Anno nuovo, nuovo aumento dei pedaggi autostradali per l’A24 e l’A25

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#NLCronaca #Capodanno2016 #Autostrada – Il cambio dell’anno ha già riservato la prima, brutta, sorpresa per i pendolari. Puntuale come il brindisi di mezzanotte è arrivato l’aumento delle tariffe autostradali dell’A24 e dell’A25 che, quest’anno, sarà del 3.45%. Premettendo che gli aumenti, per i veicoli di classe A potranno variare da un minimo di 10 centesimo fino ad un massimo di 60 centesimi, in alcune tratte per via dell’arrotondamento potranno anche non sortire effetti rispetto alle tariffe del 2015.

La “stangata”, come spiegano dalla società che gestisce l’A24 (Roma – L’Aquila – Teramo) e l’A25 (Roma – Pescara) la Strada dei Parchi spa, è dovuta ai rincari delle somme che lo Stato percepisce dalle concessioni autostradali.

Inoltre negli aumenti 2016 c’è anche la somma con quelli del 2015 paventati e poi “congelati” dal Governo.

SPIEGANO DALLA STRADA DEI PARCHI

“A partire dal 1° gennaio 2015,  in conformità al vigente contratto di Concessione con il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti ed a quanto disposto dal Decreto Interministeriale del 31  dicembre 2015, le tariffe di Strada dei Parchi S.p.A. subiscono un aumento del 3,45 %, quale adeguamento agli investimenti realizzati, al tasso d’inflazione programmato(1%) ed al parametro della qualità” hanno commentato in una nota dalla società.

“Proviamo a spiegare come si arriva a questo aumento, anche per dirvi che non è stato possibile evitarlo – hanno aggiunto -. Innanzitutto è stato il bando di gara a stabilire i criteri per la determinazione delle tariffe, in base a un mix di parametri che si basano sull’incremento del tasso di inflazione, il totale degli investimenti effettuati, gli ammortamenti e i costi di gestione. Investimenti che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con le modifiche normative in materia antisismica e di sicurezza”. 

COSA C’E’ NELL’AUMENTO

“Nell’aumento del pedaggio c’è tutto questo. E, teniamo a precisarlo, non è un aumento che finisce nelle tasche di Strada dei Parchi”.

Il concessionario versa il canone di concessione che è pari al 2,4 per cento; l’integrazione del canone Anas del 6%; il corrispettivo di concessione del 28%; l’ex fondo centrale di garanzia del 2% e l’Iva che è pari al 22%. Quindi, Strada dei Parchi su un euro di pedaggio incassa 43 centesimi. E con quei 43 centesimi garantisce manutenzione e sicurezza. Strada dei Parchi è l’unica concessionaria che corrisponde un prezzo di concessione all’Anas, pari a 55,9 mil annui, oltre ai normali canoni. Nel periodo 2003/2015, il Concessionario ha corrisposto all’Anas 670 mil, che certamente non sono finiti nella manutenzione delle strade abruzzesi, a differenza dei 699 mil di investimenti effettuati da Strada dei Parchi nel medesimo periodo di riferimento; l’importo di 699 mil è comprensivo dei contributi ricevuti per le Complanari di Roma (170 mil).

IL COMMENTO DI STRADA DEI PARCHI

“Siamo consapevoli del momento di crisi, delle difficoltà per i pendolari e del fatto che molti sono costretti a servirsi dell’autostrada per andare al lavoro invece di servirsi del treno o del bus -, ha precisato Cesare Ramadori, Ad di Strada dei Parchi -. Ma è necessario ricordare che questo aumento è uno dei più bassi che è stato applicato dal 2003 ad oggi. Nel periodo di gestione di Strada dei Parchi, che va dal 2003 al 2014, gli incrementi tariffari più consistenti si sono registrati dal 2011 al 2014, durante i quali la concessionaria ha sostenuto ingenti investimenti per la realizzazione di opere importantissime”.

Tra i lavori effettuati ci sono le Complanari di Roma, “opere che hanno reso più sicuri e veloci l’ingresso e l’uscita dalla capitale, per un importo complessivo di 258 milioni di euro”, il raddoppio del tratto autostradale in direzione di Teramo, gli interventi di messa in sicurezza dei viadotti, la dotazione del traforo del Gran Sasso di nuovi e più moderni sistemi antincendio, l’automazione delle stazioni di servizio, la posa di pavimentazione drenante su 100 chilometri di rete.

“A tutto ciò – prosegue l’Ad di Strada dei Parchi – vanno aggiunti i lavori di riqualificazione dell’intera autostrada ereditata dalla vecchia gestione della Sara (vent’anni senza lavori di manutenzione). Tutte opere e investimenti che Strada dei Parchi ha effettuato mantenendo intatti i livelli occupazionali, senza tagliare un solo posto di lavoro e nonostante le rilevanti perdite di esercizio, alle quali abbiamo fatto fronte con importanti immissioni di capitale da parte degli azionisti e non certo con l’aumento dei pedaggi”. 

Strada dei Parchi gestisce una autostrada di montagna che necessita di elevatissimi standard di sicurezza e di opere di manutenzione assidue e costosissime, proprio a causa di un tracciato geomorfologico molto complesso, caratterizzato da pendenze molto elevate e dalla presenza di 344 viadotti e 51 gallerie.

“Spesso, negli anni passati, abbiamo sentito dire che i pedaggi di Strada dei Parchi sono tra i più alti d’Italia – osserva ancora Ramadori -. Niente di più falso: all’opposto, le nostre tariffe sono le più basse tra quelle applicate dalle autostrade montane, sono quasi il 20 per cento sotto la media”. 

Testo da visualizzare in slide show

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