Marco Testi presenta a Montecelio il primo romanzo biografico su Ettore Roesler Franz

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Sabato 17 marzo alle ore 16,30 nel Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” a Montecelio, il prof. Marco Testi, curatore delle più importanti mostre su Ettore Rosler Franz e autore di importanti volumi sulla sua arte, presenterà il libro Ettore Roeler Franz,, una biografia romanzata del pittore della Roma Sparita (Edizioni Intra Moenia) scritto da Francesco Roesler Franz, pronipotre del grande artista.

La figura di Ettore Roesler Franz (1845-1907), pittore romanissimo, nonostante il cognome –i suoi avi, nati in Germania, si stabilirono nell’Urbe già dal Settecento-, rimane saldamente ancorata al ciclo di Roma Sparita. Ricordo certamente motivato e giustificato, non fosse altro che per la salvezza nella memoria collettiva di una realtà antichissma ormai scomparsa per sempre; la sua arte è intrinsecamente legata all’acquarello e al paesaggismo, soprattutto quello studiato in Corot, che era il suo modello preferito, ma anche ammirato in Turner, Constable e in quella lunga serie di artisti che privilegiavano la trasparenza, la mìmesis poetica, non l’imitazione fine a se stessa, l’amore per l’essenza dei luoghi, quella che nell’antichità si chiamava Genius loci, la percezione della delicata e passeggera poesia celata nel gioco di ombre e luci della natura o delle città antiche.

È un libro assai importante proprio per la accuratissima documentazione sui cui poggia una storia affascinante: Ettore era infatti artista con una coscienza pittorica assai profonda e anche un viaggiatore, quando il Gran Tour sembrava un ricordo e rappresentava invece il modo, mutato, ovviamente, di conoscenza delle radici classiche dell’arte moderna. Non solo: la sua strada si è intrecciata con quella di personaggi del calibro di Liszt, Gregorovius, Wagner, Ernesto Nathan, Enrico Coleman, Quintino Sella, Thomas Ashby, Duilio Cambellotti e tanti altri.

L’opera di Francesco Roesler Franz “traduce” in narrazione questo formidabile humus politico, culturale, artistico, in modo da rendere tangibile, solo per fare un esempio, la scena di un Franz Liszt, ospite a Villa d’Este, che chiama l’artista, alla ricerca del punto migliore per dipingere nei giardini della Villa, dalla finestra del suo studio, intrecciando poi i discorsi che possiamo immaginare –e invidiare- sull’arte, la musica, la vita, la storia.

Lo spirito di un’intera epoca rivive in una sorta di novel ottocentesco che, attraverso un linguaggio moderno, riesce a restituirci gli intrecci degli amori, delle amicizie, degli interessi politici in una Roma nella quale si incrociavano papato, massoneria, comunità ebraica, risorgimento, passato glorioso e presente contraddittorio.

A Ettore Roesler Franz va riconosciuto il merito di aver salvato con la sua arte la fascinazione di una città cancellata dalla modernità, altrimenti perduta nella notte dell’oblio. Al pronipote Francesco quello di averci finalmente consegnato la vita reale di un artista divenuto tutt’uno con la città che per tanti anni, assieme al Latium Vetus e ad altre zone d’Italia e dell’Europa, ha attraversato in ogni momento del giorno per fermarne lo spirito.

Francesco Roesler Franz, Ettore Roesler Franz. Biografia romanzata del pittore di Roma sparita, Intra Moenia editore, 2017, pagine 234 con riproduzioni a colori, prefazione di Marco Testi, euro 20.

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