Dalla ex PAM di Villa Adriana alla nuova legge regionale sul commercio3 min di lettura

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Quando aprì, nei primi anni ’80, era un supermercato all’avanguardia, stigliature di ottimo livello e prodotti di qualità. Ampio parcheggio all’esterno e galleria antistante nella quale una serie di attività commerciali costituirono un piccolo ed antesignano centro commerciale nel quartiere periferico di Villa Adriana. Ora i locali sono malinconicamente chiusi da metà del dicembre scorso e le attività della galleria sopravvivono, nonostante la pandemia, grazie ad impegno personale dei gestori e pazienza. Per i ventisei dipendenti fallite le trattative di ricollocazione nella catena PAM, arrivò il licenziamento, nonostante avessero accettato la cassa integrazione ed una riduzione di stipendio del 20%, vane le promesse del datore di lavoro.

La nuova catena di supermercati

Per quanto riguarda l’attività commerciale una nuova catena di supermercati aveva avanzato proposta di riapertura, rifiutando l’assunzione dei lavoratori ex Pam evitando il subentro ma avviando un itinerario di nuova apertura.  E’ proprio questa linea di condotta ad aver bloccato l’avvio della nuova attività commerciale, infatti ad ottobre scorso il Consiglio regionale del Lazio aveva approvato il Testo Unico del commercio, praticamente una legge quadro che però prevede una serie di regolamenti applicativi specifici. In attesa della loro emanazione, le aperture delle nuove attività commerciali sono rimaste bloccate per sei mesi. Le conseguenze del Covid19 hanno poi rallentato di molto le attività politiche e bloccato quindi l’emissione dei regolamenti stessi. Conseguenza, tutto è rimasto fermo, i locali vuoti, il parcheggio raramente utilizzato ed abbandonato poiché nessuno provvede a pulizia e manutenzione nonostante sia di proprietà privata.

La Legge Regionale

Tornando alla Legge regionale 22 del 6 novembre 2019 sul commercio, essa ha aggiornato e modificato molte delle norme che governano il settore del commercio in sede fissa ed ambulante. Attesa da anni ne ha impiegati cinque per essere redatta ed approvata ed è stata accolta in modo positivo dagli operatori del settore. Sono state codificate le linee di sviluppo e le regole per la collocazione urbanistica dei supermercati, degli outlet e dei centri commerciali. I Comuni avranno, non appena emessi i nuovi regolamenti applicativi, maggiori facoltà e più utili strumenti di pianificazione anche grazie all’attività degli sportelli unici per le attività produttive. Innovativa, nella legge, l’attenzione alle attività commerciali che applicano le regole che governano i contratti nazionali di lavoro per i dipendenti. Viene confermata e precisata la classificazione delle attività commerciali in: c.vo con superficie di vendita non superiore a 150 0 250 metri quadrati a seconda del numero di abitanti dei comuni inferiore o superiore ai 10.000 abitanti, c.vo fino a 1.500 o 2.500 metri quadrati e c.vo quelle di dimensioni maggiori.

Osservatorio regionale

La Legge istituisce un Osservatorio regionale sul Commercio, vengono precisate le procedure per l’apertura dei Centri commerciali, definiti i distretti economici urbani (Deu), tiene conto e prende atto delle Reti di imprese, lascia alla libera determinazione degli esercenti le chiusure festive ed infrasettimanali mentre i Comuni potranno apporre dei limiti supportati da motivazioni di interesse generale. I Comuni dovranno verificare la compatibilità degli ambulanti, non potranno disporre di più di dieci licenze ognuno, con le norme del Codice della strada e potranno disporne il ricollocamento corrispondendo un indennizzo, un finanziamento per nuova attività o il rilascio di di una licenza in un altro settore.

A favore delle edicole, che soffrono il decremento di vendita dei giornali, il Testo unico prevede la facoltà di integrare la vendita con giocattoli e bevande ma non gli alcolici. Attività di ristorazione in musei, teatri, hotel sono ora ammesse e codificate mentre i Comuni potranno prescrivere arredi in piazze e centri storici, ancora più attenzione dovrà essere prestata nella esposizione del prezzo dei prodotti e nel contrasto all’abusivismo. Interessante anche l’attenzione al recupero delle eccedenze alimentari. Si attendono ora, in tempi che si auspicano brevi, i regolamenti attuativi che assicureranno l’applicazione della nuova normativa.