate: dal Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), al Rospo comune, (Bufo bufo) fino alla natrice tessellata (Natrix tessellata), anch’essa oggetto di tutela nella Direttiva Habitat. Una relazione esaustiva ma non meraviglia che Acea Ato 2 presenti un progetto senza ipotizzare e pensare fin dall’inizio a cantieri molto meno impattanti, mitigazioni e rispetto delle direttive europee Habitat. Allo stesso modo non è dato comprendere perché, invece di privare l’Aniene di un flusso vitale, Acea Ato2 non abbia finora raccolto la proposta del Sindaco di Trevi che già nel 2017 invitava a sostituire il flusso del Pertuso con quello che sgorga dalla Sorgente Foce e resta inutilizzato. Le sorgenti dell’alto corso dell’Aniene e l’acqua che da esse sgorga costantemente sono preziose, in futuro avranno valore immenso ma restano preda di una Società, ormai multinazionale, che non va per il sottile. Eppure qualche anno fa, gli italiani si erano espressi in un referendum, in modo quasi plebiscitario per mantenere pubblica l’acqua. ANIENE: nuove minacce ma il Parco dice no!