Ospedale di Palombara: è disobbedienza civile

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Palombara Sabina, è ripresa ieri mattina la protesta in difesa del Santissimo Salvatore con un’occupazione pacifica della struttura ormai “cattedrale nel deserto”.

I cittadini, guidati dal Comitato, vogliono “riprendersi l’ospedale”. In questi ultimi due anni circa centinaia di cittadini hanno intrapreso ogni genere di iniziativa per salvare le sorti del nosocomio, ora è partita anche l’occupazione che andrà avanti ad oltranza. Si ripete così l’esperienza del presidio dello scorso anno quando i cittadini sono rimasti giorno e notte, e per mesi, davanti il Santissimo Salvatore. Ora però sono dentro. Alla chiamata di ieri hanno risposto in tanti e molti sono anziani. Un nosocomio già declassato, quello della città sabina, dove è attivo solo il punto di primo intervento, “con difficoltà evidenziate negli ultimi mesi dagli stessi utenti e la presenza di alcuni ambulatori”. “Eppure – ha spiegato il presidente del Comitato Adriano Curci – è presente una nuova ala, costata 8 milioni di euro e mai utilizzata. E’ vergognoso”. Il Comitato e la cittadinanza chiede a gran voce che venga “attuato il progetto presentato anche alla Polverini e al ministro della Salute con 60 posti letto, il day hospital Oncologico con 5 posti, il day surgery e il one day surgery con 5 posti letto, 15 posti letto a gestione infermieristica e tutti i laboratori di specialistica già attivi”. Questo è quanti previsto nel documento redatto a seguito di un incontro, avvenuto ad ottobre 2011, col ministro della salute, Ferruccio Fazio, alla presenza del sub commissario Giuseppe Spata, nato su iniziativa del senatore Stefano Pedica al quale hanno partecipato Sabatino Leonetti, vice presidente del consiglio provinciale, il sindaco di Palombara Sabina, Paolo Della Rocca, ed il presidente del Comitato dei Cittadini, Adriano Curci. Queste le richieste fatte all’epoca: sessanta posti in RSA, la riattivazione del day hospital oncologico (5posti), del day surgery e del one day surgery (altri 5 posti) e il mantenimento dei 15 posti in gestione infermieristica e i tutti i laboratori già presenti. “Tutte richieste – spiegano dal comitato – che andrebbero ad alleviare la già precaria sanità del nostro territorio. Una proposta importante che darebbe la possibilità di curarsi ad un bacino di 500 mila persone ridando vita ad una struttura con enormi potenzialità”.

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