Camera Commercio Roma: effetti negativi sul 95% delle imprese3 min di lettura

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Un impatto molto negativo e ormai generalizzato che colpisce praticamente tutti i settori produttivi, in particolare quello del turismo, e che si fa sentire soprattutto in un calo del fatturato e in una forte carenza di liquidità. Questi i principali effetti dell’epidemia di Coronavirus sul nostro tessuto produttivo.

La Camera di Commercio ha elaborato un secondo report che offre un’analisi sull’impatto del Covid-19 per le imprese dell’area metropolitana di Roma. Più in generale, l’Osservatorio predisposto dalla Camera di Commercio di Roma fornisce un costante aggiornamento sull’evoluzione dei fatti, con l’obiettivo di identificare le misure che meglio si prestano a contenere il danno economico subito dalle imprese.

La Camera di Commercio di Roma ha costruito un panel di 500 imprese rappresentative delle attività economiche dell’area metropolitana della Capitale. La seconda indagine (la prima è stata pubblicata il 10 marzo scorso, ndr) è stata somministrata nella settimana tra l’11 e il 15 marzo 2020.

Le imprese del campione hanno nel 71% dei casi la sede nel comune di Roma e per il 29% dei casi nel resto della provincia di Roma. L’81% delle imprese ha tra 0 e 9 dipendenti, il 16,7% ha tra 10 e 49 dipendenti e il 2,3% delle imprese ha oltre 50 dipendenti.

L’impatto generale
Netto peggioramento di tutti gli indicatori. In particolare:
• Sale al 95,3% la quota delle imprese che dichiara conseguenze dirette in seguito al coronavirus dal 76% precedente.
• Quasi raddoppia la quota di imprese che dichiara un calo del fatturato di oltre il 30% nell’ultimo mese: 63,7% dal 32,1%.
• La quota di aziende che si aspettano una contrazione del fatturato di oltre il 30% nel 2020 sale al 51,3% dal 28,5% precedente.

Altre evidenze da segnalare:
• Il 95% delle imprese ha una liquidità sufficiente a fronteggiare al massimo 3 mesi, in particolare il 36% dichiara di aver una liquidità sufficiente ad affrontare al massimo 15 giorni, il 38% tra 15 giorni e un mese, il 21% tra un mese e tre mesi.
Un indennizzo parametrato al calo dell’attività economica è la misura che riscuote l’apprezzamento maggiore dalle imprese (34,7%), seguita dalla sospensione dei pagamenti (31,3%) e dal supporto al credito (15,7%).
Il 43% delle imprese ha messo in atto o progettato azioni concrete per fronteggiare la situazione. Le principali sono lo smart working (nel 39,8% dei casi), accordi con i fornitori (27,1%) e nuovi canali vendita (24,1%).
L’impatto è molto forte su tutti i settori, in particolare nel turismo dove la totalità delle imprese dichiara diminuzioni del fatturato superiori al 30%. Anche le aspettative per il 2020 sono di una contrazione del fatturato di oltre il 30% per la totalità delle imprese.

“I dati sono indicativi – spiega Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma – della fase dura ed estremamente complicata che stanno affrontando le imprese. Questo secondo report evidenzia, purtroppo, un peggioramento quasi generalizzato di tutti gli indici rilevati. Un dato preoccupa più di tutti ed è quello relativo alla liquidità: il 95% delle imprese ha una liquidità sufficiente a fronteggiare al massimo 3 mesi, in particolare il 36% dichiara di poter resistere al massimo altri 15 giorni. Questo è sicuramente l’aspetto più grave. Per evitare il collasso del nostro sistema produttivo, in particolare delle piccole e medie imprese, bisogna intervenire subito così da evitare un effetto domino sull’intero mondo produttivo.

La crisi in atto – continua Tagliavanti – mette in evidenza anche un’altra necessità: bisogna incoraggiare e rafforzare in tutti i modi la trasformazione digitale che le imprese stanno portando avanti. Oggi rappresenta un’ancora di salvezza, domani una grande opportunità di lavoro e creazione di ricchezza. Le imprese – conclude Tagliavanti – stanno combattendo con tenacia, responsabilità e determinazione. A loro va il mio profondo ringraziamento. Noi siamo al loro fianco e stiamo predisponendo tutte le misure necessarie atte a rilanciare il tessuto economico così duramente provato”.