Il Laboratorio di Archeologia Libraria e Bibliotecaria, traguardi e obiettivi2 min di lettura

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Due realtà, due eccellenze, incastonate nei gioielli di Tivoli, Villa d’Este e Villa Adriana. Il Museo Didattico del Libro Antico, nella dimora del Cardinale Ippolito II d’Este, ed il Laboratorio di Archeologia Libraria e Bibliotecaria, nella residenza dell’Imperatore Adriano, ogni anno ospitano migliaia di studenti e visitatori. Giunti ormai al 39°anno di attività, il museo e il laboratorio sono stati insigniti del riconoscimento di eccellenza tra le offerte culturali del Lazio da parte della Regione. A descrivere le due strutture, di cui XLGIORNALE si è spesso occupato in passato, il direttore delle attività di laboratorio, dott. Alessandro Basile, restauratore per la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Quanti ragazzi e di quali scuole, hanno effettuato i laboratori?

Da gennaio a giugno sono stati circa 4.500 gli studenti, provenienti sia da scuole italiane che estere. Hanno frequentato i laboratori bambini dai 9 anni di età, fino ai ragazzi dell’università. A loro si aggiungono gruppi di visitatori, famiglie o comitive.

Oltre ad aver accolto i ragazzi che hanno partecipato ai laboratori e i visitatori, quest’anno avete raggiunto qualche altro obiettivo?

Abbiamo ultimato nel luglio 2017 l’iter amministrativo del Laboratorio di Archeologia Libraria e Bibliotecaria di Villa Adriana, realizzato in collaborazione della Regione Lazio, della Soprintendenza Archeologica del Lazio, e del Comune di Tivoli, (in applicazione all’accordo quadro MIBACT – MIUR) nato con investimenti pubblici e privati è ora pienamente attivo ed attrezzato con strumenti scientifici innovativi per la didattica, la ricerca e la conservazione dei beni culturali. In corso di svolgimento ci sono le attività di ricostruzione tecnico-scientifica dei papiri delle chiese di Tivoli e dei papiri della Biblioteca di Adriano, che stanno vedendo anche la collaborazione dei licei del territorio. Come ogni anno, inoltre, sono state siglate collaborazioni con università e enti di ricerca, come la Soprintendenza Archivistica del Lazio, l’Archivio di Stato di Roma e il CNR (Istituto dei Sistemi Complessi). Nell’anno appena trascorso siamo stati chiamati a svolgere attività rivolte agli specializzandi del corso di alta formazione in restauro dei monumenti, della facoltà di Architettura presso l’università Sapienza di Roma, sul recupero, restauro e fruizione dei locali del Museo del Libro Antico di villa d’Este.

E nel futuro?

Lavoriamo ad importanti progetti formativi per il prossimo anno scolastico, che vogliamo presentare ad ottobre con il coinvolgimento del MIUR, dell’Università di Tor Vergata e di autorità scientifiche ed istituzionali.

Qual è l’importanza delle attività rivolte alle scuole?

Molti studenti che hanno partecipato alle attività formative nei nostri laboratori hanno poi scelto di intraprendere percorsi di studio sui beni culturali. Alcuni di loro hanno avuto accesso a scuole e istituti rinomati in tutto il mondo, altri sono diventati professionisti del settore dei beni culturali come guide turistiche, architetti, archeologi, storici dell’arte.

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