La Carta di Adriano: incontro tra le Villae ed i sindaci dell’hinterland tiburtino2 min di lettura

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Nero su bianco, gli intenti della Carta di Adriano stabiliti nell’incontro tra le Villae ed i sindaci dell’hinterland tiburtino sono stati firmati e promulgati. L’adesione all’iniziativa promossa dal direttore dell’istituto VaVe, Andrea Bruciati, è arrivata dai primi cittadini di Tivoli, Giuseppe Proietti, Guidonia Montecelio, Michel Barbet, Subiaco, Francesco Pelliccia, San Gregorio da Sassola, Gianni Loreto Colagrossi, Poli, Federico Mariani, e dal presidente della IX Comunità Montana, Nando Cascioli.

“Questo patto di Villa Adriana per l’ambiente e il territorio – spiegano -è un laboratorio aperto per condividere strategie e possibili sinergie al fine di arrivare a definire le modalità di costruzione di un distretto comune: un’unione di più imprese pubbliche e private che collaborano per perseguire un obiettivo partecipato di valorizzazione e promozione dell’intero territorio”.

SALVAGUARDARE LA BELLEZZA

“La volontà – scrivono ancora – è quella di creare uno “spazio” di lavoro e idee per salvaguardare le risorse e la bellezza di questa area da politiche edificatorie e di pianificazione non coerenti al contesto, stimolando l’adozione di pratiche e sistemi che minimizzino l’impatto e evitino la deturpazione del patrimonio artistico, culturale, ambientale e paesaggistico inedito. Una proposta pertanto sostenibile volta ad intraprendere iniziative che promuovono una maggiore responsabilità ambientale e incoraggiano lo sviluppo e la diffusione di operatività funzionali che non alienino le persone ma che rispettino l’ambiente. In questo modo si mira anche a depotenziare la pressione antropica di alcune aree interessate dal distretto a rischio sovraffollamento, indirizzando la scelta delle nuove generazioni verso forme di vita più “lente” vicino a piccoli centri e Borghi che si trovano nell’Alta Valle dell’Aniene”.

“Una valorizzazione – concludono – che passa imprescindibilmente attraverso valori etici condivisi, un percorso comune che sia da stimolo anche agli operatori del settore e sia in grado di stimolare investitori italiani e esteri. La diversa ricerca di senso, causata dall’attuale inedita situazione emergenziale, deve giocoforza portare a palinsesti di sviluppo che escano da una abituale comfort zone, aperti ad una diversa progettazione delle modalità di turismo accettate fino ad oggi”.