Polo Civico: la solitudine del primo cittadino di Guidonia2 min di lettura

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Sindaco, solo sugli scranni del potere, attende la constatazione della mancanza del numero legale, per l’ennesima volta.

La sintesi del consiglio comunale di giovedì pomeriggio, però, racconta anche altro.

La solitudine del Primo Cittadino raffigura perfettamente il suo fallimento e quello dell’Amministrazione che guida, male, da tre anni.

Mentre la Città affonda tra i problemi, criticità, emergenze e i cittadini fanno i conti con gli effetti di una pandemia devastante, Barbet si diletta con la politica dei due forni, di andreottiana memoria, ma senza averne le qualità politiche. Altro che il nuovo che avanza, assistiamo alla riproposizione sfocata e scimmiottata di pratiche spartitorie da manuale Cencelli.

Con una mano il Sindaco tratta la salvezza con il PD, con l’altra cerca i dissidenti che l’hanno abbandonato pur di mantenere a galla un’amministrazione che fa acqua da tutte le parti ed ormai è finita, tanto nei fatti quanto nella visione. Questa immagine, però, racconta anche altro sul comportamento dei partiti e dei movimenti sui nostri territori.

I partiti ed i movimenti nazionali spesso hanno dimostrato di non amare Guidonia Montecelio, più semplicemente l’hanno spesso usata. Non avendo a cuore, quindi, né le sorti della nostra città né quelle delle classi dirigenti locali, sacrificate senza grosse difficoltà per assecondare equilibri romani e regionali.

Più interessati al serbatoio di voti che ai problemi dei cittadini, i vertici di partiti e movimenti neanche sanno la strada per arrivare a Colleverde o Villanova. Da poco avranno imparato la via per Marco Simone, seguendo i fiumi di soldi che stanno per arrivare per la Ryder Cup.

Le alchimie usate dal sindaco per ricostruire un maggioranza potranno risultare anche efficaci con riferimento ai numeri, ma quello che non c’è più è la fiducia della nostra amata Città e dei suoi cittadini, che nessuna magia potrà ripristinare. Il piatto di lenticchie messo sul tavolo per ottenere i numeri consiliari, non è tanto il tradimento alle dinamiche di consiglio e il punto più basso raggiunto da un’inesistente e pessima classe dirigente, ma l’ultimo capitolo di una saga funesta per la Città e che ha deluso definitivamente coloro che autenticamente e a nostro avviso un po’ ingenuamente avevano provato a pensare che il Movimento 5 Stelle davvero rappresentasse qualcosa di diverso rispetto agli “altri”.

Oggi, ora, è davvero giunto il momento che classi dirigenti locali, competenti e consapevoli, si riapproprino di Guidonia Montecelio, del suo e del nostro destino e ciò non sarà possibile con i partiti e nei partiti.

Polo Civico Guidonia