Piazza Rivarola, lettera di un commerciante disperato2 min di lettura

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Tra un cartiere che incomincia ed uno che ancora non finisce, il centro storico di Tivoli sto attraversando decisamente un brutto periodo.
In perenne attesa di “sbocciare” in tutta la sua (straordinaria) bellezza, la parte più vecchia e caratteristica della città resta schiacciata da tante situazioni di degrado, più o meno piccole e più o meno evidenti. Sporcizia lungo i vicoli, cartoni abbandonati per strada, lampioni spenti ma anche buche, sampietrini sconnessi e soprattutto “parcheggio selvaggio”. In attesa di un deciso intervento da parte dell’amministrazione comunale sul decoro urbano che riguardi quest’area, e sperando che gli incivili smettano di sporcare ed imbrattare gli angoli più belli di Tivoli, resta la speranza nei due cantieri aperti.
Uno di questi due ha preso il via da poco. I lavori interesseranno una buona parte del centro storico: piazza Tempio d’Ercole, via Olivieri, piazza dei Selci, via dei Selci, vicolo dei Ferri, via del Duomo, vicolo dei Palatini, vicolo delle Erbe, piazza delle Erbe, via del Governo, via Missoni, via Colsereno, largo Baia. Un intervento importante, che riguarderà un’area di 5 mila metri quadri, costerà 1.2 milioni di euro e sarà realizzato grazie ad un finanziamento regionale che l’amministrazione Gallotti è riuscita ad ottenere.
In contemporanea si trascinano i lavori di piazza Rivarola, ultimo lotto del più ampio intervento di riqualificazione che ha riguardato anche via Palatina, piazza Palatina e via di Ponte Gregoriano. Ma proprio sulla piazza “dell’orologio” si sono accese una lunga serie di polemiche da parte tanto dei politici dell’opposizione quanto dei residenti, e soprattutto dei commercianti. Il cantiere, infatti, sta durando ben oltre i tempi di “riconsegna” previsti.
Uno dei commercianti della zona si è sfogato con una lettera aperta: < Distruggere il commercio e tutte le altre attività del centro storico a chi conviene? Mi riferisco in particolar modo ai lavori da piazza Palatina a ponte Gregoriano, circa 100 metri. Lavori in corso, iniziati da 18 mesi. Traffico bloccato, recinzioni, passaggi pedonali pericolosi. Tutta la zona chiusa ed attività commerciali, circa la metà di quelle dell’area, che nel frattempo sono morte. Personalmente ho (avevo) un’attività che in oltre 110 anni di vita era diventata un punto di riferimento di tutta la valle dell’Aniene, e dei paesi limitrofi che vanno da Palombara a Poli. Non viene più nessuno, ormai. Davanti al mio negozio, poi, sono stati messi i cassonetti dei rifiuti (in via Maggiore, ndg). La strada è abbandonata, la sporcizia regna sovrana, anzi si passa la giornata ad assistere al lancio dei sacchetti dei rifiuti dall’alto (via di Ponte Gregoriano, ndg), sempre sperando che centrino il bersaglio altrimenti l’immondizia resta ad accumularsi in terra. Io dovrò cessare l’attività >.

Testo da visualizzare in slide show

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