Estorsioni a Roma e al CAR di Guidonia, stroncato il clan Rinzivillo3 min di lettura

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Affari illeciti a Gela. Droga sull’asse Germania-Italia ma soprattutto estorsioni a Roma, vittima un esercizio di via Veneto, e al Mercato ortofrutticolo di Guidonia, con 37 arresti che hanno coinvolto anche la Germania.

Queste le caratteristiche delle due maxi operazioni antimafia denominate “Druso” e “Extra fines” ai danni del clan mafioso dei Rinzivillo che ha coinvolto Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Colonia in Germania.
I dettagli dell’operazione sono stati resi noti oggi nel corso di una conferenza stampa nella sede della Direzione distrettuale Antimafia alla presenza, tra gli altri, del procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, del procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone e del Procuratore aggiunto Michele Prestipino.
In particolare il gip del tribunale capitolino, su richiesta della direzione Distrettuale Antimafia di Roma, a seguito delle indagini condotte dal GICO della Guardia di Finanza di Roma e del reparto operativo del nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, ha disposto l’arresto di 10 persone, tra cui il boss gelese Salvatore Rinzivillo, da tempo residente a Roma, per intestazione fittizia di societa’ al fine di eludere la normativa Antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali, traffici di droga sull’asse Germania-Italia destinati a rifornire il mercato della Capitale, e per un grave episodio estorsivo aggravato dalle modalita’ mafiose nei confronti della famiglia Berti, titolare del rinomato caffe’ Veneto che si trova proprio in via Veneto.

Per quanto riguarda il caffe’ Veneto e’ stato spiegato come due infedeli uomini dello Stato vicini al clan, Marco Lazzari e Cristiano Petrone, impiegati del boss per l’acquisizione illecita di notizie sulla vittima attraverso l’accesso abusivo alle banche dati in uso alle forze di Polizia, coadiuvati anche da pregiudicati gelesi e romani come Angelo Golino e Salvatore Iacona, compivano atti diretti in modo non equivoco per ottenere dalla famiglia Alberti, indebitamente, la somma di 180.000 euro.
Le indagini della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, inoltre, hanno fatto emergere un contesto di minacce ed estorsioni volte a condizionare la gestione di fornitura nell’ambito del mercato ortofrutticolo di Roma.

Allo stesso tempo il gip del tribunale Nisseno, su richiesta della direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha disposto l’arresto di 31 soggetti per associazione di stampo mafioso, plurimi episodi di estorsione detenzione illegale di armi, riciclaggio e autoriciclaggio, intestazione fittizia di societa’ al fine di eludere la normativa Antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali e traffici di droga.

Da questo punto di vista, sul fronte imprenditoriale, di primaria importanza e’ risultato l’interesse per la commercializzazione di prodotti ittici sull’intero territorio nazionale e all’estero, in forza di accordi intercorsi tra il boss gelese Salvatore rinzivillo ed importanti esponenti della mafia palermitana. Altri affiliati del clan operavano in Lombardia ed in Germania sul fronte del traffico illecito di sostanze stupefacenti. Due le cellule criminali individuare nelle citta’ di Karlsruhe e Colonia.

La direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta ha poi ottenuto il sequestro preventivo di due compendi aziendali, di partecipazioni in altre societa’, denaro contante E di un autovettura di grossa cilindrata, per un ammontare complessivo di circa 11 milioni di euro.
L’operazione e’ stata definita da Roberti “una delle piu’ importanti degli ultimi anni contro un clan mafioso. Abbiamo assicurato alla giustizia il regente del clan Rinzivillo e sequestrato beni per oltre 11 milioni. Vorrei evidenziare come elemento di massima importanza il coordimento perfetto tra le Procure si Roma e Caltanissetta ed il sostegno tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza”.