PD/Ambrosi. Ripartire dai quartieri della città5 min di lettura

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Piero Ambrosi, segretario cittadino del PD Tivoli
Piero Ambrosi, segretario cittadino del PD Tivoli

Due tornate elettorali si sono appena concluse, una si avvicina ed è quasi dietro l’angolo, per il Partito Democratico è un momento cruciale. A tracciare il passato, presente e futuro del PD tiburtino è il segretario cittadino Piero Ambrosi.

Il passato – l’analisi del voto

“Il voto, come sempre in un territorio molto vario, si presta ad una lettura non uniforme. Ci sono circa 7 punti di differenza tra il risultato alle regionali per Zingaretti e quello del Pd alla Camera ed al Senato. All’interno di queste due cifre finali c’è una situazione da leggere in profondità perché presenta dei dati molto diversi”.

Il voto delle politiche

“Anche nel voto politico abbiamo un riscontro favorevole al Pd che ha raggiunto una media superiore a quella nazionale ed a quella regionale nei seggi centrali di Tivoli e Villa Adriana. Abbiamo faticato, invece, a raccogliere consensi nelle zone di confine, non necessariamente le periferie. Accusiamo ritardi e, quindi, siamo scesi al di sotto le medie, ad esempio a Borgonovo, Barco, Centro storico, Arci, Bivio di San Polo, Campolimpido. Questo impone una riflessione. Sono zone dove spesso si vivono situazioni di marginalità rispetto alla vita cittadina, dove ci si sente spettatori arrabbiati della vita cittadina, dove rabbia e paura trovano uno sbocco nel voto per formazioni che in un certo senso strillano di più. È un gap nazionale, non riusciamo ad essere interpreti dell’inclusione di queste situazioni nella vita pubblica. Non riusciamo ad essere punto di integrazione”.

Il voto delle regionali

“Il risultato delle elettorali, invece, indica la strada da battere per il futuro anche guardando alle prossime scadenze elettorali, in primis quella della nostra città. Nei 7 punti in più raccolti c’è una mediazione delle zone dove è già soddisfacente il risultato del voto politico, dove si è registrata un’impennata, ed in quelle dove siamo andati peggio comunque siamo sopra il 20%. Per una media cittadina, comunque del 24.8% e quindi superiore a quella di Roma e della provincia romana”. Un risultato frutto di diversi fattori. “Da una parte la presenza di Zingaretti è assicurazione di buon governo e speranza per il futuro. Poi la presenza di candidati locali ha aiutato anche se ha inciso in maniera parziale. Abbiamo registrato, mai come questa volta, un calo delle preferenze. Un dato non solo di Tivoli ma generale. Molti voti sono andati solo al Pd, circa il 40-45%. Nel 2013, alle precedenti regionali, le preferenze erano al 67%. Inoltre credo il risultato positivo del voto nel Lazio è che ci siamo presentati con una coalizione ampia e rappresentativa cosa che, per diversi motivi, non è stato possibile fare alle politiche”.

Il presente – l’analisi ed il ruolo del PD

“Riteniamo che il credito conquistato maggioranza che amministra questa città, dovuto a propositi di rinnovamento della vita pubblica, alla rimozione sacche di disagio sociale, all’incremento della qualità dei servizi, sia finito. Ad oggi, di fatto, c’è un dato di delusione ed insoddisfazione. Anche nella stessa rete di associazioni e gruppi di volontariato che avevano all’epoca creduto a queste buone intenzioni. Sono diversi gli aspetti dove riscontriamo criticità. Dalla partecipazione, e quindi il destino ambiguo delle consulte e dei comitati di quartiere. Alla partecipazione ai temi della crescita della Città Metropolitana ed alla definizione di politiche di area vasta come mobilità e rifiuti. All’economia, ormai alla canna del gas, senza misure di sostegno ed incentivazione del commercio e dell’artigianato che rappresentano circa l’80% dell’economia locale. Poi penso al riequilibrio del territorio, con Tivoli che si dovrebbe far trovar pronta in vista del raddoppio della ferrovia fino a Tivoli Terme e quindi all’arrivo di una metropolitana di superficie che inevitabilmente, e fortunatamente, cambierà le abitudini di vita di moltissimi cittadini. Ci si deve organizzare in funzione di una mobilità più snella che collegherà questa parte della provincia con la capitale”. “Serve, poi, recuperare l’unità del territorio mentre, invece, assistiamo all’arretramento, all’annullamento, del decentramento. Tutt’ora i servizi più importanti vengono erogati al centro della Città, con ripercussioni sulla viabilità e la vita dei cittadini. Essendo stato io il sindaco che ha promosso l’anagrafe decentrata e le delegazioni, piange il cuore vedere come si torni indietro rispetto a conquiste 20-30 anni fa”.

Il futuro

“Soprattutto le elezioni regionali hanno dato indicazioni importanti in vista delle prossime elezioni comunali. Si è trattato di un voto più simile a quello delle amministrative. Consideriamo lo scarso risultato ottenuto in alcune zone come uno spunto di autocritica e di riflessione. La riposta non dovrà essere solo in termini organizzativi.

C’è un bisogno di presenza, dobbiamo far sentire la presenza di democratici e democratiche nei territori. Persone pronte a dialogare ed a costruire istanze con la cittadinanza. Dobbiamo andare verso la città. Abbiamo già intrapreso un’azione di dialogo con le associazioni cittadine, interrotta per rispetto durante la campagna elettorale ed ora ripresa”. “In vista delle comunali dobbiamo riuscire a creare una collaborazione anche con persone non necessariamente iscritte al Partito ma attratte da temi territoriali o sociali. Tutto questo ci porterà a rafforzare la squadra di democratiche e democratici che candideremo per il nostro comune. Vogliamo essere un partito di proposta, che mette radici e che sceglie consapevolmente di essere un partito della città.

Dovremo anche guardarci intorno, poi, cercare una grande alleanza di forze politiche e civiche che possono riconoscersi in un programma di inclusione sociale e crescita. Forze che abbiano l’ambizione di rappresentare gran parte delle istanze della città. Abbiamo cominciato con un primo incontro e proseguiremo con altre iniziative pubbliche insieme a partner politici e civici che si faranno carico di offrire una proposta su vari temi. Siamo partiti dal territorio e dalle periferie, proseguiremo su partecipate, servizi, economia locale, tutele sociali. Nel futuro del Pd c’è un cammino aperto, senza rigidità”.