Morto l’architetto Vittorio Gregotti2 min di lettura

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È morto all’età di 92 anni l’architetto Vittorio Gregotti. Era ricoverato alla clinica San Giuseppe di Milano per le conseguenze di una polmonite e sarebbe scomparso a causa di complicanze causate dal coronavirus. Nato a Novara il 10 agosto 1927, Gregotti è riconosciuto come uno dei grandi urbanisti e teorici dell’architettura in Italia e all’estero. Lungo l’elenco delle opere da lui progettate: lo stadio olimpico di Barcellona e l’impianto Luigi Ferraris di Genova, ma anche il Campus dell’Università della Calabria a Rende (vicino Cosenza) e il controverso quartiere residenziale Zen a Palermo.

La città di Tivoli ha potuto fregiarsi del suo studio avendo sviluppato il Piano Particolareggiato di massima di piazza Matteotti, redatto dallo Studio Gregotti Associati nel 2003, su iniziativa del Comune di Tivoli.

Approvato in consiglio comunale di Tivoli il piano Gregotti nel 2005 ma presentato la prima volta nel lontano 1994 dall’allora sindaco Alcibiade Boratto. Il Piano prevedeva per l’area, su cui ancora non era stato realizzato l’attuale fast-park, la costruzione di due edifici da destinare ad uffici e quattro piani di parcheggi (alcuni interrati) di cui due per la città e due per gli uffici. “Stanno valutando la fattibilità, anche economica, di una permuta sulla cartiera e piazzale Matteotti – ha spiegato il Sindaco – c’è anche la possibilità che scelgano entrambe le soluzioni, in quel caso con un conguaglio a vantaggio del Comune”.

IL PROGETTO

L’intenzione era di restituire alla città uno spazio urbano che dialoghi direttamente con le due zone adiacenti, collegandole tra loro. Particolare attenzione è stata prestata alla fruibilità degli spazi pubblici, infatti l’intera area è attraversabile, soprattutto lungo l’asse est-ovest, per mezzo di percorsi che si snodano nei diversi livelli.
Due parallelepipedi dal pronunciato sviluppo longitudinale delimitano il trapezio lungo i lati nord e sud, mentre un terzo edificio di dimensioni ridotte rispetto ai precedenti, definisce lo spigolo a sud ovest. La corte centrale che ne risulta è occupata da una piazza, la quale, posta alla quota di 6 metri, ricuce le tre parti di città sopra descritte. Il collegamento tra la quota stradale e il piano della piazza è risolto da un’ampia scalinata, percorrendo la quale, un ipotetico visitatore viene introdotto in uno spazio più intimo e raccolto rispetto al grande vuoto dell’Anfiteatro, ma di più ampio respiro se paragonato al tessuto storico che si sviluppa intorno alla Chiesa di S. Anna, anch’esso direttamente connesso al piano della piazza.
Gli edifici di progetto sono destinati ad uffici tecnici comunali (a nord) ad una piccola sala per conferenze (a sud ovest) e ad una scuola secondaria superiore (a sud). Nell’edificio per uffici e nella sala conferenze l’articolazione degli spazi è determinata dalla geometria delle rispettive strutture: questo aspetto è facilmente leggibile e permette ad un osservatore esterno di intuire il funzionamento degli spazi interni.