Marcellina, i sindaci del nordest si appellano a Berlusconi3 min di lettura

1554

Marcellina, i sindaci del centro destra del nordest romano si appellano a Berlusconi ed Alfano: “i nostri comuni vogliono essere rappresentati”.

I primi cittadini dell’area tiburtina hanno risposto in massa all’appello di Pietro Nicotera e si sono radunati, oggi pomeriggio, per confrontarsi in vista delle prossime elezioni regionali e politiche.
Pronti anche a formare una propria lista civica, i dieci sindaci di centrodestra di questo quadrante hanno iniziato la loro protesta con una lettera rivolta ai leader del Pdl. Il punto di partenza: “Un territorio di oltre 250 mila abitanti non può restare inascoltato”.
“Lo spirito di questa iniziativa – ha spiegato Pietro Nicotera, sindaco di Marcellina – è quello di denunciare la situazione di estremo disagio ed imbarazzo che noi sindaci del nord est della provincia di Roma viviamo di fronte ad un modo di fare politica che non ci appartiene e da cui ci sentiamo distanti: è ora di dire basta alle nomine dei candidati scelti dall’alto. E’ necessario che i territori abbiano dei rappresentanti sovracomunali, maggiormente radicati sul territorio”.

“Senza il sistema delle preferenze sono venuti a mancare i riferimenti territoriali – ha aggiunto il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti -. I sindaci vivono tutti i giorni le problematiche locali e sono gli unici che oggi hanno un contatto diretto con i cittadini. Ci troviamo ad essere in prima linea ad affrontare le esigenze delle città e dei cittadini. Chi viene nominato dall’alto come candidato è troppo spesso distante anni luce dalla realtà locale”.

“Se i sindaci del nord est della provincia di Roma – prosegue il primo cittadino di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis – condividono questo percorso è perché sono accomunati da interessi territoriali comuni e sono stanchi di elemosinare attenzioni dall’alto. E’ un dovere accettare l’espressione di rappresentanti del territorio. Noi sindaci vogliamo difendere il nostro territorio, vogliamo esserci, vogliamo che le nostre proposte siano ascoltate”.

Sulla stessa scia anche i sindaci dei comuni più piccoli: “Basta snobbarci, i candidati devono essere decisi dai territori che sono destinati a governare. La verità è che i politici nominati dall’alto hanno paura di confrontarsi con quelli che provengono dal basso, dalla gente” è l’accusa Giovanni Sirini, Vicovaro.

“Vorrei essere rappresentato da un collega sindaco. Sarebbe l’unico che sono certo sarebbe consapevole delle istanze locali” ha aggiunto il sindaco di San Polo dei Cavalieri Paolo Salvatori.
Polemico anche il sindaco di Cineto Romano Amedeo Latini: “Chi si trova a decidere le candidature deve capire che i nostri comuni non sono riserve indiane”.

Anche da Montelibretti e Palombara Sabina arriva la voce della protesta: “Chi viene da Roma ad imporre le proprie decisioni viene a depredare il nostro territorio e poi sparisce, non si può più andare avanti così” hanno detto i rispettivi vice sindaco Emiliano Petrucci e Danilo Quaglini.
“La posizione di tutti questi sindaci non è una rivolta ma un’aspettativa legittima. E ci aspettiamo risposte concrete ed immediate” ha sottolineato il sindaco di Fonte Nuova Graziano Di Buò.
Posizioni condivise anche, tra gli altri, dai sindaci di Castel Madama, Agosta, Affile, Nerola, Monteflavio e Mandela.

Testo da visualizzare in slide show