Lazio, arriva dopo 20 anni la legge sul commercio5 min di lettura

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Dopo venti anni il Lazio ha una nuova e aggiornata normativa organica sul Commercio. Dal 1999, anno di approvazione della vecchia legge, e’ cambiato l’intero settore e sono cambiate le abitudini di consumo. Venti anni fa si “affacciavano” i centri commerciali, nel frattempo si sono susseguite diverse crisi, ci sono state le liberalizzazioni e l’avvento e lo sviluppo dell’ecommerce, degli outlet e dei temporary store. In 109 articoli sono stati regolati, all’interno di un testo unico, i settori dei negozi, bar, ristoranti, degli ambulanti, dei centri commerciali, degli outlet etc. Vengono introdotte nuove semplificazioni e aggiornate le norme (nel rispetto delle competenze regionali), ad esempio sulla pianificazione delle citta’ o la definizione degli orari di apertura dei negozi, offrendo tra l’altro un sostegno normativo alle ordinanze comunali che limitano la vendita di alcolici. Restando in tema di “malamovida”, nel nuovo testo unico sono contenute misure di contrasto come la possibilita’ di avere finanziamenti per progetti di informazione e controlli sull’alcool e l’inquinamento acustico, campagne per la prevenzione di episodi di molestie e violenze, protocolli di intesa tra operatori, associazioni e comuni per il contrasto all’uso di stupefacenti e alcool.

E ancora, contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione, la tutela dei contratti di lavoro e delle pari opportunita’, il sostegno ad iniziative di recupero delle eccedenze alimentari e di farmaci. Per sostenere il commercio di vicinato, la legge quadro ha rafforzato il ruolo delle reti di impresa, includendo tra le attivita’ coinvolte anche quelle artigianali e i mercati. Per la prima volta sono stati inseriti nella legge i temporary store e gli outlet, con i dettagli relativi alle merci che possono essere vendute e alla tutela per il consumatore. Piu’ chiare le modalita’ di svolgimento dei saldi, con il divieto dei pre-saldi e sanzioni piu’ efficaci e differenziate per piccoli negozi, medie strutture e grandi. Regole piu’ semplici per le diverse fasi dell’attivita’ commerciale e aggiornamenti alle sanzioni per chi contravviene. Nei cosiddetti subingressi sono state incluse le insegne e’ si e’ semplificata l’apertura dei bookshop nei musei. Sono previste misure per tutelare i centri storici e le aree culturali, per incentivare progetti di decoro, per l’estetica delle vetrine e per l’utilizzo di parte delle sanzioni per contrastare l’abusivismo e migliorare il tessuto urbano.

Nei centri commerciali e’ incentivata l’apertura di punti di primo soccorso e sono aggiornati i requisiti riguardanti sostenibilita’, efficienza energetica e viabilita’. Per quanto riguarda il cosiddetto commercio su area pubblica (gli ambulanti) e’ stata eliminata l’equivalenza economica, che rischiava di bloccare gli spostamenti, non solo in centro. I comuni, a seguito dei piani per il commercio su area pubblica verificheranno le postazioni incompatibili (ad esempio in base al Codice della strada e dei beni culturali). Per quelli non ricollocabili, a fronte della revoca del titolo, sono introdotte tre possibilita’: indennizzo per la cessazione dell’attivita’, oppure finanziamento per l’avvio di una nuova attivita’ in altro settore o ancora una licenza (che potrebbe anche essere taxi o ncc) rilasciata dal Comune.

Un’altra novita’ e’ legata all’introduzione di limiti massimi al numero di concessioni che possono essere detenute da un soggetto, per evitare oligopoli nel settore, sia nei mercati e nelle fiere che fuori mercato (in quest’ultimo caso massimo 10 licenze a livello comunale sopra i 50.000 abitanti, 5 sotto). In tema di mercati (rionali e settimanali) la legge approvata dal Consiglio regionale permette ai comuni (o ai Municipi a Roma) di potere effettuare i bandi per l’assegnazione dei banchi ogni mese, e non in tre sole date all’anno. Viene rafforzato il ruolo delle associazioni degli operatori, che potranno anche proporre modifiche e lavori per il loro mercato e verificare i banchi chiusi che si potranno rimettere a bando. Sempre su questo fronte, e’ stato istituito un fondo dedicato ai mercati.

Passando alle edicole, e’ stata incentivata l’integrazione della vendita di quotidiani e periodici con attivita’ e servizi innovativi (ad esempio i certificati) e la trasformazione di queste strutture in centri polifunzionali. Le edicole potranno integrare la vendita di prodotti editoriali con altri (ad esempio giochi) per il 40% della loro superficie, ma con divieto per la vendita di alcolici. Particolare attenzione all’estetica nelle novita’ relative a bar e ristoranti: e’ stato previsto che i comuni possano adottare un catalogo degli arredi, per piazze e strade con arredi uniformi o coordinati. Musei, teatri, cinema, dimore storiche e alberghi potranno avere punti ristoro aperti anche al pubblico e, piu’ in generale, ci saranno incentivi per le attivita’ che utilizzano i prodotti tipici. Inoltre, nella legge sono state rese piu’ esplicite le modalita’ per esporre i prezzi, a garanzia dei consumatori e per evitare truffe.

Sotto il profilo della programmazione e dello sviluppo, sono stati previsti un piano strategico e un programma operativo, con strumenti economici e di sostegno ai commercianti, anche organizzati in rete, e ai comuni per definire gli ambiti prioritari di intervento con riferimento alle specifiche aree e la relativa copertura finanziaria. In particolare, il piano prevede agevolazioni per il sostegno alle forme aggregative tra imprese commerciali, ai locali storici, alle botteghe d’arte e attivita’ tradizionali, il sostegno alla riqualificazione dei mercati giornalieri e settimanali, il sostegno all’accesso al credito, il ricambio generazionale, il sostegno a misure di contrasto all’abusivismo commerciale e per la promozione della cultura della legalita’, con particolare attenzione alle limitazioni nell’utilizzo di apparecchi da gioco, incentivi per l’economia circolare e solidale.

La legge ha istituito il “Fondo per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione del commercio del Lazio”, in cui confluiscono le risorse finanziarie destinate agli interventi a favore delle imprese commerciali, che per il prossimo biennio saranno pari a 12 milioni di euro di risorse regionali, alle quali andranno aggiunte quelle europee. Una legge apposita trattera’ il tema delle botteghe storiche.

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