Chiesa: chiusura inchiesta diocesana su vita Guglielmo Giaquinta3 min di lettura

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La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtu’ eroiche e la fama di santita’ e di segni del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, vescovo di Tivoli e fondatore dell’Opera Pro Sanctitate, si è svolta venerdi’ 12 febbraio alle ore 12 nella Sala degli Imperatori costituita per il Tribunale nel Palazzo Apostolico Lateranense, a Roma. Il rito – cè stato presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Sara’ presente la postulatrice Marialuisa Pugliese. I membri del Tribunale diocesano di Roma presenti saranno: il delegato episcopale monsignor Francesco Maria Tasciotti; il promotore di giustizia don Giorgio Ciucci; il notaio attuario Marcello Terramani. Terzo di quattro figli, Giaquinta nasce a Noto (Sr) il 25 giugno 1914, ma ben presto la sua famiglia si trasferisce a Roma. Qui, nel novembre 1927 entra al Pontificio Seminario Romano Minore quindi, nel 1933, al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Viene ordinato sacerdote il 18 marzo 1939. Nell’ottobre dello stesso anno inizia il Corso di diritto presso il Pontificio Ateneo Lateranense Sant’Apollinare; conseguira’ la laurea in “utroque iure” nell’anno accademico 1946/47; contemporaneamente svolge il suo ministero pastorale, dapprima come collaboratore e poi come vice parroco nella comunita’ di Santa Maria ai Monti. Nel 1946 e’ nominato promotore di giustizia e difensore del vincolo presso il Tribunale del Vicariato di Roma, dove in seguito svolgera’ anche il compito di giudice. Sempre in Vicariato, negli anni ricopre i ruoli di responsabile dell’Ufficio disciplina del clero e di segretario generale. Assume anche l’incarico di rettore della chiesa della Madonna di Loreto al Foro Traiano (1949) e di assistente diocesano della Donne di Azione cattolica.

“Sacerdote austero, fedelissimo alla preghiera, sempre disponibile al dialogo- cosi’ lo ricorda la postulatrice che lo ha conosciuto personalmente- venendo a contatto con la ricerca e le attese di tanti uomini, scopre sempre piu’ chiaramente la sete divina, cioe’ il desiderio da parte di Dio di raggiungere ogni creatura con il suo amore e la sua salvezza; nella contemplazione e nella riflessione teologica intuisce nella chiamata alla santita’ la vocazione fondamentale dell’uomo”. Iniziano infatti sotto la sua guida i primi incontri della Pro Sanctitate, mentre nel 1950 nascono le Oblate Apostoliche, consacrate in vita fraterna. È del 1957, poi, la prima Giornata della santificazione universale, mentre il 2 febbraio 1960 arriva il riconoscimento ecclesiastico del movimento. Nel 1962 inizia l’attivita’ dei Convegni sacerdotali e il gruppo degli Apostolici Sodales, ispirati alla spiritualita’ del Cenacolo. Nel 1968 monsignor Giaquinta viene nominato vescovo di Tivoli; durante gli anni di episcopato ricopre diversi incarichi nella Conferenza episcopale, tra i quali la presidenza della Commissione per il clero. Continua la sua predicazione di esercizi spirituali e si intensifica la sua attivita’ di scrittore: sono di questo periodo le sue opere piu’ celebri, come L’amore e’ rivoluzione (1973), La rivolta dei samaritani (1977) e Il Cenacolo (1981). Per motivi di salute rassegna le dimissioni nel 1986; l’anno successivo torna a Roma. “Paziente e sereno nella malattia che si va aggravando- racconta Pugliese- ma con lo sguardo luminoso fino alla fine, monsignor Giaquinta si spegne al Policlinico Gemelli il 15 giugno 1994”.

“Ho conosciuto il fondatore quando avevo 17 anni- rievoca la postulatrice- e sono subito rimasta colpita non tanto dalla sua persona, quanto dalla forza del suo messaggio: tutti siamo chiamati a essere santi. Un messaggio che ha polarizzato la mia vita e che ha portato alla decisione di consacrarmi all’apostolato. La santita’ e’ amore, una stupenda storia d’amore, un’alleanza intessuta tra Dio e l’uomo e tra tutti gli uomini: all’infinito amore del Padre siamo chiamati a rispondere con un massimo di amore verso Dio e verso i fratelli”