Cambia/Menti: Mamma: “Sento le farfalle nello stomaco”

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Vivendo in un mondo fatto di concretezza, i bambini non hanno ancora l’abilità di comunicare quello che “sentono dentro” ed è solo con la crescita e accedendo alla capacità astrattiva che imparano a definire con maggiore facilità come si sentono: impauriti, felici, tristi o arrabbiati. Fin da piccoli possiedono però delle vie elettive di espressione e di comunicazione per esprimere vissuti ed emozioni: il gioco e il disegno.

 In questo senso, il compito degli adulti che si prendono cura di loro è quello di aiutare a riconoscere il proprio sentire insegnando loro a dare un nome alle emozioni. Tale insegnamento prevede anzitutto che gli stessi adulti siano buoni osservatori dei loro piccoli in modo che  possano aiutarli a conoscere e riconoscere il proprio “mondo interno” evitando che possano spaventarsi per emozioni percepite come sovrastanti, minacciose o addirittura violente.

Utili strumenti per gli adulti sono:

  • la traduzione in parole semplici di ciò che stanno vivendo i bambini (es. quando il genitore nota che il bambino è troppo agitato può sollecitarlo e aiutarlo a capire come mai si sente così) ;
  •  l’aiuto a trovare una modalità corretta di esprimersi (es. di fronte ad una frustrazione che li fa arrabbiare la mamma può sollecitare il bambino a calciare una palla o disegnare qualcosa che rappresenti il suo stato d’animo);
  •  la condivisione delle emozioni aiutandoli a non sentirsi soli e disarmati di fronte ad esse.

Aiutati a riconoscere il proprio mondo interno, i bambini si sentiranno più sereni, più sicuri; saranno  adolescenti pronti a crescere e da adulti uomini o donne più liberi di esprimersi.    

Dr.ssa Barbara Vecchioni

www.studiodipsicologiativoli.it

         

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