Padre pedofilo, violentò figlioletta e nipotina, condannato a 10 anni

1333

#NLCronaca #Tivoli  #nopedofilia – Finisce con una condanna a 10 anni di carcere il processo contro un padre, o meglio un orco, che a più riprese ha abusato della figlia di nove anni e, in qualche occasione, anche della nipotina. L’uomo, 43 anni residente a Tivoli, mercoledì è stato riconosciuto colpevole di abuso sessuale su minore aggravato per delle violenze avvenute tra il 2009 ed il 2011. Nella condanna, inflitta dal collegio presieduto dal giudice Mario Frigenti, c’è anche la decadenza della podestà genitoriale. L’uomo, un piccolo imprenditore edile e con precedenti penali alle spalle, fu arrestato nel gennaio del 2013 (Leggi la notizia) per gli abusi consumati ai danni della figlioletta , davanti ai due figli più piccoli ed anche mentre guardavano dei film pedopornografici, e della nipotina. In aula è stato così accolto tutto il castello accusatorio del pm Andrea Calice basato sulle minuziosi indagini condotte dal pool antiviolenza, guidato dall’ispettore superiore Davide Sinibaldi, del commissariato di Tivoli, allora diretto da Giancarlo Sant’Elia, e dal centro antiviolenza di Guidonia Montecelio, Le Lune.

LA CONDANNA ED IL PROCESSO

“Raramente si danno 10 per violenze su minori, è una pena eccezionale – ha spiegato Gemma De Filippo, legale di parte civile ed avvocato di Differenza Donna -. Ora occorrerà aspettare le motivazioni che saranno pubblicate tra 60 giorni. Il processo è stato emotivamente molto difficile, importante è stata la collaborazione di tutte le forze impegnate, dal tribunale alla polizia al centro antiviolenza Le Lune. Determinanti per la riuscita del processo, poi, sono state le audizioni secondo tutela di legge delle bambine. Con il primo Pm che si occupato del caso, Alfredo Maria Bonagura, è stato fatto un lavoro eccellente anche con gli esperti delle forze dell’ordine, con il grande contributo dell’ispettore superiore Davide Sinibaldi e del suo pool antiviolenza, e con Le Lune. Spesso il problema in questi procedimenti è la sostenibilità dei racconti delle vittime”.

LA STORIA

La vicenda di questa povera famiglia è agghiacciante. Al momento dell’arresto dell’uomo, nel gennaio del 2013, la vicenda ebbe un grande risalto.

Le violenze furono scoperte, quasi per caso, dalla la madre. La donna aveva già abbandonato il compagno perché anche lei era stata vittima di violenze ed abusi. Poi, nel scorso del 2012, trovò il figlioletto che faceva “strani” giochi, a sfondo sessuale, con un suo amichetto. Sorpresa, chiese al piccolo dove avesse imparato quei giochi. Visto che il bimbo ancora non parlava bene, rispose la bimba: “Io so perché fanno questo gioco, li facciamo con papà e ce li fa vedere anche nei film”.
La donna, trovatasi davanti a questa agghiacciante vicenda, si è subito recata al centro antiviolenza Le Lune, che conosceva perché ne aveva parlato con alcune le amiche. Immediatamente venne chiamata la polizia e la famiglia fu trasferita in una località protetta.

Durante le audizioni protette vennero fuori i tremendi racconti, alcuni così terribili da costringere gli stessi poliziotti ad uscire dalla stanza per non piangere davanti ai bimbi. Proprio durante uno di questi colloqui la piccola, prima di raccontare uno dei terribili episodi, disse alla poliziotta: “E’ successa una cosa brutta, troppo brutta. Troppissimo”.

La bimba, seguita da psicologici e poliziotti, si è molto legata a loro ed al capo del pool, l’ispettore superiore Sinibaldi, dedicò il disegno di un lupo vegetariano “Perché tu sei forte come un lupo, ma sei buono. I buoni non mangiano la carne”

Il commissariato di Tivoli

Testo da visualizzare in slide show