Preso il maniaco violentatore di prostitute2 min di lettura

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#NLCronaca – #PoliziaGuidonia – #GuidoniaMontecelio – E’ in carcere S.F., operaio 42enne italiano di Artena, che il 13 aprile aveva sequestrato per due giorni una giovane prostituta adescata sulla Tiburtina violentandola e seviziandola con feroce brutalità per poi abbandonarla in strada a Villanova. A chiudere il cerchio e a dare un nome e un cognome al violentatore “seriale” gli investigatori dell’ufficio di polizia di Guidonia del commissariato di Tivoli, diretto da Maria Chiaramonte. Gli agenti della giudiziaria non hanno mollato un attimo, hanno contattato una ad una le “lucciole” della zona, mostrando loro l’identikit del violentatore realizzato a seguito della testimonianza della vittima, mettendole in guardia sul tipo di macchina e le sue modalità di adescamento finché il “mostro” è caduto nella trappola. (IL VIDEO)

LA CATTURA

L’uomo qualche sera fa è tornato a caccia di una nuova vittima su via Tiburtina. Si è avvicinato ad una ragazza offrendole ben 500 euro per andare con lui a casa sua senza sapere però che la giovane avrebbe riconosciuto il suo furgone bianco e il suo viso, grazie proprio alla ricostruzione che gli agenti avevano mostrato in strada in queste ultime settimane. Dopo aver declinato l’invito la lucciola ha chiamato il 113. La polizia prima di tutto ha sequestrato l’auto dell’uomo, trovato senza patente e assicurazione, che sarebbe stato poi riconosciuto dalla vittima ed arrestato. Ora il 42enne, con precedenti specifici alle spalle – era infatti stato già in carcere dal 2006 al 2013 per avere sequestrato sempre sulla via Tiburtina e seviziato una prostituta minore che all’epoca era però riuscita miracolosamente a fuggire – deve rispondere delle accuse di violenza, minacce, sequestro di persona, rapina aggravata e lesioni.

L’AGGRESSIONE DEL 13 APRILE SCORSO

fingendosi un normale cliente 42enne ha adescato la prostituta, fatta salire sul suo furgone bianco, l’ha minacciata con un coltello, l’ha rapinata di 200 euro e del cellulare e l’ha portata dopo averla incappucciata nella sua casa di Artena. Li, dopo averla immobilizzata a letto con il fil di ferro, l’ha sottoposta ad ogni genere di sevizie e violenze, per poi scaricarla molte ore dopo a Villanova di Guidonia non prima però di averle ordinato di tacere sull’accaduto dietro minacce. La vittima è stata poi soccorsa e ricoverata all’ospedale di Tivoli per le profonde lesioni riportate dal bastone usato come mezzo di tortura.

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