Plastic Free, preserviamo i nostri territori guardando al futuro

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Il Sindaco Giuseppe Proietti ha emanato il 9 luglio l’ordinanza con la quale vengono imposte una serie di limitazioni alla vendita e all’utilizzo usa e getta dei contenitori in plastica. Limitazioni che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022. L’ordinanza fa riferimento alla direttiva della Comunità europea 904/2019 che bandisce l’uso di una serie di prodotti plastici usa e getta di uso comune non riciclabili. Una serie di premesse nel testo descrivono i motivi per cui l’ordinanza,è stata pubblicata: il valore universale della salvaguardia e tutela dell’ambiente e della salute, i danni all’ambiente stesso che la dispersione dei rifiuti plastici causa e le conseguenze che ricadono su una serie di attività economiche, le dannose interferenze con la catena alimentare, la grande quantità di rifiuti dispersi che gli oggetti di plastica monouso generano finendo ovunque: nei corsi d’acqua, nei boschi, negli ambiti più riposti e incontaminati. Il territorio tiburtino, particolarmente pregiato, ambientalmente e monumentalmente ma anche per l’acqua che ne ha scritto la storia fin dalla nascita della città, deve essere salvaguardato e le amministrazioni comunali devono porsi all’avanguardia nel recepire e proporre le iniziative di qualunque provenienza che alla tutela dell’ambiente fanno riferimento. Nelle premesse del testo vengono anche riportati quegli esempi eclatanti di accumulo di rifiuti plastici che si verificano, quando le piene dell’Aniene sono rilevanti, in corrispondenza della diga del Bacino San Giovanni e del Ponte Lucano restando a galleggiare spesso per mesi .

Plastica ovunque

Plastica galleggiante e dispersa in ogni dove, utilizzo sfrenato, riciclo limitato poiché spesso gli oggetti sono composti da diversi tipi di polimeri e quindi non riciclabili. Un uso esagerato. Ne sono evidente dimostrazione il grande volume dei sacchi trasparenti che i cittadini tiburtini depositano la sera precedente al ritiro della plastica da parte degli operatori ASA. Sono spesso agli onori delle cronache le enormi isole galleggianti di rifiuti plastici che si sono formate nell’Oceano Pacifico estese per centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Non è sufficiente parlare di riciclo e riutilizzo, per quanto riguarda la plastica se ne deve diminuire il consumo usa e getta e non solo. Occorre tornare a cauzione e vuoto a rendere, il che non vuol dire tornare all’antico anzi, è guardare al futuro. L’esempio lo offrono Paesi come Germania, Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Ungheria e Repubblica Ceca nei quali non solo il vuoto a rendere in plastica, vetro o metallo è obbligatorio ma tutti gli esercizi che vendono una determinata bevanda sono costretti ad accettarne i vuoti, anche se la specifica bottiglia non è stata acquistata da loro. Non solo quindi tutela dell’ambiente, anche risparmio e posti di lavoro. La cauzione varia dagli 8 ai 25 centesimidi euro a seconda del tipo di contenitore.

Le finalità

L’Amministrazione comunale dimostra quindi con l’ordinanza firmata Proietti, di “voler contribuire attivamente alla riduzione dei rifiuti” mentre si attende ancora un provvedimento a livello nazionale e si prefigge una serie di finalità: – ridurre la produzione di rifiuti plastici; – incrementare e valorizzare la raccolta differenziata diminuendo la percentuale di rifiuto secco residuale; – diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili, in particolare derivanti dal petrolio, favorendo l’utilizzo di materie prime compostabili e pienamente compatibili con le attività di raccolta differenziata delle sostanze umide domestiche e commerciali; – salvaguardare l’ecosistema quale fonte di inestimabile ricchezza; – orientare e sensibilizzare la comunità verso scelte e comportamenti consapevoli e virtuosi in campo ambientale.

Gli obblighi

– Gli esercenti, anche in forma itinerante, nel territorio comunale, di attività commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e/o bevande non potranno distribuire ai clienti sacchetti da confezione o da asporto in materiale non compostabile. – I titolari di attività di ristorazione (mense scolastiche pubbliche e private, bar, ristoranti, pizzerie, pub, stabilimenti termo-balneari e attività similari) aventi, in generale, quali finalità la somministrazione di alimenti e bevande, anche in forma itinerante, e i titolari di attività alberghiere (inclusi bed&breakfast, case vacanze e campeggi) non potranno distribuire piatti, bicchieri, posate, cannucce, mescolatori di bevande monouso in materiale non compostabile. – Gli esercizi commerciali tutti, anche in forma itinerante, non potranno vendere sacchetti da confezione o da asporto, piatti, bicchieri, posate, cannucce, cotton fioc, mescolatori di bevande in materiale monouso in plastica, e comunque in materiale non compostabile. – Sarà, quindi, consentita la vendita nei propri banchi esclusivamente di stoviglie, contenitori ed imballaggi compostabili; – Nelle more dell’entrata in vigore dell’art. 6 della direttiva Comunitaria SUP (Single Use Plastic) n. 904/2019, prevista per il 03/07/2024, sull’intero territorio del Comune di Tivoli a partire dal 01/01/2022 è vietata la commercializzazione di bevande in bottiglie monouso in plastica, PET e PLA. – I commercianti, i privati, le associazioni e gli enti, in occasione di feste pubbliche, sagre, manifestazioni, potranno distribuire piatti, bicchieri, posate, cannucce, bottiglie e sacchetti da asporto esclusivamente in materiale compostabile; – Coloro che, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza faranno acquisti di ogni genere in esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione di bevande e/o alimenti ubicati nel territorio comunale, hanno l’obbligo di utilizzare per l’asporto dei prodotti acquistati confezioni e sacchetti esclusivamente in carta o altro materiale compostabile, ovvero borse riutilizzabili in stoffa o in tessuto. L’ordinanza costituisce un passo avanti verso quel tema fondamentale della tutela dell’ambiente che anche le recenti inondazioni nel Nord Europa hanno riportato drammaticamente in primo piano. Qualche piccolo sacrificio personale darà un contributo importante, se una bottiglia di Pet può essere riciclata per 20 volte ed una di vetro 40, la diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 in atmosfera sarà notevole. Plastic Free, preserviamo i nostri territori