Cartellino rosso per l’arbitro tiburtino Fabrizio Pasqua

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I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua (sezione di Tivoli) e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi dalla commissione disciplinare dell’Associazione Italia Arbitri (AIA) perché coinvolti in un giro di rimborsi falsificati insieme ad altri quattro membri dell’AIA. Fino a qualche mese fa Pasqua e La Penna arbitravano regolarmente in Serie A: a maggio erano stati sospesi dopo che era stata aperta un’inchiesta sui rimborsi che l’AIA garantiva loro per le trasferte. L’accusa ritiene che Pasqua e La Penna falsificassero scontrini e ricevute per ottenere rimborsi più alti. Se la pena non verrà ridotta nei due prossimi gradi di giudizio, Pasqua e La Penna saranno di fatto radiati: l’AIA infatti non ammette al proprio interno membri che negli ultimi dieci anni hanno ottenuto squalifiche superiori a un anno.

Nello specifico nelle carte degli inquirenti emerge ad esempio che l’arbitro Pasqua è stato messo sotto osservazione per quattro rimborsi sospetti. In occasione di Parma-Cagliari del 16 dicembre 2020, il «fischietto» tiburtino avrebbe dichiarato di aver sostenuto spese ferroviarie per 117,10 euro oltre a 45 euro di parcheggio alla stazione Termini. Ma i controlli effettuati dall’Aia hanno rilevato che i biglietti dei treni in questione risultano in realtà acquistati per un importo totale di 65 euro mentre il garage all’Esquilino sarebbe costato all’arbitro 28,10 euro e non 45: una difformità emersa anche grazie al controllo della targa dell’auto. Lo stesso Pasqua ha chiesto un rimborso di 620,82 euro per i biglietti aerei utilizzati per andare a dirigere Udinese-Napoli dello scorso 10 gennaio. In questo caso, però, i due ticket delle tratte Fiumicino-Trieste e Venezia-Fiumicino gli sarebbero costati rispettivamente 110,16 euro e 210,66. Praticamente la metà di quanto dichiarato nella nota spese.

Un mese dopo l’arbitro è stato designato per Atalanta-Napoli e avrebbe richiesto un rimborso per un biglietto aereo di 351,98 euro risultato addirittura inesistente. A far discutere proprio le cifre irrisorie rispetto ai gettoni che gli arbitri percepiscono in occasione delle partite dirette in Serie A. 3.800 euro lordi a match, più un fisso annuale da 90mila euro per gli “internazionali” e da 30mila per gli altri.