#EleTivoli: Iannilli una lettera aperta per “Democratiche e Democratici”4 min di lettura

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#EleTivoli – Con una lettera aperta, Massimiliano Iannilli candidato sindaco di Tivoli per La Città in Comune, si è rivolto alle “Democratiche e ai Democratici”.

“Carissime amiche e Carissimi amici iscritti ed elettori del Partito Democratico, sono Massimiliano Iannilli, candidato a Sindaco di Tivoli alle elezioni comunali del 25 Maggio, con il sostegno di Liste civiche e gruppi politici di Centro Sinistra, per mettermi a lavorare con donne e uomini impegnati in ambiti di associazionismo e volontariato per un’altra Tivoli”.

“La Tivoli di oggi è lo specchio di inerzie amministrative e cedimenti agli interessi particolari, del degrado delle sue primarie bellezze, della disgregazione sociale. Se la città non è andata a fondo è perché tante persone, ogni giorno, hanno dato prova di dedizione al lavoro, alla solidarietà, ai problemi degli altri. Non sono stati pochi i Tiburtini che hanno animato movimenti di base per tutelare e promuovere i diritti e l’ambiente, affrontando con determinazione emergenze civili e sociali. Mi candido a Sindaco per portare queste meravigliose energie nel luogo dove si dovrebbe decidere nel nome della Comunità. Con loro abbiamo fondato “la Città in Comune” e abbiamo chiesto ai settori più sensibili dell’impegno politico di battersi, con un programma straordinario per contenuti, partecipazioni e obiettivi, per il riscatto di Tivoli”.

“Dobbiamo riportare Tivoli e i tiburtini in Comune. Dobbiamo considerare Tivoli un patrimonio in comune e dobbiamo cambiare rotta, recuperando una visione di futuro, superando modelli appiattiti sull’accentramento dei poteri, lo sforamento dei bilanci, l’utilizzo delle società partecipate per alimentare parzialità, sperperi e disfunzioni. Insomma dobbiamo restituire alla politica, anche a Tivoli, il suo significato autentico di servizio alla cittadinanza. Noi vogliamo amministrare Tivoli, attraverso una politica che esprima idealità ed indichi orizzonti e speranze”.

“Avendo partecipato alla nascita del Partito Democratico ed essendo un suo iscritto, ho naturalmente pensato che il PD di Tivoli potesse e dovesse essere un riferimento del cammino intrapreso. Non avevo fatto i conti con un atteggiamento di autosufficienza e di distacco da parte dei Dirigenti tiburtini che prima hanno dichiarato irricevibile il nostro programma e poi hanno replicato alla nostra proposta di primarie aperte di coalizione, attraverso un confronto di idee per la città, con cavilli procedurali e l’inaccettabile controproposta di primarie tra segreterie di partito, arrivando a suggerirmi addirittura di candidarmi a nome di altri partiti. No, io sono e resto un democratico che ha fiducia nel giudizio di elettrici ed elettori del PD, del Centro Sinistra e degli altri cittadini di diverso orientamento, senza omologarmi ad un apparato oligarchico e autoreferenziale. Mi impegnerò, con la forza del mio pensiero, alla costruzione della tanto conclamata unità del centro sinistra che non si fa attraverso dictat elettorali, ma si costruisce insieme. Sarà un sogno ma penso che il Pd deve essere un partito aperto, democratico,  che si arricchisce anche con le diversità di pensiero, un Pd capace di ascolto e partecipazione, un Pd che coinvolge la base, un Pd che supera la divisione in correnti, un Pd che non misura la forza delle persone su pacchetti di tessere”.

“Con gli amici che stanno condividendo  il cammino ci candidiamo per rendere Tivoli e i tiburtini più ricchi di libertà, di dignità e di opportunità. Saremo determinati nell’indirizzare l’amministrazione delle risorse e dei servizi pubblici verso la funzionalità, il benessere sociale, la creazione di occasioni di lavoro, nel modificare le politiche di riassetto del territorio, riducendo drasticamente il consumo dei suoli e favorendo la rigenerazione di spazi e immobili, collegando turismo e cultura, sostenendo un nuovo modello di sviluppo, incentrato sulla diffusione delle eccellenze, sulla riqualificazione edilizia, sull’agroalimentare, sulla riconversione ad uso tecnologico dei patrimoni e sulle iniziative di coesione sociale (pratiche di buon vicinato, assistenza logistica, informazione). Sarà preliminare ad ogni scelta la nostra volontà di far sapere ai concittadini in quale stato versano le finanze comunali e come è stata azionata la leva della spesa pubblica in questi anni”.

“Vi chiediamo allora di guardare e sostenere la nostra azione. Non intendiamo polemizzare con nessuno, perché credo nel ruolo del partito come veicolo per governare il paese e credo nelle persone che lo rappresentano, ma per rilanciare Tivoli c’è bisogno di cambiare musica e suonatori. Tra quanti non hanno amministrato e quanti hanno contribuito in stagioni diverse a portare Tivoli in fondo al baratro, la comunità saprà individuare i protagonisti della sua primavera”.

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