Convitto, legalità e conoscenza delle istituzioni. Incontri speciali per gli studenti3 min di lettura

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Convitto Nazionale di Tivoli, incontro procuratore nazionale antimafia Roberti
Convitto Nazionale di Tivoli, incontro procuratore nazionale antimafia Roberti

Una scuola all’insegna della legalità, un programma speciale per gli alunni del Convitto Amedeo di Savoia. Legalità, contrasto al bullismo, sei incontri in pochi mesi per gli studenti del rettore Antonio Manna che spiega il perché di tante iniziative.

Quest’anno sono stati organizzati diversi incontri con i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni?

Negli ultimi mesi sono state molte le attività e gli incontri organizzati al Convitto con i rappresentanti delle forze dell’Ordine e le Istituzioni.

Partendo dal 13 dicembre dalla presentazione delle Enciclopedie delle Mafie, con dibattitto tra forze dell’ordine, alunni e procuratore della Repubblica. Poi il 19 dello stesso mese un altro incontro tra alunni, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, rappresentanti dell’Ente locale e del Tribunale di Tivoli, sindaci della Valle dell’Aniene, sul tema Territorio, Città e Istituzioni. Il 12 gennaio, poi, incontro Carabinieri ed Associazione Nazionale Carabinieri sul valore delle istituzioni e sulla cittadinanza attiva.

Il 20 febbraio appuntamento sul contrasto alle devianze con la Guardia di Finanza e le unità cinofile. Il 6 marzo prima giornata nazionale contro il bullismo. Infine il 5 maggio appuntamento con il procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti, il procuratore di Tivoli Francesco Menditto e il tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Cotugno, Comandante del Gruppo di Frascati.

Come mai questa ferma volontà di avvicinare i ragazzi alle istituzioni?

L’alunno è un cittadino e quindi una persona attiva che deve fare scelte consapevoli e di responsabilità nel rispetto delle leggi vigenti e del principio di legalità.

Sono del parere che la legalità deve essere appresa fin dalla nascita, nella famiglia, nella scuola e nella società. La legalità si apprende tra i banchi di scuola imparando che “non si deve sporcare il banco, non bisogna imbrattare i muri, non bisogna fumare nei contesti scolastici…”. Legalità è anche rispettare il prossimo, sapersi relazionare con gli altri nel rispetto dell’altro, delle regole del vivere insieme, il rispetto delle leggi dello Stato e delle istituzioni. Per raggiungere tutti questi obiettivi di processo occorre soprattutto praticare la legalità e al Convitto abbiamo creato molteplici opportunità didattiche e culturali al fine di avvicinare i nostri studenti alle istituzioni. Molte le iniziative per contrastare atteggiamenti illegali dove i ragazzi hanno interagito direttamente con le forze dell’ordine territoriali e con gli enti locali, che devono essere dei punti di riferimento per gli alunni.

Quanto è importante parlare ai giovani di concetti come legalità ed antimafia, oltre che fare prevenzione su bullismo e cyber bullismo?

È molto importante affrontare con i giovani a scuola concetti importanti quali la legalità e l’antimafia. La legalità non è qualcosa di astratto ma va praticata quotidianamente. Molte cattive abitudini degli alunni vanno contrastate dialogando con la persona, facendole capire analiticamente dove ha sbagliato. Molto efficaci sono i tanti semplici interventi fatti in classe dai docenti. Così gli alunni acquisiscono la consapevolezza di una responsabilità delle proprie azioni.

I ragazzi come hanno risposto a questi incontri? Hanno cambiato i loro comportamenti?

Molto positiva la risposta degli allievi che hanno partecipato agli incontri, si sono sentiti protagonisti nel porre domande ed in alcuni casi orgogliosi di conoscere uomini d’eccezione come il Procuratore Nazionale Roberti ed il Procuratore di Tivoli Menditto. Sicuramente tali opportunità rappresentano un volano per gli altri studenti in relazione alla loro sana crescita.

Questi incontri sono un’enorme opportunità. I ragazzi si possono abituare ad un dialogo con i rappresentanti delle istituzioni. Istituzioni che poi non vengono più viste come figure lontane, ma diventano un punto di riferimento con cui rapportarsi e nelle quali porre fiducia.