Giovani: in piazza con Fridays for Future per lo sciopero del clima

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È verde l’onda di ragazzi e ragazze partita da piazza della Repubblica, a Roma, diretta ai Fori Imperiali. Il colore sinonimo dell’ambiente è sui volti, sui cartelli e sulle bandiere del corteo dei giovani dei Fridays for Future, che hanno sfilato oggi nella Capitale a sei mesi dall’ultima grande manifestazione per chiedere un cambio netto di rotta verso politiche più ambientaliste.

Siamo 30mila“, dicono gli organizzatori. Un evento che era programmato da tempo e che “per caso”, spiegano gli organizzatori, capita giusto a due giorni dalle elezioni. Non sono ammessi infatti i simboli di alcun partito. A partecipare sono soprattutto i giovani dei licei, a migliaia. Un fiume che si perde all’orizzonte quando la massa scende per via Cavour. “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”, intonano nelle prime file. Nel megafono un ragazzo dice: “Siamo stufi di governi che si riempiono la bocca di parole come transizione ecologica e poi portano avanti politiche inquinanti, investono in energie fossili”.

l ‘serpente’ si ferma più e più volte nel suo percorso. La musica suona forte dalle casse del camion di testa. Sono perlopiù canzoni per ballare, non c’è niente di politico. Ai manifestanti la scelta piace, e in molti seguono il ritmo, altri saltano e battono le mani. L’atmosfera è di festa ma il messaggio che questo popolo lancia è tutt’altro che felice: “A chi governa vogliamo dire: non rubateci il futuro”, spiega uno dei manifestanti. “Si devono adottare politiche per azzerare le emissioni, basta investire sulle fonti fossili“, aggiunge un’altra voce dal corte dei Fridays for future.

In questa generazione, c’è chi teme veramente la fine, saranno loro ad affrontare le conseguenze dell’emergenza climatica in atto, non chi l’ha causata: “Siccità, desertificazione, eventi climatici estremi cambieranno per sempre il nostro pianeta“. Il problema, spiega una ragazza, “è l’egoismo di chi governa che non è capace di fare scelte per le future generazioni”. E allora, ‘Scegli eco, non ego’, suggerisce un cartello.(dire)


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