Omicidio sotto la Rocca Pia, confermati 30 anni all’assassino di Bianca Claudia

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#NLCronaca – Aveva pugnalato a morte la sua ex fidanzata, davanti al figlio di pochi mesi, confermata in appello la condanna a 30 anni di carcere per l’assassino. Ad uccidere la giovane Bianca Claudia Beuca (CHI ERA LA VITTIMA), la notte del 31 maggio dello scorso anno sotto la Rocca Pia, fu l’ex fidanzato – respinto dalla ragazza – Andrei Scripcariu, romeno di 23 anni. Condannato in primo grado, il 22 marzo, a 30 anni dal giudice Mario Parisi che aveva accolto quasi tutte le richieste del pubblico ministero Lelia Di Domenico, non riconoscendo solo i futili motivi.
Ora, in appello, la Corte presieduta da Mario Lucio D’Andria, stando a quando riportato dalle agenzie, ha confermato il giudizio con il rito abbreviato che si era svolto nel tribunale di Tivoli nove mesi fa.

LA STORIA
Il ragazzo (LA CRONACA DELL’OMICIDIO) non riusciva a farsi una ragione della fine del rapporto e proprio con la scusa di chiarirsi era andato a prendere la ragazza fuori dal bar dove lavorava. I due erano prima andati a prendere il figlio di lei, avuto da una precedente relazione, e poi erano andati in largo Nazioni Unite a parlare. Stando alle testimonianze raccolte dagli agenti del commissariato di Tivoli, diretto all’epoca da Giancarlo Sant’Elia, il ragazzo è uscito dalla vettura barcollando. All’improvviso ha cominciato a colpirsi al torace (L’ASSASSINO FU OPERATO D’URGENZA) con il coltello insanguinato e dallo sportello lasciato aperto i passanti hanno visto il corpo di lei, coperto di sangue, ed il bambino che urlava dal sedile posteriore della Renault Twingo amaranto di lei. Appena il giovane ha fatto cadere il coltello, alcuni passanti l’hanno allontanato con un calcio. Contemporaneamente un altro passante ha preso il bambino dalla macchina, mettendolo al sicuro.

IL PROCESSO DI PRIMO GRADO
Il processo (LA SENTENZA) si è celebrato con il rito abbreviato, richiesto dallo stesso imputato, e l’udienza è durata in tutto appena tre ore. Il giudice ha fissato in 100 mila euro la provvisionale di risarcimento in favore della madre, demandando alla sede civile la quantificazione del danno economico.
In aula era presente, oltre all’imputato, anche la madre della povera ragazza massacrata quel giovedì sera all’ombra della Rocca Pia. Per la signora sono stati attimi difficili da sopportare, tanto che in più di un’occasione ha dovuto lasciare l’aula. Il ragazzo, invece, si è limitato a dire, attraverso la traduttrice: “Mi dispiace, mi dispiace molto”.

 

 

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