Giustizia: l’intervista al nuovo Procuratore Capo di Tivoli Francesco Menditto4 min di lettura

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#NLCronaca – Alla guida della procura di Tivoli da neanche un mese ma subito operativo e con le idee chiare, il nuovo procuratore capo Francesco Menditto si conferma all’altezza della fama che l’ha preceduto (Leggi anche: il saluto della Camera Penale). Subito al lavoro puntando ai reati contro le donne e quelli ambientali, attenzione anche all’organizzazione interna della procura per sopperire alle carenze di organico e, soprattutto, guardando sempre con attenzione al vasto territorio che ricade sotto la sua giurisdizione. Menditto raccoglie l’eredità di Luigi De Ficchy, trasferitolo scorso anno a Perugia. 

LA SITUAZIONE DI TIVOLI

“Qui ci sono problematiche che si intrecciano con Roma, c’è bisogno di un presidio di legalità e c’è forte sete di giustizia. La procura e le forze dell’ordine devono funzionare. Dal punto di vista criminale ci sono degli aspetti inquietanti. Ci sono realtà importanti e diversificate, si va dai crimini importanti come estorsioni, usura, droga, omicidi e rapimenti, ma anche quelli di bancarotta. Per non parlare dei reati che devastano l’ambiente, anche in materia edilizia, e questo posso assicurare che sarà un filone importante di cui ci occuperemo. Un ringraziamento va al pm Andrea Calice che ha retto la procura dopo il trasferimento di De Ficchy, grazie a lui ho trovato una struttura che funziona benissimo”.

GUERRA AI REATI CONTRO LE DONNE

Una cura particolare, poi, sarà dedicata ai reati contro le donne “avvengono in numero elevatissimo ma ne vengono denunciati un numero bassissimo. Serve massima attenzione da parte della procura e delle forze dell’ordine, a 360 gradi, è uno dei primi obiettivi. Questi crimini avvengono spesso tra le mura domestiche, la vittima ha difficoltà a sporgere denuncia. Anche chi non è parte offesa, quindi, deve intervenire. Grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine e sostituti, che saranno in prima linea, ci tufferemo per affrontare questo problema. Dovremo creare una rete in grado di offrire la prima assistenza a queste persone. Circa il 40 % dei processi collegiali sono per reati sessuali, è un fenomeno molto preoccupante”.

LA CARENZA DI PERSONALE

Come se non bastassero la presenza di pesanti infiltrazioni della malavita organizzata ed una delle più grandi giurisdizioni del centro Italia, a Tivoli i conti vanno fatti con una cronica carenza di personale. “Questo è il problema più grande, mancano oltre ai sostituti procuratori anche il personale, e la situazione al Tribunale è anche peggiore. Mancano anche forze dell’ordine, e l’organico in servizio sta invecchiando senza avere i necessari cambi”. Nel dettaglio della procura: “Siamo sotto organico, sono previsti 7 sostituti ma, in base alle medie nazionali, dovrebbero essere 10 come ad esempio a Velletri. Servirebbero 3 sostituti procuratori in più e 20 dipendenti amministrativi. Il personale in servizio è bravissimo, ma anche qui vanno fatti i conti con l’invecchiamento. Tutti gli altri problemi li affrontiamo, ma la carenza di personale ci penalizza. Rendiamo il 40 % in meno, se avessimo la giusta pianta organica potremmo rendere molto di più. A questo si aggiunge anche l’esiguo personale della polizia giudiziaria, servirebbe un aumento del 30%. Il territorio è molto ampio, c’è un numero enorme di comuni (75) con una criminalità devastante. Le forze dell’ordine sono bravissime ma sono sotto dimensionate”.

PRESIDIO DI LEGALITA’

Tra gli intenti del nuovo procuratore anche la comunicazione ai cittadini: “Ogni anno faremo un incontro con la stampa per comunicare i risultati. Vogliamo rendere chiaro all’esterno quello che facciamo, siamo il primo presidio di legalità. Il cittadino onesto non deve avere paura della procura. A Tivoli ho incontrato persone bravissime, il personale amministrativo e la polizia giudiziaria sono adeguati ed all’altezza. Anche il foro è attento e disponibile. Sarà fondamentale avere buon rapporto con avvocatura ed ho capito che qui è possibile.  Nella consapevolezza dei propri ruoli serve lealtà, con gli avvocati abbiamo ruoli diversi ma se ci rispettiamo si lavora bene. Individueremo dei moduli organizzativi per agevolare l’utenza e per questo servirà l’apporto dell’avvocatura”.

LA CARRIERA DI MENDITTO

La prima parte della carriera del nuovo procuratore capo è a Napoli, prima come pretore poi come sostituto procuratore, e quindi come giudice delle misure di prevenzione occupandosi dei sequestri ai camorristi. Poi, dal 2002 al 2006, è stato al Csm e quindi è tornato a Napoli per presiedere il collegio delle misure prevenzione. Dal 2010 fino allo scorso maggio ha guidato la procura di Lanciano, in Abruzzo.

(Dal numero 11 di XL ora in distribuzione)

La procura di Tivoli ed il nuovo Procuratore Capo Francesco Menditto

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