Piano di Emergenza Comunale, gli scenari di rischio agenti sul territorio tiburtino

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L’undici di aprile è iniziata l’esercitazione di Protezione Civile “Resiliens 2019” che coinvolgerà le scuole e tutta la popolazione per terminare domenica 13 Aprile. Tre giorni di esercitazione per verificare la bontà del Piano di Emergenza Comunale e, quindi, il modello di intervento relativo ai differenti scenari di rischio che sono stati individuati nel Piano. Inoltre, costituirà un momento essenziale per verificare il coordinamento tra le strutture preposte, l’efficienza del C.O.C. (Centro Operativo Comunale), la preparazione dei soggetti interessati alla gestione dell’emergenza e l’adeguatezza dei mezzi e delle attrezzature a disposizione.
Il Piano di Emergenza Comunale, redatto nel periodo 2015 – 2016 ed approvato prima in Consiglio Comunale nel mese di Novembre 2016 e successivamente dalla Regione Lazio, è stato predisposto dalla società GEOLAPA S.T.P. S.r.l. a firma dei Geologi Alfredo La Chioma e Stefania Pallucci e degli Ingegneri Valentina La Chioma e Giovanni Trinetti. Il Piano ha definito gli scenari di rischio agenti sul territorio tiburtino, l’adeguamento della condizione al limite dell’emergenza (CLE), il modello organizzativo per la gestione delle emergenze ed il quadro delle risorse disponibili a livello locale per la gestione delle stesse.  Ha descritto, inoltre, le caratteristiche generali del territorio la cui corretta conoscenza è indispensabile per la gestione degli eventi calamitosi, le procedure operative afferenti alle differenti situazioni di emergenza ed il quadro delle azioni da porre in essere, in “tempo di pace”, dai soggetti chiamati ad intervenire nella gestione dell’evento, nonché tutte le azioni da intraprendere per prevenire, eliminare o mitigare i rischi locali.
L’esercitazione di protezione civile rappresenta, dunque, un momento essenziale per preparare i soggetti preposti e soprattutto la popolazione ad affrontare un evento calamitoso in maniera corretta, così da evitare comportamenti errati che potrebbero aggravare le situazioni di pericolo per persone e cose.
Non rientra nella nostra cultura la partecipazione attiva alle esercitazioni di Protezione Civile, come è ormai consolidata in altri paesi come ad esempio il Giappone, ma è necessario uno sforzo da parte delle istituzioni e dei preposti alle attività di emergenza per sensibilizzare la popolazione al fine di ottenere una sempre maggiore partecipazione attraverso azioni di formazione ed informazione.

Formazione ed Informazione

La formazione e l’informazione sono attività fondamentali per il buon funzionamento dell’intero Sistema Comunale di Protezione Civile in quanto permettono di limitare i danni che un evento calamitoso può provocare. Costituiscono, pertanto, un presupposto indispensabile per l’efficacia e l’efficienza del Piano di Emergenza Comunale.
La formazione deve essere principalmente rivolta ai soggetti che, all’interno del Sistema Comunale di Protezione Civile, svolgono ruoli e compiti ben definiti, quali amministratori, dipendenti pubblici di qualsiasi ruolo, gruppi comunali di volontariato, associazioni professionali, dirigenti scolastici. Progetti di formazione devono essere previsti anche per la popolazione con particolare attenzione a tutti gli allievi delle scuole presenti sul territorio comunale.
Con la legge n. 265/99, art. 1221, vengono trasferite al Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione alla popolazione in situazioni di pericolo per calamità naturali. Informare la popolazione significa assicurare una maggiore consapevolezza rispetto ai rischi ed ai pericoli a cui si è esposti nel proprio territorio e garantire comportamenti, dentro e fuori le abitazioni o i luoghi di lavoro, in grado di assicurare una maggior autoprotezione in caso di evento calamitoso. I rischi individuati dal Piano per il territorio tiburtino sono:

RISCHIO SISMICO

Nella storia di Tivoli non sono mai stati registrati terremoti di elevata intensità, come mostrato dal “Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani 2015” dell’INGV, nel quale sono rappresentati tutti gli eventi verificatisi a partire dall’anno 1000, con Imax maggiore o uguale a 5. Si riscontrano sulla lista esclusivamente fenomeni di risentimento sismico (fatta eccezione per l’evento del 1997 localizzato sui M.Tiburtini  con intensità pari a 5) connessi a forti terremoti avvenuti in altre località. Si cita il più significativo, in termini di risentimento sismico, rappresentato dal terremoto di Avezzano del 1915, che fu avvertito localmente con una intensità compresa tra 7-8 della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) e che causò danni di modesta entità (crolli di cornicioni ecc.). Nella classificazione proposta da ENEA viene indicato come massimo atteso un evento di grado massimo pari a 7.5 MCS (Carta Massime Intensità Macrosismiche DGR 835 del 03/11/2009).

RISCHIO IDROGEOLOGICO E GEOLOGICO

La consultazione dei dati forniti dall’Autorità Distrettuale Appennino Centrale e dall’ISPRA, integrati con i risultati ottenuti dallo studio condotto sul territorio comunale, ha permesso di accertare che alcune porzioni dello stesso sono caratterizzate da più condizioni di rischio, rappresentante nel dettaglio sulla “Carta dello Scenario di Rischio Idrogeologico e Geologico”, ove sono state riportate le fasce di pericolosità di esondazione afferenti al fiume Aniene e le aree soggette ad inondazione connesse a corsi d’acqua secondari, per i quali sono stati previsti due scenari di rischio.  Sulla carta sopramenzionata sono stati, altresì, rappresentati i diversi fenomeni franosi individuati, quali subsidenza,  sink-hole ecc., ampiamente descritti nella relazione allegata al Piano.

RISCHIO INCENDI BOSCHIVI

Gli eventi che hanno interessato il territorio comunale, nell’ultimo decennio, sono risultati prevalentemente di “TIPO B” in quanto per il loro spegnimento si è ricorso ad unità sovracomunali. Hanno riguardato soprattutto aree storicamente interessate da incendi, alle quali se ne sono aggiunte nuove prevalentemente di interfaccia urbano-rurale.

RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE

Dall’Inventario Nazionale degli Stabilimenti Suscettibili di causare Incidenti Rilevanti (Art. 15 comma 4 Dlg 17/08/1999 n. 334 e s.m.i.) risulta la presenza nel territorio comunale di un solo stabilimento a rischio rappresentato dal deposito di esplosivi “Santa Barbara s.r.l.” sito in via Colle Mitriano, loc. Colle Nocello. Nel piano è stato allegato il documento “Informazione alla Popolazione-Santa Barbara s.r.l.” nel quale sono descritti due scenari di rischio: uno connesso allo sviluppo incendi; l’altro al verificarsi di esplosioni.

RISCHIO GHIACCIO E NEVE

I dati storici mostrano una bassa frequenza di precipitazioni nevose in ambito comunale. Nel caso di previsione di nevicate abbondanti, vengono indicate nel Piano le operazioni da seguire per garantire innanzitutto l’accesso alle strutture pubbliche di prima necessità ed il ripristino della viabilità in ingresso e in uscita dal territorio comunale, e, a seguire, il ripristino della viabilità secondaria.

RISCHIO EMERGENZE STORICO – ARCHEOLOGICHE

Considerato il valore storico, culturale, artistico, economico e sociale di beni culturali, si è proceduto al loro censimento e alla definizione di una metodologia capace di fornire un supporto per la loro salvaguardia.
Cosa fare in caso di terremoto
Cosa fare al chiuso
– Mantenere la calma e non precipitarsi fuori;
– Ripararsi sotto un architrave della porta, vicino a muri portanti o sotto il banco (se a scuola);
– Allontanarsi da finestre, porte con vetri e armadi;
– Se ci si trova sul pianerottolo, corridoi o scale, rientrare in casa o nella classe più vicina (se a scuola);
– Dopo la scossa uscire dall’edificio senza usare ascensori e recarsi nelle aree di emergenza previste.

Cosa fare all’aperto

– Allontanarsi da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche ecc;
– Non avvicinarsi ad animali spaventati;
– Recarsi nelle aree di attesa, seguendo gli itinerari che saranno stabiliti attraverso le esercitazioni e che saranno, a breve, indicati attraverso opportuna segnaletica, nelle quali saranno a disposizione rappresentanti delle Forze Armate e del Volontariato. Le aree sono di seguito elencate:
– AA1 parcheggio viale Roma
– AA2 piazza Rivarola
– AA3 piazza Garibaldi
– AA4 largo Saragat
– AA5 piazza S. Nicola
– AA6 parcheggio Stadio Olindo Galli (Arci)
– AA7 parco via dei Pini
– AA8 piazza Massimo
– AA9 parco Villa Braschi
– AA10 parco Rosmini
– AA11 campetto sportivo via Giotto
– AA12 parcheggio via dei Platani (Bivio San Polo)
– AA13 parcheggio via Lago di Annone (Villa Adriana)
– AA14 parcheggio via Galli (Villa Adriana)
– AA15p.zza Catullo/p.zza B. della Queva (Tivoli Terme)
– AA16 parcheggio via Archigene (Tivoli Terme)
– AA17 parcheggio via Guerrino Libertucci (Campolimpido)
– AA18 parcheggio via Piergiorgio Gallotti (Colle Nocello)
– AA19 slargo via del Ninfeo Adriano (Villaggio Adriano)
– AA20 verde pubblico via Orazio Coccanari (loc. Paterno)
– AA21 area verde Strada Statale 5 (Laghi Reali)
– AA22 Via Tommaso Albinoni /via Antonio Vivaldi (Martellona II)
Cosa fare in caso di allerta meteo
Precipitazioni meteoriche intense
– Tenersi informati sulle criticità previste sul territorio e le misure adottate dal tuo Comune;
– Non dormire nei piani seminterrati ed evitare di soggiornarvi;
– Proteggere con paratie o sacchetti di sabbia i locali che si trovano al piano stradale e chiudere le porte di cantine, seminterrati o garage solo se non ci si espone ad eventuali pericoli;
– Se ci si deve spostare, valutare prima il percorso ed evitare le zone allagabili;
– Valutare bene se mettere al sicuro l’automobile o altri beni: potrebbe essere pericoloso;
– Condividere quello che si sa sull’allerta e sui comportamenti corretti;
– Verificare eventualmente che la scuola dei vostri figli sia informata dell’allerta in corso e sia pronta ad attivare il piano di emergenza.

Neve / ghiaccio

– Verificare la capacità di carico della copertura del proprio stabile (casa, capannone o altra struttura): l’accumulo di neve e ghiaccio sul tetto potrebbe provocare crolli;
– Preoccuparsi di togliere la neve dal proprio accesso privato o dal proprio passo carraio: non buttare la neve in strada, potrebbe intralciare il lavoro dei mezzi spazzaneve;
– Se ci si sposta a piedi, scegliere con cura le scarpe per evitare cadute e scivoloni e muoversi con cautela.
– Non utilizzare mezzi di trasporto a due ruote.
–  Se possibile, evitare di utilizzare l’auto quando nevica. Riducendo il traffico e il numero di mezzi in sosta su strade e aree pubbliche, si agevoleranno le operazioni di sgombero neve.
– Se costretti a prendere l’auto seguire queste piccole regole di buon senso: liberare interamente l’auto e non solo i finestrini dalla neve;
–  Tenere accese le luci per rendersi più visibili sulla strada;
–  Mantenere una velocità ridotta, usando marce basse per evitare il più possibile le frenate e prediligere, piuttosto, l’utilizzo del freno motore; evitare manovre brusche e sterzate improvvise;
– Accelerare dolcemente ed aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede; ricordare che in salita è essenziale procedere senza mai arrestarsi: una volta fermi è difficile ripartire e la sosta forzata della propria auto potrebbe intralciare il transito degli altri veicoli;
– Parcheggiare correttamente la propria auto in maniera che non ostacoli i lavori dei mezzi sgombraneve;
– Prestare particolare attenzione ai lastroni di neve che, soprattutto nella fase di disgelo, si possono staccare dai tetti;
–  Non utilizzare mezzi di trasporto a due ruote.
– Ricordare che, dopo la nevicata, è possibile la formazione di ghiaccio sia sulle strade che sui marciapiedi, prestare, quindi, attenzione al fondo stradale, guidando con particolare prudenza;

Cosa fare in caso di alluvione

– Non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro i beni;
– Non uscire assolutamente per mettere al sicuro l’automobile;
– Se ci si trova in un locale seminterrato o al piano terra, salire ai piani superiori. Evitare l’ascensore: si può bloccare. Aiutare gli anziani e le persone con disabilità che si trovano nell’edificio;
– Chiudere il gas e disattivare l’impianto elettrico. Non toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati. Non bere acqua dal rubinetto: potrebbe essere contaminata;
– Limitare l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi;
– Tenersi informati su come evolve la situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità.

Cosa fare all’aperto

– Allontanarsi dalla zona allagata: per la velocità con cui scorre l’acqua, anche pochi centimetri potrebbero far cadere;
– Raggiungere rapidamente l’area vicina più elevata evitando di dirigersi verso pendii o scarpate artificiali che potrebbero franare;
– Fare attenzione a dove si cammina: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti ecc.;
– Evitare di utilizzare l’automobile. Anche pochi centimetri d’acqua potrebbero far perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento, rischiando di rimanere intrappolati;
– Evitare sottopassi, argini, ponti: sostare o transitare in questi luoghi può essere molto pericoloso;
– Limitare l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi;
– Tenersi informati su come evolve la situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità.
Dopo l’alluvione
– Seguire le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione, come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle cantine ecc.;
– Non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati.
– Fare attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere;
– Verificare se è possibile riattivare il gas e l’impianto elettrico; Se necessario, chiedere il parere di un tecnico;
– Informarsi che le reti fognarie, le fosse biologiche e i pozzi non siano danneggiati prima dell’uso;
– Prima di bere l’acqua dal rubinetto, assicurarsi che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua dell’alluvione
Cosa fare in caso di incendio
– Se si avvistano fiamme o anche solo fumo, telefonare al 1515 per dare l’allarme. Non pensare che altri l’abbiano già fatto, e fornire le indicazioni necessarie per localizzare l’incendio;
– Cercare una via di fuga sicura: una strada o un corso d’acqua;
– Non fermarsi in luoghi verso i quali soffia il vento, si potrebbe rimanere imprigionati tra le fiamme e non avere più una via di fuga;
– Stendersi a terra in un luogo dove non c’è vegetazione incendiabile: il fumo tende a salire e in questo modo si evita di respirarlo;
– Se non si ha altra scelta, cercare di attraversare il fuoco dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata;
– L’incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade, si intralcerebbero i soccorsi e le comunicazioni necessarie per gestire l’emergenza.
Tutto il materiale pubblicato lo potete trovare anche in versione cartacea con il supplemento al nostro XLGIORNALE, distribuito nel comune di Tivoli

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