Marcellina, in arrivo nuove case popolari. In paese sale la protesta3 min di lettura

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Battaglia contro il cemento a Marcellina. Una recente comunicazione dell’Ater per la realizzazione in paese di ben venti alloggi destinati all’edilizia residenziale, ovvero case popolari, ha suscitato la dura reazione da parte di numerosi cittadini.

A farsi portavoce delle lamentele è l’ex candidato sindaco Enrico Salvatori, già candidato per i Radicali in Regione e alla Camera.
Oggetto della contestazione la comunicazione, firmata direttamente dal presidente dell’Ater Massimo Cacciotti, candidato alle recenti regionali nella lista Pdl ma non eletto in Consiglio (a Marcellina è stato il secondo dei più eletti del Pdl con 120 voti), e rivolta al sindaco Pietro Nicotera con la quale si annunciava da parte dell’Ater l’attuazione alla nuova programmazione degli interventi relativi all’annualità 2015, da realizzarsi con fondi ex Gescal, relativamente alla realizzazione di venti nuovi alloggi in un’area comunale per un importo di due milioni e centomila euro.
“Gli alloggi Ater non si faranno. Non lo permetteremo. Vogliono massacrare di cemento anche l’ultimo polmone verde, in via dello Scalo ferroviario. Ci batteremo per fermare il consumo di suolo anche a Marcellina e per proporre manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, in una cittadina che lentamente sta sprofondando”. E’ quanto ha dichiarato Enrico Salvatori che annuncia una massiccia campagna a “tutela del territorio e contro le lobby del cemento”.
“Accogliamo con piacere – ha aggiunto – contro la crisi dell’edilizia, la proposta dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di “riqualificare l’esistente” e di “rottamare l’edilizia” per una Marcellina Città Futura”.
La politica adottata da Salvatori non è soltanto essere “contro”, ma individuare e proporre strade alternative per un necessario cambiamento: “Proporremo l’abbattimento degli ecomostri, come la costruzione abusiva a fianco al cimitero, come le vecchie cementerie, e per restituire al paese aree verdi, rurali, da restituire all’agricoltura. Le aree verdi sono la più grande arma contro il dissesto idrogeologico”.
Lo scenario che disegna Enrico Salvatori nel caso venissero realizzati i venti alloggi popolari non lascia spazio a dubbi: “Parliamo di qualcosa come 2.900.00 metri quadrati per gli alloggi Ater in una zona tra l’altro completamente fuori dal centro abitato e senza servizi e trasporti, destinata a diventare con questi presupposti il quartiere Vele napoletano o il Laurentino38”.
Fotografia che si fa ancora più inquietante di fronte al pericolo idrogeologico che interessa l’area in questione: “Nicotera, prima di permettere l’ennesima aggressione al territorio di Marcellina faccia conoscere a tutti la mappa con le zone a rischio sprofondamento, riporti ai cittadini le informazioni e i consigli dei geologi dopo lo sprofondamento della piana di Pozzo grande. Si preoccupi del fatto che l’ultima relazione geologica generale del paese risale al 1985. Non permetta – aggiunge – mai più varianti al Piano regolatore, e risponda ai questionari che ha inviato Legambiente al palazzo di piazza Cesare Battisti per far sapere alla popolazione quanti immobili sfitti ci sono a Marcellina, dove potrebbero andare ad abitare tutte quelle persone che, sembra, stiano facendo richiesta abitativa. Marcellina – conclude Salvatori – si sta trasformando in un grande cimitero, c’è degrado sociale, droga e alienazione. La sua politica irresponsabile si sta facendo complice di questa devastazione sociale. Nicotera risponda con i servizi, con le scuole, con la musica, la cultura, rivalutando gli spazi già esistenti, senza consumare neanche un metro quadro di suolo. Sappia che mi opporrò personalmente alla costruzione dei nuovi alloggi Ater”.

Enrico Salvatori, ex candidato sindaco di Marcellina

Testo da visualizzare in slide show

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