Ex Stacchini, urge bonifica e sviluppo zona6 min di lettura

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Un incendio, che ha bloccato l’autostrada A1 per diverse ore, ha riacceso le polemiche su Stacchini. L’area abbandonata a Tivoli Terme, su cui si erano spenti molti riflettori, è tornata al centro degli onori suscitando cori di polemiche e di sdegno. I gridi di allarme dei residenti del quartiere termale, che non hanno mai smesso di denunciare il degrado di quella zona, sono stati ripresi e rilasciati dagli ambientalisti.

L’INCENDIO

Incendio a Tivoli Terme, all'interno dell'ex polverificio Stacchini
Incendio a Tivoli Terme, all’interno dell’ex polverificio Stacchini

Poco dopo le 10 di mattina di martedì 15 una delle tante discariche disseminate nel terreno in zona Cesurni è stata incendiata. Sotto ad uno dei sotto passaggio dell’A1 le fiamme hanno inghiottito un cumulo di spazzatura in cui c’era di tutto, dalle carcasse di auto a quelle di frigoriferi. I vigili del fuoco di Villa Adriana hanno dovuto lavorare per ora, insieme ai rinforzi arrivati da Roma, per domare il rogo. La coltre di fumo nera si è alzata minacciosa inghiottendo l’autostrada Firenze – Napoli e provocando la chiusura dell’importante arteria fino al pomeriggio.

 

 

LE POLEMICHE IN CONSIGLIO

Andrea Napoleoni
Andrea Napoleoni

“Con il gruppo consiliare della Lega e di Amore per Tivoli – ha commentato Andrea Napoleoni, Lega – stavamo lavorando ad una mozione da portare in consiglio comunale per affrontare, finalmente, la questione di Stacchini, e quindi la necessaria bonifica e lo stato del progetto che i privati hanno presentato all’Amministrazione. Alla luce di questo incendio, però, cominceremo subito a formalizzare un’interrogazione urgente agli assessori all’Urbanistica, all’Ambiente ed al Sindaco, per sapere la situazione nell’area dell’ex Polverificio. Quanto prima vogliamo che se ne discuta in consiglio comunale, il problema è grave e questo rogo non è che l’ennesimo campanello di allarme”.

 

IL SINDACO

Incendio a Stacchini, torna a bruciare l’immondizia nell’area dell’ex baraccopoli a Tivoli Terme
Incendio a Stacchini, torna a bruciare l’immondizia nell’area dell’ex baraccopoli a Tivoli Terme

Tra ordinanze, bonifiche ed il progetto di un nuovo polo logistico, negli uffici di Palazzo San Bernardino ci sono diversi fascicoli su Stacchini. La pulizia dell’area dove si è verificato l’incendio, prima di tutto, è a carico di Società Autostrade, quindi non del privato proprietario del terreno né del comune. L’Amministrazione, come fatto più volte in passato, ha ordinato la bonifica dell’area, con l’invio delle ordinanze per conoscenza anche alla Procura che ora potrebbe aprire un fascicolo anche dopo la denuncia che dal Comune vogliono sporgere. Quella parte di terreno, però, non ricade nel progetto di bonifica presentato dai proprietari dell’ex polverificio perché oggetto di una causa di usocapione portato avanti da alcuni soggetti privati.

Giuseppe Proietti, coalizione civica
Giuseppe Proietti, coalizione civica

“Una parte di Stacchini, circa 12 ettari, sono oggetto di un contenzioso – ha spiegato il primo cittadino Giuseppe Proietti -. Su questa parte la proprietà non ha eseguito né sta eseguendo le attività propedeutiche per la bonifica né per il controllo. Per la restante parte, invece, si sta completando la caratterizzazione dei rifiuti, atto propedeutico alla pulizia del fondo” Se il futuro prossimo dell’ex polverificio è incerto, quello “remoto” lo è ancora di più. Su quel terreno i proprietari vogliono realizzare un polo logistico, perfettamente compatibile con la destinazione urbanistica dell’area. Un vincolo della comunità europea, però, blocca tutto e – paradossalmente – rallenta anche la bonifica. La presenza di un raro lichene sta mettendo i bastoni tra le ruote anche alle Ferrovie ed il progetto di raddoppio della ferrovia tra Tivoli Terme e Guidonia Montecelio, che prevede anche la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria nel quartiere termale. “Sono state fatte già due conferenze dei servizi – ha aggiunto il Sindaco – che hanno visto la presenza dei tecnici della Regione, della Città Metropolitana ed i rappresentanti della proprietà. Stiamo procedendo con gli uffici regionali competenti per verificare la possibilità di delocalizzazione una parte del vincolo sic su un’area del terreno ad uso non industriale ma agricolo”.

GLI AMBIENTALISTI

“Una situazione pericolosa per i cittadini – scrive Antonio Amati presidente del Comitato per l’Aniene – che vivono nell’areale o che lo frequentano per vari motivi, non per ultimo la fruizione delle terme delle Acque Albule. Ma anche altamente dannoso per l’ambiente, già pesantemente compromesso dall’enorme discarica che insiste nell’area dell’ex polverificio, di cui da più parti è stata denunciata l’esistenza e della quale abbiamo chiesto la bonifica”. Richiesta inoltrata dal Comitato, che si era schierata contro il progetto di polo logistico e qualche anno fa aveva chiesto la bonifica del sito. “Bonifica che non è mai stata effettuata dal Comune di Tivoli, e che anzi pensa di effettuare una colata di cemento sulla zona, che è invece stata posta sotto tutela dall’Unione Europea, grazie al SIC (Sito di Interesse Comunitario) Traverini Acque Albule a causa del suo valore naturalistico. Ma onde proseguire nell’intento dissennato di devastare la zona seppellendola con una colata di cemento ed asfalto spacciati dai loro fautori per “bonifica” o “risanamento”, si preferisce lasciare innescata questa bomba ecologica e anzi restare a guardare quando viene accesa la sua miccia appiccando degli incendi come è avvenuto due giorni fa, così da mortificare il valore naturalistico ed ecologico dell’area e poter dare il via ai progetti cosiddetti di “sviluppo”. Il sindaco Proietti sembra ben prestarsi a questo gioco al massacro ambientale, se quanto riportato da un noto quotidiano in merito fosse vero, e cioè che si sta lavorando per spostare i vincoli europei in una zona vicina così da dare via libera alla cementificazione”. Il Comitato per l’Aniene chiede invece che l’area contemplata attualmente dal Sito di interesse Comunitario non venga toccata, e che quella individuata dal sindaco Proietti come meritevole di tutela, venga aggiunta ad essa, così da migliorare il livello di protezione ambientale dell’area di Stacchini. E che naturalmente si proceda immediatamente alla bonifica della discarica, attualmente una vera vergogna per la città di Tivoli”. Richiesta che, però, deve essere inoltrata ai proprietari dell’area che oltre all’acquisto si dovranno fare carico anche di una costosissima bonifica.

I RESIDENTI

Stacchini oggi
Stacchini oggi

Diverso il pare di molti residenti della zona, stufi dei roghi, delle discariche, dell’abbandono della zona di Stacchini. “Quanto vale questa pianta? – hanno invece commentato alcuni residenti della zona, animatori della comunità L’Eco di Tivoli Terme – Sicuramente più della nostra salute. E ci sorge un dubbio, se questa pianta ha avuto il potere di bloccare la bonifica di Stacchini e la realizzazione della Ferrovia, come sono nate le altre fabbriche? E questa pianta come fa a sopravvivere sotto quintali di rifiuti tossici?”.

Una vecchia protesta dei residenti per Stacchini
Una vecchia protesta dei residenti per Stacchini

“Ecco, sta succedendo ciò che temevamo – ha commentato Giovanni Bastianelli del Gruppo Civico Spontaneo che si sta battendo contro i roghi tossici della zona -, ciò che da anni denunciamo. La montagna di rifiuti tossici che riversa sul territorio Stacchini, ha preso fuoco. Non sono servite le guerre, le manifestazioni, la nostra denuncia alla procura con oltre 2000 firme. Tutto giace lì come il primo giorno, ed intanto noi moriamo di tumore, ho perso mio fratello 4 anni fa per questo male. E lo stato? Lo stato dov’è? E’ possibile che si debba solamente, da parte nostra, rispettare tutti i codici comportamentali e di legge, quando poi chi ti governa se ne sbatte altamente di tutto? Addirittura di tutelare la nostra salute? E bene, a parte gli slogan politici, a parte le stronzate di parte, mi sento solo insieme a tutti voi, abbandonato, in un paese che sicuramente non mi merita, e che oltretutto permette nel più assolutamente assordante silenzio, di farci morire avvelenati. Sono schifato”.

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