Museo di Tivoli: due mostre su vestale Cossina e Acquoria

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Museo della Città di Tivoli
Museo della Città di Tivoli

Museo di Tivoli: due mostre su vestale Cossina e Acquoria

Dal 30 gennaio inaugurazione delle nuove esposizioni. Terminata la mostra “Le bellezze di Tivoli nelle immagini e negli scritti del Grand Tour”, che tanto consenso ha suscitato tra i visitatori (con oltre 5000 presenze), quest’anno sono due gli allestimenti che l’Amministrazione comunale, Assessorato Cultura e Turismo presenta nel palazzo di piazza Campitelli, museo della città; per realizzarle è stata fondamentale la collaborazione di Soprintendenze, Istituti e Società, e soprattutto di tanti cittadini che ha reso possibile, con un lavoro di squadra non sempre facile, portare a compimento due eventi importanti, tra loro così differenti.

La prima elettrificazione Mondiale

La prima è una mostra particolare, che intende celebrare eventi di grande rilevanza non solo per la città di Tivoli, ma anche per la storia dello sviluppo tecnologico. Si pensi che l’elettrificazione – che si realizzò per la prima volta alla centrale Acquoria di Tivoli, è stata considerata, in un sondaggio svolto nel 2001 negli Stati Uniti dalla National Academy of Engineering, al primo posto tra le venti più importanti realizzazioni del XX secolo (Top Twenty), prima dell’automobile, dell’aereo, delle imprese spaziali, del Computer e di Internet.

Con questa mostra la città vuole dare la giusta rilevanza ad un avvenimento tecnico finora poco considerato e far conoscere, non solo attraverso importanti documenti e foto, ma anche strumentazioni e, messe a disposizione da Enel Green Power, Terna  e da collezionisti privati, il ruolo importantissimo che Tivoli ebbe nella storia mondiale dell’elettrotecnica, non meno rilevante rispetto a quello che da sempre viene riconosciuto alla città nell’archeologia, nell’architettura, nelle bellezze naturali.

Cossinia vestale tiburtina

La seconda mostra, Tivoli e la Vestale Cossinia, allestita al primo piano del palazzo, vuole illustrare un importante monumento archeologico di Tivoli, l’ara funeraria della sacerdotessa vergine Cossinia, scoperta nel luglio del 1929 lungo la riva destra dell’Aniene, a seguito di uno smottamento del terreno. Resta ancora un mistero quale sia il rapporto tra la tomba di Cossinia, unica sepoltura di vestale finora nota nel mondo romano, databile alla metà del I sec d.C., e la tomba anonima che gli si addossa, della stessa tipologia a gradoni e che certamente doveva essere in qualche modo collegata a quella della sacerdotessa. Sotto questa seconda tomba è stato trovato un importante corredo funerario, costituito da un cofanetto in ambra e da una bambola in avorio con gli arti snodabili, con il corpo rappresentato in maniera naturalistica anche nel volto.

La bambola, alta quasi 30 cm, presenta alle spalle, alle anche, ai gomiti ed alle ginocchia dei perni, per permetterne i movimenti. Assai ricca è la capigliatura costituita da ciocche raccolte sulla nuca in una serie di trecce, forse originariamente tinte di biondo; acconciatura che richiama – come testimonia la moneta d’oro esposta – quelle dell’imperatrice Giulia Domna.

La bambola è ornata da una collana, due bracciali e due cavigliere e presenta calzature unite ai piedi, realizzate in avorio. Non è stato facile avere in mostra questo reperto, conservato al Museo di Palazzo Massimo a Roma, difficilmente trasportabile per la fragilità e il precario stato di conservazione dell’avorio: è stato necessario predisporre una sofisticata e costosa vetrina climatizzata, costantemente monitorata, ad impedire dannosi sbalzi di temperatura.

E’ quindi per Tivoli un avvenimento importante vedere esposta questa preziosa bambolina tiburtina, connessa ad un monumento, la tomba di Cossinia, che attesta la presenza anche a Tivoli dell’ importantissimo sacerdozio delle vestali, che aveva la sua sede ufficiale a Roma, nel tempio di Vesta e nella casa delle vestali al Foro Romano. La maestosa statua marmorea di Vestale proveniente dal Palatino, alta circa 2 metri, arricchisce la mostra, essendo uno dei pochi esemplari di sacerdotesse vestali che ci sono rimasti, imponente con il suo ricco abbigliamento e il suo severo atteggiamento.

Museo della Città di Tivoli – Piazza Campitelli

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