Controlli dei Nas al pronto soccorso di Tivoli, blitz a sorpresa3 min di lettura

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Controlli dei Nas al pronto soccorso di Tivoli
Pronto soccorso di Tivoli

Controlli dei Nas al pronto soccorso di Tivoli, blitz a sorpresa venerdì scorso. I militari del Nucleo antisofisticazione e sanità hanno ispezionato il Dea dell’ospedale tiburtino. I carabinieri non avrebbero riscontrato carenze igieniche o problemi con i farmaci. I militari hanno effettuato i controlli in diverse strutture romane e della provincia.

I CONTROLLI DEI NAS AL PRONTO SOCCORSO

Dagli accertamenti, però, è emerso il quadro critico della struttura a causa del sovraffollamento, e quindi un problema di privacy proprio a causa dell’elevato numero di pazienti che restano nel Dea in attesa un posto letto ed i pochi spazi vitali.

I riscontri dei Nas, ora, saranno riportati in una relazione che sarà consegnata ai vertici della Regione e dell’Asl Roma 5.

La situazione critica, peggiorata con l’arrivo del freddo dopo capodanno, era stata già anticipata in una nota dalla Cisl FP. Il Sindacato, la scorsa settimana, aveva denunciato il sovraffollamento della struttura. Nonostante l’impegno del personale della struttura il gran numero di pazienti, ed i non sufficienti posti letto nell’ospedale tiburtino, crea disagi.

LE CAUSE DEL SOVRAFFOLLAMENTO

L’ondata di gelo ha aggravato la situazione di molti pazienti, soprattutto anziani già con patologie croniche, e così il pronto soccorso si è riempito all’inverosimile. Nonostante gli sforzi del personale del Dea, il Dipartimento d’emergenza e accettazione, la carenza di posti letto del nosocomio tiburtino impedisce ai pazienti di trovare posto nei reparti. I malati, quindi, devono restare in attesa che si liberi un posto o, in alternativa, devono accettare il trasferimento in altri ospedali del Lazio, o delle regioni limitrofe se non si trovano letti più vicini. Pazienti, in questi giorni, sono stati portati anche in Abruzzo.

Sabato 7, ad esempio, si sono avuti picchi di 11 ambulanze ferme, in attesa che si liberassero dei letti per i pazienti che avevano trasportato e che, nel frattempo, erano rimasti sulle barelle. Si sono avute, inoltre, 60 persone in attesa, di cui solo 6 codici verdi e tutti gli altri rossi e gialli. Lunedì 9, invece, le ambulanze bloccate erano “solo” 4 e ben 45 i codici gialli e rossi. Anche il reparto di rianimazione si è riempito. Come riscontrato anche durante i controlli dei Nas al pronto soccorso.

DAL SINDACATO

“Manca l’assistenza sul territorio e l’unica risorsa in caso di bisogni di salute è il pronto soccorso – ha commentato il segretario territoriale della Cisl Fp Dimitri Cecchinelli -. Serve un modello capace di porre il paziente al centro del percorso di cura, puntando all’integrazione e alla personalizzazione dell’assistenza”.

La storia, purtroppo, è vecchia: “La riduzione dei posti letto nella Asl Roma 5 e la contemporanea assenza di un’organizzazione valida sul territorio hanno dimostrato nel periodo dell’influenza annuale e in concomitanza con le festività natalizie l’enorme difficoltà ricettiva dei pronto soccorso di Tivoli, Palestrina, Colleferro e Monterotondo. Un malato, magari anche cronico, che ha necessità di cure, per soddisfare i propri bisogni, non trovando nulla fuori dell’ospedale, ha come unico riferimento il pronto soccorso. Su tutti gli accessi ai pronto soccorso della Asl Roma 5 solo il 18% è ricoverato, vuol dire che nella grande maggioranza dei casi ci si trova di fronte a una richiesta che con molta probabilità  avrebbe anche potuto avere una soluzione in strutture territoriali opportunamente organizzate”.