Aspirante suicida salvato dalla polizia, voleva buttarsi dal treno1 min di lettura

2008
Polizia del commissariato di Tivoli
Polizia del commissariato di Tivoli

Aspirante suicida salvato dalla polizia. Un uomo, sul treno Roma – Pescara, stava per buttarsi dal finestrino ma, in un ultimo istante di lucidità, ha chiamato il 113. Gli agenti del commissariato di Tivoli, che hanno preso la chiamata, sono stati un’ora a parlare con lui riuscendo a calmarlo ed a farlo desistere. All’arrivo del convoglio ad Avezzano l’uomo è sceso e ad aspettarlo c’erano i poliziotti della Polfer, allertati dai colleghi tiburtini.

L’uomo, un imprenditore di 48 anni di origini calabresi, da due giorni, in preda alla disperazione, viaggiava senza meta cambiando treni in continuazione. L’ultima tappa, prima della Capitale, era stata Pisa.

ASPIRANTE SUICIDA SALVATO DALLA POLIZIA

Alla fine sul Roma – Pescara ha deciso di farla finita ma prima di farlo ha chiamato la polizia. “Sto per aprire il finestrino, mi voglio buttare di sotto” ha detto agli agenti.

Tra mille difficoltà legate al segnale telefonico che si interrompeva in continuazione, le due poliziotte lo hanno calmato e si sono fatte raccontare la sua storia. L’uomo, imprenditore nel ramo cosmesi, ha spiegato di avere circa 70 mila euro di crediti che non riusciva a riscuotere e, al contempo, la sua azienda stava fallendo.

Una volta arrivato ad Avezzano, la prima fermata utile, è stato indirizzato verso il bar della stazione e poi è stato portato dagli agenti della Polfer in ospedale, dove è stato visitato.