Fino al 12 settembre mostra di Luca Vitone a Villa Adriana

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Nel corso del suo fecondo percorso artistico Luca Vitone ha sempre fatto della complessa relazione con il luogo l’oggetto della sua ricerca.

È ora la volta dell’area archeologica di Villa Adriana, nucleo dell’articolato progetto portato avanti in collaborazione con il MAXXI e l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLAE. La mostra si dipana tra gli spazi fluidi del museo, progettato da Zaha Hadid, e la residenza dell’imperatore Adriano a Tivoli in un continuo rimando tra i due luoghi: le opere presentate richiamano e intrecciano tra loro riferimenti culturali, geografici e spaziali creando una connessione, un percorso inedito che il visitatore attraversa non solo fisicamente ma anche creando nuovi immaginari. Fulcro dei progressivi incontri di Vitone con Villa Adriana sono le nove tele esposte al MAXXI che danno il titolo alla mostra: collocate dall’artista in diversi luoghi della Villa e lasciate per mesi in balia degli agenti atmosferici, a cui è totalmente delegato il compito di produrre l’immagine, le grandi tele registrano sulla propria superficie il contatto con l’ambiente circostante e il passaggio del tempo atmosferico e cronologico, facendosi autoritratti di Villa Adriana.

La mostra diventa così l’occasione per ripercorrere il multiforme inscriversi di Vitone nella tradizione storica della pittura di paesaggio. Il suo continuo scardinamento delle rappresentazioni codificate dei luoghi è sempre volto a ciò che di inafferrabile li caratterizza. È sin dal 2005 che Vitone si affida alla leggerezza degli agenti naturali per lasciare a diversi luoghi significativi il racconto di cartografie concrete e autonome; ed è dal 2000 che utilizza sostanze edibili o polveri per realizzare dei quasi monocromi in cui il continuo rimando alla complessità culturale dei luoghi si accompagna talvolta alla riflessione sul potere nella società occidentale.