Botti vietati a Tivoli, non si possono far scoppiare petardi in luogo pubblico1 min di lettura

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Botti vietati a Tivoli
Botti vietati a Tivoli

Botti vietati a Tivoli, per il terzo anno consecutivo Palazzo San Bernardino ha vietato vendita ed uso dei petardi. Quest’anno il provvedimento è arrivato con larghissimo anticipo, facendo di Tivoli uno dei primi comuni in Italia ad adottare un simile provvedimento.

BOTTI VIETATI A TIVOLI

Con una ordinanza il sindaco Giuseppe Proietti ha vietato, fino al 6 gennaio 2017, l’uso in luogo pubblico, in tutto il territorio comunale, di petardi, materiale esplodente e di ogni altro prodotto pirotecnico non autorizzato. Il provvedimento è stato adottato, per il terzo anno consecutivo, per tutelare l’incolumità delle persone e degli animali, per prevenire il rischio di incidenti e anche per preservare il patrimonio pubblico e privato.

DIVIETI E RACCOMANDAZIONI

Nell’ordinanza è compresa la raccomandazione “di acquistare artifici pirotecnici esclusivamente presso gli esercizi commerciali autorizzati a tale tipologia di vendita; di non raccogliere botti, petardi, o qualsiasi artificio inesploso, né tantomeno di provare a riaccenderli; agli esercenti la patria potestà, di vigilare affinché i minori non facciano uso o detengano materiali esplodenti, al fine di scongiurare i gravi pericoli derivanti da utilizzo improprio o maldestro”.

Viene inoltre vietata la vendita di artifici che abbiano effetto scoppiante, crepitante o fischiante, tipo rauto o petardo.
Sono invece consentiti prodotti del tipo fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole.

Per leggere il testo completo dell’ordinanza sull’Albo pretorio on line del Comune di Tivoli

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