Passatempi 1. Tressette7 min di lettura

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In periodo di quarantena stretta per il Coronavirus le carte possono aiutarci a passare il trempo più piacevolmente.
Per esempio giocando a Tressette.
Se in casa siete almeno in due o quattro potete farlo direttamente sul vostro tavolo. Altrimenti online giocando con il computer o lo smartphone.

Per gli amanti di questo gioco esiste un apposito sito web http://www.tressetteonline.it/
interamente ed esclusivamente dedicato al gioco.

Potete inoltre scaricare le app per PC o pre smartphone (sia Android che ios) cercando app per giocare a tressette sul vostro motore di ricerca.

Ripassiamo le regole

Il tressette si può giocare da 2 fino a 4 giocatori (o sino ad 8 in alcune varianti). Le varianti sono molte ma il tressette classico, quello più diffuso, è il tressette incrociato a coppie fisse, che si gioca in 2 squadre da 2 elementi.
Tressette incrociato a coppie fisse (2 squadre da 2 giocatori)[modifica | modifica wikitesto] Dopo aver designato il mazziere della prima mano (in genere mediante una conta), il mazzo di carte viene da questi mischiato e successivamente “tagliato” dal giocatore alla sua sinistra. Si effettua quindi la distribuzione delle carte, sempre cinque alla volta (ad eccezione, secondo alcuni, della prima distribuzione della partita, che si può effettuare una carta per volta), in senso antiorario fino a che ognuno abbia in mano 10 carte. Il giocatore che distribuisce le carte deve assicurarsi di dare sempre la stessa quantità di carte ad ogni giocatore.
Se le squadre sono state già prestabilite, può cominciare a giocare semplicemente il giocatore che possiede il 4 di denari, gli altri, uno per volta a partire da quello immediatamente alla sua destra e proseguendo in senso antiorario, devono giocare una carta dello stesso seme, detto anche “palo”. Non si tratta però di una regola fissa: in realtà la formazione delle coppie dovrebbe avvenire prima della distribuzione delle carte per il Tressette, dunque inizierebbe il turno il giocatore che succede al mazziere.
La partita è costituita da turni, detti “passate” (o da molti, impropriamente, “mani”), in cui ciascun giocatore gioca una propria carta. L’insieme delle 10 passate necessarie ad esaurire le carte in dotazione ai giocatori viene detto “mano”.
La presa è effettuata dalla squadra cui appartiene il giocatore che ha messo sul tavolo la carta di grado più alto del palo giocato in quel turno. A tale giocatore tocca aprire la passata successiva, e così via finché non si esauriscono le carte in mano. Il giocatore che effettua la prima giocata deve comunicare al compagno se “striscia”, “bussa” o “vola”.
Quando non si possiede alcuna carta del palo giocato, cioè quando si ha un “piombo” (e cioè “si piomba il palo”), si è liberi di giocare qualsiasi altra carta ma non si ha diritto alla presa. Per questa ragione, quando si determina un piombo, in genere ci si libera delle carte di minor valore o comunque meno funzionali per la strategia eventualmente elaborata.
Al termine della mano si calcola il punteggio di ciascuna squadra in base alle carte prese durante quella mano, e lo si somma ai punteggi realizzati nelle eventuali mani precedenti.
Nelle mani successive il mazziere cambia in senso antiorario e a cominciare il gioco è il primo ad aver ricevuto le carte.
La partita termina quando una delle due squadre totalizza un certo punteggio, la cui entità dipende dalla regione geografica (di solito 21, 31 oppure 41 punti).
Tressette a Pizzico (due giocatori)[modifica | modifica wikitesto] Valgono le stesse regole della modalità a squadre, e resta valido l’invito a mettersi d’accordo sulle regole prima di giocare. In ogni caso, è prassi distribuire comunque dieci carte a ciascuno dei due giocatori (sempre cinque carte alla volta), lasciando il mazzo delle carte rimanenti sul tavolo in modo che mostri il dorso. Il giocatore che prende pesca la carta in cima al mazzo, la mostra all’avversario e la ripone fra le proprie carte, e lo stesso farà l’altro giocatore. Solo a quel punto chi ha preso fa il suo gioco, come di consueto. Inoltre non è possibile accusare Bongiochi o Napoli dopo la terza mano di gioco.
Gradi delle carte[modifica | modifica wikitesto] Ai fini dell’attribuzione della presa, ad ogni carta è assegnato un grado determinato dalla posizione all’interno della seguente scala (ordinata dal grado più alto a quello più basso):
• Tre
• Due
• Asso
• Re
• Cavallo (nelle carte a semi italiani e spagnoli)
• Fante
• Sette
• Sei
• Cinque
• Quattro
La presa viene attribuita al giocatore che gioca la carta di grado più alto al seme della passata.
Dal fatto che hanno diritto di presa solo le carte appartenenti al seme della prima carta giocata e che non esistono due carte dello stesso grado in un dato seme, discende che una passata non può terminare in parità.
Calcolo del punteggio[modifica | modifica wikitesto] Per il calcolo del punteggio di ciascuna squadra alla fine di una mano, a ciascuna carta viene attribuito un valore numerico secondo il seguente schema:
• l’asso vale 1 punto;
• le figure (fante, regina e re) e gli altri carichi (due e tre) valgono 1/3 di punto;
• le scartine (quattro, cinque, sei e sette) non hanno valore.
Come si può facilmente notare, la differenza di punteggio tra le carte non ricalca strettamente la scala dei gradi per la determinazione della presa; questo permette di avere un gioco più interessante dal punto di vista tattico e strategico, in quanto la carta di grado più alto (il tre) non è quella di maggior valore (che invece è l’asso).
È facile calcolare che in un mazzo di carte ci sono 10 punti e 2/3.
Per evitare di attribuire punteggi non interi, si eliminano dal computo le parti frazionali e si assegna un punto aggiuntivo alla squadra che ha effettuato la presa della decima e ultima passata (chiamata in alcune regioni “rete”) e viene conteggiata a fine gioco. In questo modo in ogni mano ci sono 11 punti in palio.
“L’accusa”[modifica | modifica wikitesto] Il tressette con “accusa” prevede la possibilità di ottenere dei punti aggiuntivi rispetto agli 11 del mazzo nel caso in cui un giocatore abbia in mano una particolare combinazione di carte. In dettaglio:
• il bongioco (o buon gioco) è un tris di assi, di due oppure di tre. Tale combinazione vale tre punti; nel caso di quattro carte uguali, il bongioco vale quattro punti e, in alcune varianti regionali, si chiama “stella”.
• la Napoli (o napoletana) è la combinazione di asso, due e tre dello stesso seme, e vale tre punti. In alcune regioni del nord è chiamata “Pulla” mentre in Sardegna viene chiamata “Trinca”.
È consentita un’accusa multipla, ossia la dichiarazione contemporanea di più bongiochi o napoli. In questo caso i punti guadagnati sono pari alla somma dei punti delle singole accuse.
A seconda delle regioni italiane, l’accusa può essere fatta, oltre che semplicemente a voce, anche picchiettando letteralmente una o più volte sul tavolo con le nocche, azione nata con tutta probabilità per aggirare l’originale divieto di comunicare qualsiasi informazione sulle proprie carte. Per tale motivo l’accusa è detta anche “bussata”.
Altre dichiarazioni[modifica | modifica wikitesto] Il giocatore che per primo in una mano gioca una carta appartenente a un dato seme ha facoltà di dichiarare, solo di quel seme, i carichi che possiede, il numero di carte totali o, infine, può chiedere al compagno di fare una particolare giocata su quel dato palo. Restano vietate qualsiasi dichiarazioni o richieste a proposito di pali diversi da quello giocato.
Tali dichiarazioni sono effettuate con alcune espressioni verbali tipiche; tuttavia l’adozione, principalmente nell’Italia settentrionale, di una più rigida regola di divieto di comunicazione verbale ha fatto sì che si diffondesse anche una maniera di esprimerle esclusivamente gestuale. Ancora oggi non è raro trovare giocatori che utilizzano i gesti tradizionali per segnalare il gioco. Di tali gesti si ricordano in particolare:
• “busso”, picchiando con le nocche della mano sul tavolo, significa “gioca la carta più alta che hai di quel seme e, qualora tu prenda, ritorna prima od eventualmente poi nello stesso seme”;
• “striscio” (o “liscio”), espressa strisciando la carta sul tavolo, significa “in questo seme ne ho altre (almeno una)” oppure, se effettuato dopo aver preso su un “busso” del compagno, “per il momento gioco così, ma non preoccuparti che ho la possibilità di ritornare nel seme da te bussato”;
• “volo”, dall’azione di lanciare la carta sul tavolo di gioco, significa che si sta giocando l’ultima carta del palo.
Fonti anonime sostengono che il gioco scorra meglio con un buon bicchiere di rosso sorseggiato regolarmente, che placa anche un po’ gli animi troppo facinorosi durante il gioco
Giocare Online
Per chi volesse sfidare e misurarsi con persone da ogni angolo di Italia, la tecnologia offre validi supporti. Molte sono infatti le applicazione per smartphone e tablet, sia android che Ios, sviluppate per giocare a Tresette. Tra le più in voga troviamo sicuramente Tresettepiù, che consente di sfidarsi in partite da 2 o 4 giocatori, a vari livelli e con possibilità di scegliere i punteggi-gara.
Per gli amanti del PC esiste un apposito sito web http://www.tressetteonline.it/, interamente ed esclusivamente dedicato al gioco.