La Rocca di Montecelio come Pompei

2333

“La rocca è chiusa a tempo indeterminato”, questo è quanto si legge su un cartello ormai logoro. La rocca di Montecelio è forse il simbolo dell’intero territorio comunale e testimonia la sua plurimillenaria storia.

E’ stata costruita nel X secolo ed ha vissuto momenti di grande splendore giungendo ad ospitare il Pontefice e molti importanti regnanti. L’incuria è evidente. Il cancello d’ingresso è divelto. A marzo le piogge hanno fatto crollare una grossa parte delle antiche costruzioni in pietra, la cui pericolosa instabilità era stata segnalata dal comitato cittadino. Il crollo, avvenuto in piena notte, ha fatto pensare ad un terremoto. Il rischio di ulteriori crolli è reale. Della struttura originaria della Rocca, che nei secoli ha subito ampliamenti e modifiche, resta ormai soltanto una torre e il maschio. L’unico interveto è quello che risale agli anni ottanta e da allora non si è visto più alcun lavoro né di restauro, né conservativo. Non è visitabile e questo toglie qualsiasi possibilità di utilizzarla anche come risorsa per il comune. Dopo una grande battaglia dei comitati cittadini, e solo dopo aver interessato i media, a maggio sono stati effettuati dei lavori di ripulitura della cinta, infestata dalle piante che lì hanno posto le radici che hanno danneggiato e continuano a danneggiare la struttura. I lavori sono stati eseguiti, le piante sono state tolte ma il problema è che non è stato dato il diserbante. Questa vegetazione, quindi, può quindi dirsi “potata” e non estirpata e a breve la situazione tornerà ad essere come prima. L’illuminazione “artistica” non è più funzionante. La rocca è meta ambita per atti vandalici. Chi non ricorda la bandiera dei pirati issata sulla sommità? Ad oggi rappresenta anche un pericolo: piccole discariche, rocce che si staccano e la rete di quasi 50 metri posta la scorsa estate non essendo stata fissata in alcun modo è riversa a terra. C’è da fare molto per Montecelio. Guidonia sarà anche diventata “città” ma la sua storia gli sta crollando addosso. Ci si stupisce la sera quando guardando in su non si vede la Rocca. A differenza della maggior parte dei paesi della zona, infatti, è l’unica a non essere illuminata. E’ necessaria un’altra importante opera di ripulitura e restauri urgenti. Potrebbe essere il centro della cultura e dell’economia del paese ma per ora è solo una rocca “diroccata”. Il sindaco Rubeis interessò anche il ministro Bondi ma i risultati ancora non si vedono. Per il momento si aspetta l’iniziativa Salvalarte, prevista entro la fine dell’anno, quando saranno i cittadini ad incaricarsi della pulizia delle pendici della rocca con i volontari di Legambiente.

Testo da visualizzare in slide show