La Guida Michelin premia Acquolina del tiburtino Andrea La Caita

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‘Enoteca La Torre’ e ‘Acquolina’. Roma festeggia due nuovi ristoranti che possono fregiarsi delle Due Stelle Michelin. La Guida 2023 illumina la regione Lazio con nuovi riconoscimenti al buon cibo del territorio: nel corso della cerimonia andata in scena la prima settimama di novembre nel Relais Franciacorta di Corte Franca (Brescia) sono state assegnate in totale 38 nuove Stelle in 13 regioni, 4 le new entry nella categoria 2 Stelle, ovvero “i ristoranti che valgono la deviazione”. ‘Acquolina’ è guidata dallo chef Daniele Lippi e si trova all’interno dell’hotel The First di Roma. Qui viene proposta una cucina dove tecnica e fantasia esaltano la materia prima in modo mai banale, ma senza inutili virtuosismi. Tre i menu degustazione che presentano varie visioni della cucina dello chef al centro dei quali domina il Mediterraneo, con i suoi prodotti, i profumi e le sue tradizioni. Il ristorante romano vede come general Manager il tiburtino Andrea La Caita e vista l’opportunità dataci dal premio culinario abbiamo rivolto alcune domande al concittadino.

 

Come hai vissuto questo riconoscimento delle Due Stelle Michelin, alla luce del lavoro profuso in questi anni?

Questo riconoscimento l’ho vissuto in modo assolutamente emotivo e condiviso con lo chef, ricordo che il ristorante è aperto nel 2017 con il mio amico e socio Alessandro Narducci, che purtroppo ora non c’è più. Un ristorante che ha visto la morte di due ragazzi, di cui uno il mio amico chef, in un periodo buio ma che ha avuto il riscatto di risollevarsi.

Acquolina’ è guidata dallo chef Daniele Lippi e si trova all’interno dell’hotel The First di Roma. Qui viene proposta una cucina dove tecnica e fantasia esaltano la materia prima in modo mai banale, ma senza inutili virtuosismi.

Il nostro ristorante si trova all’interno dell’hotel The First, ma non abbiamo solo Acquolina e Acquaroof Terrazza Molinara, abbiamo aperto altri due hotel: di cui uno in via del Corso che si chiama The First Roma Dolce. Mi fa piacere ricordare l’apertura della pasticceria Velo, un salotto di Alta Pasticceria : dove l’arte culinaria si intreccia con l’alta moda. Tra le prime pasticcerie d’Italia annovera lo chef Andrea Cingottini, una sorta di salotto dedicato all’alta pasticceria situato al primo piano di un palazzetto ottocentesco della centralissima via del Corso firmato dall’architetto Giuseppe Valadier. Ultima apertura Alto in Via dei Lungotevere dei Mellini, un cockatil bar su tre piani che guardano tutta Roma, una cosa fantastica. Daniele Lippi è uno chef che ho voluto fortemente io, è stato difficilissimo portarlo da noi, anche se lavorava al Convivio ma alla fine mi sono imposto e il corteggiamento è riuscito. Secondo me è uno dei più grandi talenti italiani e portiamo avanti una idea di cucina mediterranea che non è pasta al pomodoro e olio d’oliva ma mediteraneo come incrocio di storie, di secoli, di culture e di contaminazioni.

 

Oltre al legame affettivo familiare con Tivoli, come vedi l’evoluzione del settore ristorativo di Tivoli e dintorni?

Tivoli sono molto legato perché sono proprietario delle mura del ristorante Sibilla, insieme alla famiglia Fritella, e ho aperto una trattoria fuori porta insieme all’altro chef stellato Adriano Baldassarre “Li somari” in via Palatina. L’attività sta avendo un successo incredibile, registro un grande fermento in quella dorsale e propabilmente nel giro di quattro mesi aprirò un ristorante che si baserà tutto sulla brace.

Come giudichi il riconoscimento tributato a Zia Restaurant del vicovarese Antonio Ziantoni risultato prima nei 50 top Italy tra i ristoranti italiani?

Antonio è un amico e un grandissimo ragazzo con un gran talento: lui, Daniele Lippi e Adriano Baldassarre sono, secondo me, i tre ragazzi più talentuosi insieme ad Anthony Genovese nel Lazio ma non solo, li reputo tra i primi venti in Italia come talento. E l’idea potrebbe e ssere di aprire a Tivoli di qualcosa più leggero…” Piergiorgio Monaco Nella foto: in alto. a sinistra Andrea La Caita, di fianco lo chef Daniele Lippi. In basso la spesa dello chef Adriano Baldassarre al mercato di Tivoli.

 


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