Lotta agli evasori della tassa sui rifiuti: niente rinnovo per l’Andreani

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#NLCronaca #Tivoli – Nel futuro della riscossione della tassa dei rifiuti non ci sarà più spazio per l’Andreani Tributi. Alla fine del contratto, il prossimo 30 maggio, si esaurirà il lavoro della società incaricata, ormai tre anni fa, di scovare elusori ed evasori dell’imposta sulla spazzatura.

L’Andreani è al lavoro per accertare chi tra il 2006 ed il 2012, anni in cui la riscossione del tributo era affidata all’Asa, ha pagato meno del dovuto o, addirittura, non era negli elenchi della tassa sui rifiuti.

Il lavoro della società, scelta ai tempi dell’amministrazione Gallotti e della presidenza Asa affidata a Carlo Valentini, ha già fruttato alla municipalizzata oltre 6 milioni di euro, altrettanti sono stati definiti e dovranno essere pagati. In tutto gli accertamenti sfiorano quota 30 milioni. Tutti soldi che finiranno nelle casse dell’Asa, anche se molti di questi verbali sono contestati e sono in piedi diversi contenziosi, anche con “molti zeri”.

“Il futuro è già delineato – ha spiegato l’amministratore unico di Asa Spa, Francesco Girardi -. Tra i 10 punti che la maggioranza ha dato all’Asa è previsto che non ci sia nessuna proroga per l’Andreani Tributi. Tra l’altro l’Andreani deve occuparsi delle annualità tra il 2006 ed il 2012, quando la riscossione e l’incasso era affidata direttamente ad Asa. Dopo il 2012, quando è partita la Tares, l’imposta è tornata al Comune. Dal 2013, quindi, noi non abbiamo più potestà”.

Inoltre “Il lavoro per quegli anni è concluso quasi all’80%. Non serve più riassegnare il servizio per quel periodo. Per noi non ci saranno altri affidamenti”.

“Il lavoro svolto da Andreani – aggiunte Girardi – è finalizzato all’accertamento e alla lotta all’elusione ma anche all’aggiornamento della banca dati dei contribuenti. Ora questa banca dati è più aggiornata e quindi anche i nuovi tributi della Tares sono spalmati su delle superfici reali. Contribuendo anche all’abbassamento delle bollette”.

QUANTO HA FRUTTATO IL LAVORO DELL’ANDREANI

“Hanno emesso circa 30 milioni di euro di accertamenti, dei qauali un po’ meno della metà sono stati già definiti e quindi avviati all’incasso. Una parte, circa la metà, è già nelle casse dell’Asa, l’altra metà in è in rateizzazione. Gli altri arriveranno, auspicabilmente, nei prossimi anni”.

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