La voce degli imprenditori, “Tra paura, danni e crisi, è dura andare avanti”3 min di lettura

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L'alluvione dell'ottobre 2015, una delle aziende coinvolte sulla Maremmana Inferiore

Compleanno amaro per l’alluvione che ha interessato l’area industriale di via Maremmana Inferiore. I titolari delle imprese allagate, ancor oggi, convivono col terrore che possa accadere di nuovo e con la paura di non riuscire a riprendere l’attività. Dodici mesi sono passati ma molti stabilimenti e molte attività ancora non riescono a rimettersi in piedi. Molte sono sull’orlo del tracollo. Questa è la voce di alcune delle aziende coinvolte.
(Leggi l’intervista al legale degli imprenditori che traccia il bilancio di questi dodici mesi)

NON E’ STATO UN EVENTO ECCEZIONALE

“L’alluvione ha distrutto tutto, abbiamo avuto danni strutturali ed irreparabili anche agli impianti. Abbiamo buttato tutto, chi aveva in gestione l’attività ha rescisso il contratto. Noi ci siamo trovati senza affitti e con tutta l’azienda in macerie. Ad oggi siamo riusciti a ricollocare la nostra azienda sul mercato ma nessun ente ci ha dato la sicurezza che eventi di questo genere non accadano più. Ad un anno di distanza rimaniamo esposti, come prima, alla possibilità che succeda ancora. L’alluvione dello scorso anno non è stata un evento eccezionale, ma un evento che a distanza di poco tempo (nel 2008 un altro allagamento così grave) si è ripetuto”.

LA PAURA DI QUEL GIORNO

“Quel che resta di quel pomeriggio è lo sgomento e la paura causate dalla sopraggiunta consapevolezza di completa impotenza: vedere le automobili muoversi contro mano galleggiando su un fiume di fango laddove pochi minuti prima c’era una lingua d’asfalto. Attrezzature di magazzino portate via dalla marea fangosa e finite nel fiume. Computer e altre attrezzature da ufficio completamente immerse nel fango, la pavimentazione divelta e trascinata via, tutto senza alcuna possibilità di arginare quel flusso prepotente da parte di chi si è trovato ad assistere inerme alla devastazione in divenire”.

“Fa male constatare che dopo l’alluvione del 2008 non è stato fatto nulla per prevenire che ciò accadesse di nuovo, anzi, quella dello scorso anno è stata perfino più dannosa, come se il passare del tempo abbia aggravato una situazione già notoriamente critica”.

NON DIMENTICHIAMO QUANTO ACCADUTO

“La nostra attività ha cerato in questi anni di andare avanti come ha potuto, ma i costi ingenti subiti e non ricoperti dalle assicurazioni ancora si fanno sentire notevolmente. Il loro peso si sente ancora, soprattutto in questo periodo in cui i piccoli artigiani e le loro ditte fanno del loro meglio per non chiudere e tenere viva la piccola attività di famiglia nonostante l’economia sia ferma ai minimi storici”.

“In azienda abbiamo buttato le scorte in magazzino, distrutte le recinzioni e ci sono macchinari che ancora non riusciamo a far ripartire. Soprattutto c’è la paura che possa risuccedere e se dovesse accadere saremo costretti a chiudere i battenti”.

GLI AIUTI

“Ci aspettiamo un aiuto che ci permetta di riprendere fiato, un aiuto che ci permetta di andare avanti e di sfamare le nostre famiglie. Ci aspettiamo che questo problema venga risolto”.

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