Guidonia, esposto del Movimento 5 Stelle per emissioni cementificio Unicem1 min di lettura

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Una richiesta di apertura di indagini volte ad appurare la legittimita’ dell’uso dei combustibili derivati dai rifiuti Css e Cdr nei cementifici. Stabilire se le emissioni prodotte dal cementificio Buzzi Unicem di Guidonia Montecelio, siano piu’ dannose per l’ambiente e per la popolazione di quelle normalmente prodotte tramite il solo utilizzo di combustibili fossili: e’ la richiesta avanzata nell’esposto-denuncia presentato alla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Tivoli da quattro portavoce M5S: gli eurodeputati Piernicola Pedicini, Fabio Massimo Castaldo, Dario Tamburrano e la consigliera regionale del Lazio Roberta Lombardi.

Da un’analisi della documentazione pubblicata dai principali gruppi cementieri italiani, e’ stato accertato che praticamente tutti, in misura variabile, utilizzano, combustibili derivati da rifiuti e scorie da inceneritori. I rischi sono maggiori emissioni di metalli pesanti tossici, in particolare mercurio, piombo e cadmio, con la relativa esposizione dei lavoratori. A cio’ si aggiunga che l’alluminio metallico eventualmente proveniente dai rifiuti resiste e permane nel cemento anche dopo la lavorazione e compromette sul lungo tempo la sua resistenza meccanica.

“Il coincenerimento dei rifiuti nei cementifici e’ una questione delicata- affermano i portavoce M5S- che chiama in causa la salute di tutti cittadini e, in particolar modo, quella dei bambini esposti in maniera piu’ evidente a cromo e cadmio. Dopo aver ricevuto varie segnalazioni da diversi cittadini e aver presentato esposti per altri cementifici in diverse regioni d’Italia che utilizzano combustibili derivati dai rifiuti chiediamo alla magistratura di intervenire anche a Guidonia Montecelio: la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente devono essere una priorita’ ed e’ giusto fare chiarezza quanto prima”.

1 Commento

  1. buongiorno, abito a Guidonia e sostengo da diversi anni che il decreto Clini sull’utilizzo dei rifiuti che diventano ‘magicamente’ CDR (combustibile da rifiuti) dopo essere (forse) passati in un impianto TMB (trattamento meccanico biologico) come quello di Guidonia è un’autorizzazione a delinquere.
    Il trattamento TMB non analizza la composizione di tutti i rifiuti presenti, ma presume di eliminare solo la frazione liquida e i metalli, consentendo ad esempio la combustione di gomme e rifiuti industriali. Inoltre i cementifici non sono inceneritori e i filtri del cementificio Buzzi, pur se installati e verificati, sono idonei per la produzione del cemento e non sono equivalenti a quelli degli inceneritori di ultima generazione.
    Infine, è sbagliato utilizzare gli stessi riferimenti di normativa per cementifici a 300 m e a 3 km dal centro abitato (vedi Taranto).
    Dato che in ultima istanza è il comune a dover concedere l’autorizzazione (e mi risulta che il sindaco pubblicamente abbia dichiarato di non averla concessa e di non farlo neanche in futuro), vorrei che il vs sito verificasse (a prescindere da quello che fanno gli altri inceneritori) se il Buzzi Unicem di Guidonia ha ottenuto tale autorizzazione o meno.
    E anche possibilmente se la forestale (o le misure indipendenti) si stanno concentrando, più che sulle emissioni tipiche dei cementifici, su quelle derivanti dalla combustione specifica dei rifiuti, perché nel primo caso è quasi inutile effettuare le misure, visto che i filtri dovrebbero funzionare adeguatamente in quello spettro.
    Cordiali saluti

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