Nella Asl Roma 5 un intervento sulla sicurezza integrato

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“Prevenzione del fattore di rischio psicosociale e delle patologie stress da lavoro correlate”

 

Quintavalle: “Si tratta di un progetto importante che, attraverso un sistema integrato di sicurezza dei luoghi di lavoro, ha il compito di garantire un intervento su tutti i fattori che creano disagio nei Presidi Sanitari dell’Azienda, utilizzando le conoscenze e le esperienze di tutti gli attori che compongono il sistema aziendale”

“Individuare le criticità del Sistema Azienda per favorire un miglioramento di tutte le problematicità strutturali e psicosociali dei processi organizzativi, allo scopo di migliorare le potenzialità assistenziali degli operatori, diminuire il disagio, ridurre i costi operativi e infine implementare un modello sociale dell’organizzazione del lavoro maggiormente consono alla vivibilità”. In parole povere studiare dove e come si lavora per scoprire e aggredire attraverso un sistema corale e non calato dall’alto quelle criticità che fanno male alle persone e al lavoro stesso. Questi sono i principi che il Commissario straordinario della Asl Roma 5, Giuseppe Quintavalle, si è prefisso rendendo operativo un gruppo di esperti che hanno già dato prova di sé e realizzato un certo numero di successi in altre realtà aziendali. L’iniziativa, annunciata a maggio, sta entrando nel vivo.

IL TEAM DI ESPERTI

Il progetto integrato sulla sicurezza sarà coordinato dall’ingegner Costantino Perconti responsabile del servizio di prevenzione e protezione Aziendale, dal dr. Enzo Cordaro esperto di strategie per la definizione di analisi dei processi organizzativi e per la esplicitazione di modelli sul benessere organizzativo e dal dr. Nicola Magnavita in qualità di medico del lavoro e coordinatore dei medici competenti.

Integrare queste tre competenze vuol dire cercare di realizzare una visione sistemica che sia in grado di integrare la dimensione strutturale dell’organizzazione con la dimensione psicosociale delle persone che abitano l’organizzazione e infine con la dimensione sanitaria soggettiva di ogni singolo lavoratore. Il benessere organizzativo non può essere realizzato in pieno se la dimensione strutturale dell’organizzazione non riesce a dare il minimo di qualità, e se non si realizza il massino possibile del benessere organizzativo si corre il xrischio di aumentare il disagio individuale e le possibili condizioni di malessere che si riverseranno sulla sorveglianza sanitaria. Gli esperti affermano che “solo una visione corale può contribuire a dare la forza necessaria per un cambio di passo che possa costruire il cambiamento e predisporre il miglioramento”.

A CHE PUNTO È IL PROGETTO

GLI INCONTRI

Il progetto del sistema integrato sulla sicurezza è già iniziato ad essere operativo definendo un calendario d’incontri con i direttori dei servizi, i coordinatori e le posizioni organizzative, riunioni organizzate per Presidi Ospedalieri e Territoriali, e sia formando un gruppo di operatori che coadiuveranno l’operato dei tre professionisti. Gli incontri con i Dirigenti sono iniziati già nel periodo caldo delle ferie estive ed ha coinvolto i dirigenti dell’Ospedale di Tivoli. L’incontro ha avuto come scopo quello di informare del progetto, dei suoi tempi e modi di attuazione, ma anche e soprattutto quello di recepire dai partecipanti la complessità dei problemi di cui soffrono nel loro impegno quotidiano. Quindi lo scopo non si esaurisce col dare l’informazione ma anche nel riceverla per comprendere la situazione, la sua complessità e su questo iniziare a conoscere la realtà con “gli occhi e la voce” di chi la vive e in alcuni casi la soffre.

IL PRIMO INCONTRO

Questo primo incontro è stata una “chiacchierata complessa e articolata” che però ha raggiunto l’obiettivo che si erano prefissarti gli organizzatori: “conoscere, farsi conoscere e definire un modello partecipato e condiviso in merito ai problemi della sicurezza e del benessere aziendale”. Certo nessuno ha la bacchetta magica e nessuno pensa che si possano risolvere problemi storici spesso costosi nella loro realizzazione e che da sempre rappresentato dei nodi complessi, ma gli esperti sono convinti che condividere le problematicità riuscire a discutere in modo corale dei problemi, possa portare ad una possibilità maggiore per la definizione delle strategie di breve, di medio o di lungo termine miranti a risolvere e/o migliorare le complessità.

Il secondo degli obiettivi si sta definendo anche grazie alla disponibilità della dr.ssa Carboni Direttore del Dipartimento delle professioni sanitarie, la quale ha messo a disposizione un gruppo di operatori già sensibili al problema della sicurezza dei luoghi di lavoro per un corso di formazione in grado di portarli ad essere fondamentali nella costruzione del sistema integrato sulla sicurezza, dando il loro contributo fattivo per la sua realizzazione.

IL PROGETTO PROSEGUE: LE RIUNIONI A SETTEMBRE

A settembre saranno messe in calendario le riunioni organizzate per Presidi Ospedalieri e Territoriali e sarà completato il corso di formazione del gruppo di supporto; questo permetterà di iniziare gradualmente a rendere operativi gli interventi. Uno dei primi interventi si caratterizzerà con l’analizzare e con il valutare le dimensioni psicosociali dei processi organizzativi con sistemi certificati, validi e riconosciuti, a creare momenti formativi e spazi di ascolto riferiti sia al singolo soggetto e sia a gruppi, e a curare in modo particolare l’informazione e la formazione del personale.

PER APPROFONDIRE: IL PROGETTO – LE FASI

1) rilevazione del modello psicosociale che influenza la vita nei diversi presidi sanitarie attraverso la formazione dei formatori e la contestuale somministrazione di questionari. Lo scopo dell’indagine è quello di penetrare la conoscenza dei modelli comportamentali dei gruppi operativi. L’analisi riguarderà ogni singola struttura.

2) definizione moduli formativi specifici per presidio e/o servizio con lo scopo di rimuovere e/o modificare le disfunzioni organizzative. L’obiettivo ultimo risulta quello di prevenire il disagio da lavoro e di porre le singole strutture analizzate in grado di creare adeguati spazi vitali maggiormente funzionali all’operatività.

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