Mausoleo dei Plautii, cosa fare secondo Italia in Comune3 min di lettura

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Il Mausoleo dei Plautii è oggetto di recupero e valorizzazione che riguarderanno inizialmente lo scavo del basamento, il restauro dell’intero Mausoleo e la realizzazione di un Parco-giardino compreso tra il monumento e la via Tiburtina.
Si tratta di un intervento, condotto dalla Soprintendenza, riguardante il Mausoleo che – insieme alla tomba di Cecilia Metella sull’Appia Antica – rappresenta un’importante testimonianza delle strutture funerarie dell’epoca tardo repubblicana.

La posizione di Italia in Comune di Tivoli:”Il Sindaco di Tivoli, attraverso un Comunicato diretto, ha presentato pubblicamente l’intervento che in questi giorni si stanno effettuando nell’Area di Ponte Lucano. Secondo il parere di Giuseppe Proietti tali lavori si inseriscono nell’alveo del progetto più generale di bonifica e riqualificazione dell’intera Area.

L’intervento, infatti, dovrebbe prevedere il Restauro del Monumento, con la competenza ministeriale e non comunale, e la creazione di un Parco Giardino.
Tutto ciò all’interno di un disegno più ampio ed articolato che include, anche tramite un incarico affidato ad un professionista del settore, l’abbattimento del famoso Muro eretto nel 2004, richiamando uno specifico protocollo del 2005.
Intervenuta sulla questione anche  la locale sezione  di Italia in Comune che in un comunicato stampa ritiene che, nello specifico, il Comune di Tivoli debba secondo 
“1) Farsi garante e fautore attivo dell’Integrazione reale delle competenze sull’Area al fine di definire gli interventi risolutivi ( Drenaggio del Fiume, Bonifica ambientale e rimozione delle cause di inquinamento già oggi individuate: Immissione Fosso della Prata nel Fiume Aniene con trasferimenti di sedimenti della lavorazione di Travertino e acque solfuree non compatibili con la flora e la fauna storica, Controllo puntuale degli scarichi industriali nel Fiume, verifica delle problematiche connesse con la presenza di una Diga a 300 metri dal Ponte ). Sottolineiamo che in questo ambito il Comune di Tivoli è stato assente alla Conferenza indetta il 31 gennaio del 2019, rinunciando a svolgere un ruolo da protagonista e non da comprimario nella gestione di questa annosa e deprecabile situazione ambientale;
2) Definire tempi certi e ruoli specifici con un preciso crono programma sottoposto a rendicontazione periodica per restituire l’Area di Ponte Lucano ai Cittadini, senza ricorrere con furbizia da quattro soldi ai soliti palliativi preelettorali che servono solo a peggiorare le cose;
3) Collegare strategicamente l’Area di Ponte Lucano all’idea di Parco Archeologico di Villa Adriana ( terreni Ex Nathan ) approfittando della naturale propensione morfologica dell’intero Bacino in una ipotesi di continuità tra Ambiente e Sito Archeologico;
4) Lavorare alacremente per l’’Abbattimento del MURO perché, costruito inizialmente per arginare le tracimazioni del Fiume, in realtà ha finito per trasformarsi in uno sbarramento dei Liquami e dei Rifiuti Organici connessi con lo sboccamento dei Tombini e lo sversamento di quanto contenuto nel Collettore fognante nella zona compresa tra la Via Rosolina e il muro stesso. Ciò causa problemi di inquinamento e di infiltrazione ambientale di virus e quanto altro collegato. L’Uso delle Idrovore peggiora la situazione , quando funzionano, perché ritrasferisce senza alcuna conduzione o depurazione tali liquami direttamente nel Fiume lasciando sedimenti visibili nell’intera area posta tra il Fiume ed il Muro.
Italia in Comune di Tivoli ritiene che il problema specifico, quindi, non sia buttare soldi pubblici dalla finestra senza impattare sui veri Nodi di Crisi dell’Area ma, all’opposto, dipanarli ed affrontarli definitivamente nell’ambito di un Progetto complessivo capace di fissare tappe intermedie di intervento avendo ben presente che se non si risolve il danno ambientale tutto il resto è solo demagogia inutile e pericolosa.
Il Sindaco Proietti, ancora una volta, evidenzia una scarsa conoscenza dei fatti con altrettanta scarsa propensione alla soluzione reale dei Problemi.
Incompetenza e Demagogia non sono un buon viatico per garantire una sana, trasparente, efficiente, organizzata gestione della Cosa Pubblica intesa come Bene comune.
L’approssimarsi delle Elezioni ha suggerito a Proietti di avviarsi verso scorciatoie fatte di proclami e avvolte dalla totale assenza di indirizzi strategici e programmatici”.

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