Asl Roma 5, violenza sulle donne. Presto il primo “Manuale di Procedure condivise”

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A circa un mese dalla “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne” la Asl Roma 5 e la Procura di Tivoli fanno un bilancio e annunciano che i lavori del Tavolo interistituzionale sono alle battute finali.
Entro l’estate, infatti, sarà pronto il primo “Manuale di Procedure condivise”.
Non solo. È sempre più ampia la rete di collaborazione tra le istituzioni con l’inserimento e la condivisione nel progetto dei servizi della Asl Roma 4. È stato aperto il centro antiviolenza a Tivoli del Comune gestito da Differenza donna, uno sportello antiviolenza a Vicovaro e presto anche a Sambuci, satelliti del centro antiviolenza di Tivoli, sempre gestiti da Differenza donna. Prosegue l’iter per l’apertura di una casa rifugio Guidonia Montecelio in edifici sequestrati alla criminalità organizzata. Prosegue senza sosta il lavoro dello Spazio Ascolto. Questo in sintesi quanto raggiunto finora grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni che hanno aderito e che si sono aggiunte nel tempo alla rete antiviolenza nata dalla firma del Protocollo di Intesa avvenuta il 29 novembre del 2016.
I SERVIZI IN RETE CRESCONO: ASL ROMA 5 E ASL ROMA 4 INSIEME
Oltre ai servizi presenti sui territori di competenza della Asl Roma 5 e della Procura di Tivoli si può contare ora anche su quelli attivi nei territori di competenza della Asl Roma 4 che metterà a disposizione non solo il proprio knowhow, le proprie strutture ma anche operatori già formati. “Dobbiamo considerare – dice il commissario straordinario della Asl Roma 5 e direttore generale della Asl Roma 4, Giuseppe Quintavalle – che prima di tutto c’è da abbattere il muro della paura. Non solo. Le situazioni di violenza vanno intercettate partendo anche dal presupposto che spesso le vittime tendono a rivolgersi a strutture e servizi lontani da dove vivono per timore, vergogna e per evitare magari fughe di notizie. È per questo che allargare il raggio di azione è fondamentale”.
IL TAVOLO INTERISTITUZIONALE E IL MODELLO TIVOLI
Il Tavolo è stato inaugurato il 30 maggio del 2017 a seguito della firma del Protocollo di Intesa tra Asl Roma 5, Procura della Repubblica presso Tribunale Tivoli guidata da Francesco Menditto, Ordine Psicologi del Lazio, Consiglio Ordine degli Avvocati di Tivoli e Camera Penale di Tivoli mirato alla realizzazione di un “Sistema integrato di protezione delle vittime di reato, in condizione di particolare vulnerabilità e di violenza di genere”. Queste collaborazioni hanno portato anche all’apertura il 16 gennaio del 2017 dello “Spazio Ascolto e Accoglienza vittime di reato, in condizione di particolare vulnerabilità e di violenza di genere”, primo nel suo genere in tutta Italia, attivato all’interno della Procura di Tivoli e che è stato definito il “Modello Tivoli”. Da allora i lavori del Tavolo, al quale hanno aderito tra gli altri anche Comuni, Forze dell’ordine, istituzioni scolastiche, sono proseguiti senza sosta per raggiungere l’obiettivo primario ed ambizioso di redigere il primo Manuale di procedure condivise per codificare esattamente chi deve fare cosa, come e quando per affrontare “in rete” i casi di violenza sulle vittime vulnerabili per una completa e coerente presa in carico.
Non solo donne quindi ma anche minori e anziani. I lavori sono alle battute finali e si aspetta il testo per la prossima estate dopo un’attenta e scrupolosa mappatura dei servizi presenti sul territorio di competenza della Asl Roma 5 e della Procura di Tivoli, ai quali si sono aggiunti anche quelli della Asl Roma 4.
LA FORMAZIONE E IL RETRAINING CONTINUO
Grande attenzione alla formazione, prevista dal Protocollo, di tutti gli attori coinvolti. Sono al via gli ultimi due corsi (dei sei previsti) per gli operatori sanitari. “La formazione deve essere permanente e continua perché il problema è continuo – aggiunge Quintavalle – È quindi indispensabile puntare su un retraining continuo, codificandolo anche all’interno del Tavolo. Ma dobbiamo concentrarci anche molto sull’educazione dei ragazzi attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le scuole. La violenza è un problema culturale”.

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