Guidonia, dopo Bertucci (FI) anche De Vincenzi (PD) si dimette2 min di lettura

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#NLPolitica – #GuidoniaMontecelio – Bufera politica in Comune, il Consiglio comunale perde pezzi, dopo le dimissioni di Marco Bertucci (FI) dalle file della maggioranza, lascia anche Domenico De Vincenzi (PD). “Mi dimetto da un Consiglio comunale delegittimato”, così De Vincenzi. A darne notizia lo stesso consigliere in una nota in cui parla di una “situazione kafkiana”.

Dal 30 luglio il sindaco Eligio Rubeis (FI) si trova agli arresti domiciliari. I reati ipotizzati sono: concussione, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Le vicende riguardano assunzioni di personale presso imprese locali, incarichi pubblici e pagamenti di fatture da parte del Comune di Guidonia Montecelio. 

Nel corso della seduta odierna ho annunciato le mie dimissioni dal Consiglio comunale, che formalizzerò nel corso della prossima settimana. Si tratta di una scelta convinta, conseguente alla situazione kafkiana nella quale si dibatte la malconcia maggioranza di centrodestra. Non è possibile, infatti, che tutta la Città resti ostaggio dei provvedimenti giudiziari che hanno interessato un Sindaco che si ostina a non rassegnare le dimissioni. Il giudizio politico su questa amministrazione, e la precedente, è fallimentare e ben rappresentato, nell’incontro odierno, dal tentativo di approvare debiti fuori bilancio che si riferiscono a fatture del 2009 e degli anni seguenti. Rassegno le mie dimissioni perché questa consiliatura è finita, potrà trascinarsi qualche altra settimana ma la strada dello scioglimento dell’assise comunale è tracciata. Le stesse dimissioni di consigliere Marco Bertucci e del suo assessore di riferimento, le dichiarazioni in aula dopo l’atto intimidatorio di cui è stato vittima, sono soltanto una delle ultime vicende sulle quali riflettere. Pure la vicenda delle casette dell’acqua, che ha portato Guidonia Montecelio sotto i riflettori di Report, indica un modo di gestire la cosa pubblica dalla quale prendiamo le distanze visto che non si è nemmeno proceduto a rescindere il contratto. Non ha più senso fare parte di un consesso cittadino delegittimato”. 

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