Cat, i crediti con la regione strozzano l’azienda3 min di lettura

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Senza soldi da quattordici mesi, la Cat annaspa a causa dei mancati pagamenti della Regione e vive tra i sacrifici in attesa di uno spiraglio di luce. La cooperativa che gestisce il trasporto pubblico a Tivoli è in crisi, come del resto tutte le altre società che dipendono dai finanziamenti regionali, e sta cercando in tutti i modi di continuare ad assicurare il servizio dei bus locali.
Per ora ci sono stati solo tre giorni di “stop”, causati non da volontà di “manifestare” ma dall’impossibilità di pagare il gasolio. Gli stessi dipendenti e soci della coopeativa, hanno già messo in conto da tempo che non riceveranno ne tredicesima ne quattordicesima. Gli stipendi, ed il pagamento dei contributi, sono fermi al mese di settembre.
< Nonostante che la regione non ci paga dal novembre 2011 – ha commentato Giovanni Giovancroce, presidente della cooperativa Cat – siamo riusciti lo stesso ad andare avanti, indebitandoci con le banche. Non siamo mai stati pagatati puntualmente, anche se in teoria la regione dovrebbe addirittura saldare in anticipo le fatture. In passato ha accumulato spesso dei ritardi di qualche mese, cinque o sei, ma mai tanti come ora. La scorsa settimana, però, non ce l’abbiamo fatta più e ci siamo dovuti fermare. Vogliamo chiedere scusa a tutta l’utenza, stiamo cercando di limitare in tutti i modi i disagi ma non è facile >.
Ad oggi, infatti, la Cat vanta un credito nei confronti della regione di un milione e 500 mila euro, circa, e 340 mila euro da parte del comune per Iva ed oneri vari. < Il sindaco ci ha promesso un anticipo di 40 mila euro – continua Giovancroce – e poi con i primi incassi dell’Imu ci anticiperà il pagamento dell’Iva. Con questi soldi speriamo di poter dare anche un acconto sugli stipendi. Sul fronte della regione, invece, ci sono novità. Pagamenti all’orizzonte non se ne vedono, ma negli incontri che abbiamo avuto nei giorni scorsi ci è stato promesso uno snellimento delle procedure per poter accedere a questi soldi. La regione ci deve circa 1.9 euro per ogni chilometro, meno della metà di quello che viene dato al Cotral per fare lo stesso servizio. Con i soldi che incassiamo dai biglietti e dagli abbonamenti copriamo circa il 17 per cento dei costi. Da quando la regione ha imposto i ticket gratuiti per gli over 75, senza prevedere contributi, abbiamo avuto un ulteriore calo negli introiti >.
< Per ora siamo andati avanti tagliando tutto quello che potevamo – aggiunge il presidente della cooperativa – continuiamo a garantire 8 linee, percorriamo 738 mila chilometri l’anno. Per ora abbiamo saldato solo carburante ed assicurazioni, quello che eravamo obbligati a pagare. Affitti e fornitori sono rimasti indietro. Abbiamo anche cambiato dei fornitori per risparmiare qualcosa. Se le vetture sono sporche, o ci sono disagi perché i pullman più grossi si fermano perché si rompono e non possiamo ripararli, purtroppo non è colpa nostra. Non dipende da noi, la situazione che viviamo è drammatica. Il paradosso è che la società sarebbe sanissima, potrebbe andare avanti tranquillamente se solo arrivassero i soldi che gli enti pubblici ci devono. Questi problemi si accumulano da mesi, ma ora siamo arrivati al collasso. Verbalmente ci sono state date ampie garanzie, ora aspettiamo fiduciosi >.

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