Piano di protezione civile comunale, a Tivoli si attendono gli aggiornamenti3 min di lettura

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Tutto da rifare, o quasi, il piano di protezione civile di Tivoli inizia a sentire il “peso” degli anni e richiederebbe un aggiornamento. Parcheggi sorti al posto delle aree di raccolta, variazioni demografiche nei quartieri, e cambiamenti nei rischi, ci sarebbero diverse cose da “rivedere” nel piano su cui lavorò la prima amministrazione Gallotti nel lontano 1998 – il testo fu presentato nel 1999 dal commissario prefettizio che successe al sindaco.
Il documento era molto dettagliato, inquadrava tutti i rischi a cui era sottoposta la città e definiva modalità di intervento, i compiti delle istituzioni e degli enti, e fornica anche le indicazioni per la popolazione da seguire nei diversi casi. Per redigerlo ci fu un grande lavoro alle spalle. Per il rischio “incendi”, una delle casistiche analizzate, si studiarono i venti per capire le direzioni delle fiamme nelle diverse ore del giorno e si analizzarono anche i dati storici per capire le aree più coinvolte.
Ma tutto è ormai superato, o quasi. Con il passare degli anni, quasi venti, la situazione della città è cambiata. Ai rischi identificati se ne sono aggiunti altri con il passare del tempo e zone come piazza Massimo o piazzale Matteoti, divenute oggi parcheggi interrati e multipiano, non possono più ospitare gli sfollati. E’ diversa la realtà dell’Albuccione, con nuove case costruite a ridosso del fiume Aniene, uno dei “principali” rischi della città.
“Il piano di protezione civile esiste, ma la popolazione non lo conosce – ha spiegato Gianni Andrei, neo assessore alla Protezione Civile – dobbiamo verificare se sono stati fatti aggiornamenti. E’ un lavoro che interessa maggiormente chi è chiamato ad operare sul territorio. Alla popolazione forniremo le linee guida, le indicazioni ed i riferimenti. Ho ricevuto da poco il piano di protezione civile ed ora sto costituendo insieme al settore una sorta di commissione per aggiornarlo. E’ da rivedere sia nelle parti strutturali di organizzazione sia a livello di comunicazione e di intervento. Vogliamo lavorarci in tempi rapidi. Spero di comunicare il nuovo piano alla prefettura entro Natale”.
In attesa dell’aggiornamento, sono già ben delineate le prossime attività dell’amministrazione. “Vogliamo informare la popolazione sulle linea guida da tenere nell’eventualità di possibili accadimenti naturali o accidentali – continua Andrei – a Tivoli siamo esposti a rischi idrogeologici, sismici, metereologici e legati agli incendi. Vogliamo spiegare ai cittadini cosa fare in questi casi. Contiamo di allestire diversi presidi nelle piazze di Tivoli, una per ogni quartiere. Chiederemo alle di volontariato di distribuire del materiale informativo alla popolazione. Questo sarà solo un primo passo. Parallelamente diffonderemo attraverso le scuole, le associazioni, i centri anziani e tramite altre realtà associative, alcuni concetti chiave per gestire le emergenze. Si deve mettere da parte il fatalismo e si deve capire che bisogna convivere con alcuni rischi. Serve un cambio di mentalità, specialmente in Italia, dove tutto è riportato alla fortuna o alla sfortuna. A Tivoli, nel 2012, è stato riqualificato il rischio sismico e siamo classificati come 2 B, in una scala da 1 a 4 dove l’uno è il valore più elevato. Siamo a livello di attenzione”.
“Intanto abbiamo migliorato la comunicazione in caso di “allarmi” – continua l’assessore alla Protezione Civile – in occasione dell’ultima ondata di mal tempo abbiamo pubblicato sul sito del comune e sulla pagina di facebook le linee comportamentali da seguire. Stamperemo, poi, un opuscolo da distribuire ai cittadini con indicazioni e riferimenti. Indicheremo anche i punti e le aree di raduno, in base ai diversi rischi. Dobbiamo, poi, vigilare ed intervenire sul territorio per controllare l’abusivismo, l’alveo dei fiumi, le situazioni al limite. E’ una sfida da affrontare non semplice, ma non deve essere una battaglia solo della politica ma di tutta la nostra comunità”.

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